{"id":695882,"date":"2025-08-07T13:27:16","date_gmt":"2025-08-07T11:27:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=695882"},"modified":"2025-08-08T19:57:17","modified_gmt":"2025-08-08T17:57:17","slug":"fatti-avanti-introduzione-don-stefano-guidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-e-ragazzi\/fatti-avanti-introduzione-don-stefano-guidi-695882.html","title":{"rendered":"Fatti avanti! Le sfide e le opportunit\u00e0 per l&#8217;oratorio"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Fatti avanti<\/strong><\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-e-ragazzi\/fatti-avanti-oratorio-2025-2026-686787.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Fatti avanti \u00e8 il titolo della proposta dell\u2019anno oratoriano 2025- 2026.<\/strong> <\/a>\u00a0\u00c8 il modo con cui l\u2019oratorio porta il messaggio pastorale dell\u2019Arcivescovo Mario ai ragazzi e agli adolescenti della nostra Chiesa ambrosiana, invitandoli a <strong>prendere parte all\u2019esperienza di sinodalit\u00e0<\/strong> che stiamo vivendo. <br \/>\nL\u2019oratorio intende introdurre nella Chiesa sinodale, invitando ciascuno a lasciarsi coinvolgere dalla Parola del Signore Ges\u00f9 che chiama a seguirlo. <br \/>\nL\u2019oratorio non intende fare altro che amplificare e diffondere la chiamata di Ges\u00f9 ad accogliere lo Spirito che ci rende figli e figlie e ci rende capaci di amare, cos\u00ec come siamo amati dal Padre. L\u2019oratorio non vuole fare altro che proporre a tutti la Parola di Ges\u00f9 che chiama a seguirlo nella comunit\u00e0 dei discepoli, aprendo il nostro cuore, la nostra mente e le nostre mani all\u2019azione dello Spirito che tutto cambia e che rende ciascuno di noi pieno di vita. <strong>L\u2019oratorio vuole anche essere uno spazio e un tempo in cui provare a dare forma<\/strong> \u2013 personale e comunitaria \u2013 <strong>alla nostra risposta alla proposta di Ges\u00f9.<\/strong> In oratorio prendono forma concreta la sua proposta e la nostra risposta. L\u00ec si costituisce una prima esperienza di amicizia nella fede, che deve superare i confini fisici dei nostri cortili e abbracciare tutta la vita, ravvivando la nostra memoria e scaldando i nostri cuori.<\/p>\n<p><em>\u00abCari amici, voi siete fortunati perch\u00e9 nelle vostre parrocchie ci sono gli oratori, un grande dono della Diocesi di Milano. L\u2019oratorio, come dice la parola, \u00e8 un luogo dove si prega, ma anche dove si sta insieme nella gioia della fede, si fa catechesi, si gioca, si organizzano attivit\u00e0 di servizio e di altro genere, si impara a vivere, direi. Siate frequentatori assidui del vostro oratorio, per maturare sempre pi\u00f9 nella conoscenza e nella sequela del Signore!\u00bb<\/em> <br \/>\n(Benedetto XVI, Stadio San Siro, 2 giugno 2012).<\/p>\n<p>Per molti ancora oggi, in oratorio si accende la vita del nucleo pi\u00f9 intimo della nostra fede: per molti diventer\u00e0 una scintilla che illumina e orienta l\u2019esistenza, per molti altri suoner\u00e0 come un richiamo alla bont\u00e0 originale di cui siamo plasmati, per molti altri ancora sar\u00e0 la speranza di recuperare qualcosa che abbiamo perso, per altri e altri ancora sar\u00e0 dolce memoria da cui attingere energia nei passaggi delicati della vita. <br \/>\n<strong>A farsi avanti \u00e8 innanzitutto il Signore Ges\u00f9 che ci guarda con amore<\/strong> (<em>Mc 10,21<\/em>), ci chiama per nome (<em>Mt 9,9<\/em>) e ci chiede: \u00abChe cosa cercate?\u00bb (<em>Gv 1,38 e 18,4<\/em>). Questa domanda di Ges\u00f9 ci aiuta a prendere coscienza di noi stessi e della nostra situazione di vita. Non \u00e8 la domanda di un giudice o di un arbitro, ma di un amico che ci tende la mano e chiede di poter camminare accanto a noi. <br \/>\nCon lo stesso animo, l\u2019oratorio cerca i ragazzi e desidera sostenere la loro ricerca. Ci\u00f2 significa che <strong>la vocazione si scopre camminando e crescendo insieme nella relazione.<\/strong> Soltanto disponendoci a una relazione di <strong>amicizia fraterna<\/strong> \u00e8 possibile aiutare i nostri ragazzi e adolescenti a scoprire la loro vocazione e decidere di farsi avanti. <br \/>\n<strong>A farsi avanti quindi sono le comunit\u00e0 educanti<\/strong>, chiamate ogni anno a rinnovare la propria fede nel Signore che educa il suo popolo. Le comunit\u00e0 educanti possono offrire relazione nella misura in cui esse stesse vivono di relazioni vere. Non pu\u00f2 bastare la condivisione dei programmi e nemmeno la collaborazione nella realizzazione delle attivit\u00e0. <strong>I nostri oratori soffrono spesso di attivismo sterile:<\/strong> le tante cose che si fanno non sappiamo pi\u00f9 dire perch\u00e9 si fanno e per chi si fanno. Talvolta la rivalit\u00e0 e la contrapposizione prevalgono sulla collaborazione e la riconciliazione. Cos\u00ec la comunit\u00e0 cristiana deperisce e si svuota. Le comunit\u00e0 educanti possono essere invece una esperienza di servizio che ci aiuta a essere adulti educatori e quindi donne e uomini migliori. <br \/>\nQuando i ragazzi e gli adolescenti crescono in una comunit\u00e0 cristiana che, naturalmente e spontaneamente, vive relazioni cordiali e che \u00e8 attenta ai bisogni umani, che, senza cadere nell\u2019ossessione della perfezione, cerca di lavorare sui propri peccati ed errori, si appassionano a uno stile che pian piano plasma la loro umanit\u00e0. Perch\u00e9 ci sia un oratorio \u00e8 necessario che ci siano comunit\u00e0 educanti. Non solo un prete, non solo degli incaricati, non solo degli allenatori che si curano dello sport, dei baristi che si curano del bar, dei catechisti che si curano del catechismo, dei volontari che si curano della cucina.<\/p>\n<p><em>\u00abUna comunit\u00e0 educante: tutti quelli che nei diversi ambiti si curano dei ragazzi e delle ragazze dell\u2019oratorio e condividono la stessa passione, le stesse convinzioni, le stesse relazioni e gli stessi riferimenti. \u00c8 gente che ha molte doti, ma non pretende di essere perfetta. \u00c8 gente che non fa le cose per forza, ma per passione. \u00c8 gente che ha una misteriosa riserva di gioia e di buona volont\u00e0. Non tutti sono teologi o ingegneri o intellettuali o manager. Una cosa hanno in comune. Vanno a messa la domenica e amano il loro oratorio\u00bb.<\/em> <br \/>\n(Mario Delpini, omelia nel centenario della FOM, Duomo di Milano 26 gennaio 2024) <\/p>\n<p><strong>Fatti avanti non \u00e8 un ordine, un\u2019ingiunzione o un rimprovero rivolto ai pi\u00f9 giovani. \u00c8 l\u2019atteggiamento quotidiano con cui un oratorio intende comunicare ai suoi ragazzi l\u2019amore ricevuto, per iniziativa del Padre.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><em><strong>\u00c8oratorio<\/strong><\/em><\/h3>\n<p>La seconda prospettiva che intendo presentare per questo anno oratoriano \u00e8 quella aperta dal<a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-e-ragazzi\/progetto-eoratorio-aggiornamenti-643227.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> progetto <em>\u00c8oratorio<\/em><\/strong><\/a>. <br \/>\nDa tanti anni si discute sugli oratori. Li teniamo? Li chiudiamo? Li cambiamo? I cambiamenti macroscopici che stanno avvenendo e la seriet\u00e0 dei problemi educativi e pastorali che chiedono di essere affrontati, lasciano la comunit\u00e0 cristiana smarrita e frastornata.<strong> E tuttavia l\u2019oratorio<\/strong> &#8211; superata la stagione terribile del Covid &#8211; <strong>continua a dare segnali straordinari di vitalit\u00e0 e vivacit\u00e0<\/strong>, grazie soprattutto alla passione generosa e intelligente dei nostri preti e delle nostre comunit\u00e0 cristiane. <br \/>\n<strong>Ripensare insieme l\u2019oratorio ambrosiano a partire dalle molteplici trasformazioni in atto \u00e8 la meta dell\u2019esperienza di <em>\u00c8oratorio<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p>Mi sembra di poter dire che <strong>la stagione gloriosa dell\u2019oratorio<\/strong>, quella che molti tra noi ricordano con tanta nostalgia, <strong>faceva affidamento su almeno tre elementi di indiscussa solidit\u00e0, che oggi sono diventati invece elementi di grande criticit\u00e0<\/strong>. <\/p>\n<p>Il primo elemento di criticit\u00e0 \u2013 che un tempo era solido e affidabile \u2013 \u00e8 <strong>la domenica<\/strong>. L\u2019oratorio, fin dal suo esordio, nasce per aiutare i pi\u00f9 piccoli a distinguere il Giorno del Signore dagli altri giorni della settimana. Il Giorno del Signore si vive in un certo modo: \u00e8 il tempo dedicato al riposo, alle relazioni famigliari e di amicizia, \u00e8 il tempo dedicato alla preghiera e alla celebrazione comunitaria, \u00e8 il tempo del gioco, del servizio e della formazione religiosa.<strong> Attorno al Giorno del Signore e della Comunit\u00e0, l\u2019oratorio ha elaborato il suo originale metodo educativo che definiamo animazione.<\/strong> \u00c8 poi avvenuto come uno sviluppo che ha integrato il tempo libero quotidiano, il tempo serale (come ritrovo per i pi\u00f9 giovani), il tempo estivo. <br \/>\nDall\u2019animazione del Giorno del Signore, l\u2019oratorio ha saputo sviluppare una proposta di animazione che incontrasse le esigenze di relazione e i bisogni di crescita della vita dei ragazzi, degli adolescenti fi no ai giovani. <strong>Dall\u2019animazione del tempo si \u00e8 strutturato lo spazio, e non viceversa.<\/strong> Infatti, lo spazio messo a disposizione senza una proposta di senso \u00e8 del tutto inutile e insufficiente. <br \/>\nQui notiamo il primo elemento di criticit\u00e0. A fronte di una proposta ampia e popolare <strong>sono proprio le famiglie, i ragazzi e gli adolescenti ad avere sempre meno tempo da dedicare alla proposta dell\u2019oratorio.<\/strong> <br \/>\nDa una parte la secolarizzazione culturale influenza anche il senso attribuito al tempo festivo: non \u00e8 pi\u00f9 il tempo del Signore e il tempo della comunit\u00e0, ma \u00e8 il tempo per s\u00e9, a propria disposizione, per i propri impegni e attivit\u00e0 personali o famigliari. Dall\u2019altra parte, gli impegni scolastici, la gestione dei tempi familiari e le svariate offerte di intrattenimento, di consumo di socializzazione occupano gran parte del tempo una volta lasciato libero e che la proposta oratoriana riusciva a intercettare brillantemente. <br \/>\nProva ne \u00e8 il fatto che i nostri oratori si sono riempiti di un po\u2019 di tutto: dal bar alla sala prove, dal teatro alla palestra. <br \/>\nUna proposta che ad un certo punto si \u00e8 ripensata completamente per rispondere al bisogno della gente di incontrarsi, di stare insieme, di realizzare qualcosa e di fare comunit\u00e0. <br \/>\nUnica eccezione \u00e8 il tempo estivo, su cui non parleremo ora. <br \/>\nRimane per\u00f2 aperta una grande questione:<strong> la frequentazione solo estiva dell\u2019oratorio \u00e8 sufficiente alla maturazione di una relazione significativa con l\u2019esperienza credente e con la comunit\u00e0 cristiana?<\/strong> Qui rileviamo una grande sfida per l\u2019oratorio: la capacit\u00e0 \u2013 e prima ancora l\u2019intenzionalit\u00e0 \u2013 di <strong>disporsi a offrire una relazione significativa, considerando che i tempi che i ragazzi e gli adolescenti a cui si rivolge possono mettere a disposizione, sono drasticamente ridotti.<\/strong> <br \/>\nE considerando ancora che il significato che i ragazzi e gli adolescenti attribuiscono al tempo della formazione religiosa \u00e8 ridotto ai minimi termini. Se non c\u2019\u00e8 altro, l\u2019ingiunzione familiare pu\u00f2 molto poco. Ecco la domanda: l\u2019estate pu\u00f2 bastare? Gli eventi possono bastare se manca la quotidianit\u00e0? <\/p>\n<p>Il secondo elemento di criticit\u00e0 \u2013 un tempo invece di solidit\u00e0 \u2013 sono le <strong>comunit\u00e0 educanti.<\/strong> Per dirla con parole povere, l\u2019insieme delle donne e degli uomini di buona volont\u00e0 che rendono possibile la proposta dell\u2019oratorio per ciascuna delle fasce d&#8217;et\u00e0 grazie alla loro generosit\u00e0, al loro impegno, alle loro capacit\u00e0, al tempo speso per i ragazzi. <br \/>\nMi domando quali fattori insistono sulle dinamiche delle comunit\u00e0 educanti. <br \/>\nIn primo luogo, dobbiamo considerare che viviamo in una societ\u00e0 dove tutti lavorano e lavorano per molti anni e che la naturale complicit\u00e0 educativa tra adulti \u00e8 sempre pi\u00f9 sostituita dalla conflittualit\u00e0 educativa tra adulti. Le persone hanno meno tempo da dedicare agli altri e hanno meno tempo da dedicare ai figli e ai nipoti degli altri, anche per evitare di avere a che fare con gli altri. <br \/>\nIn secondo luogo, dobbiamo considerare i cambiamenti introdotti nelle comunit\u00e0 parrocchiali, con la necessit\u00e0 di intraprendere forme di collaborazione pastorale pi\u00f9 ampie e stabili. Mi riferisco all\u2019introduzione delle comunit\u00e0 pastorali, come forma di collaborazione stabile e organizzata tra le parrocchie. <br \/>\nQuesta nuova situazione richiede<strong> progressivamente alle parrocchie di lavorare insieme e di rivedere le proprie tradizioni, i propri progetti educativi e la destinazione d\u2019uso delle proprie strutture<\/strong> in relazione alle tradizioni e strutture di altre parrocchie. Con quale esito? \u00c8 in corso un grande lavoro di ripensamento delle proposte e delle strutture oratoriane, con una bella creativit\u00e0. Accanto a questo, alcuni oratori stanno per essere alienati. Altri sono gi\u00e0 chiusi da un pezzo. Altri sono stati ripensati secondo la scelta di specializzazione per et\u00e0 o per attivit\u00e0. <strong>Gli interventi che modificano i progetti e le strutture hanno inevitabili ricadute sulle comunit\u00e0 educanti, sulla loro organizzazione e sui loro obiettivi.<br \/>\n<\/strong>Infine, la necessit\u00e0 di<strong> introdurre educatori professionali<\/strong>, oltre a determinare l\u2019aumento dei costi della realizzazione della proposta oratoriana, laddove la parrocchia comincia a capire che lo stile della gratuit\u00e0 non corrisponde pi\u00f9 semplicemente al \u201ccosto zero\u201d, chiede di<strong> lavorare con particolare attenzione sulla relazione tra educatori professionali e laici impegnati in oratorio e tra educatori professionali e figure religiose.<\/strong> <br \/>\nAnche qui vediamo una bella e grande sfida per l\u2019oratorio che deve scommettere tutto quello che ha sulla potenzialit\u00e0 umanizzante della propria esperienza educativa e anche sulla <strong>capacit\u00e0 di imparare le \u201cregole del gioco\u201d sociale<\/strong>, per stare in questo mondo come un soggetto capace di relazione con gli altri soggetti del proprio territorio. <\/p>\n<p>Il terzo elemento di criticit\u00e0 \u2013 un tempo invece di solidit\u00e0 \u2013 \u00e8 la <strong>Messa della domenica<\/strong>, e pi\u00f9 in generale la possibilit\u00e0 di pensare ancora<strong> l\u2019oratorio come uno strumento efficace di evangelizzazione.<\/strong> <br \/>\nIl passaggio dal cortile all\u2019altare non \u00e8 mai stato automatico per nessuno e da nessuna parte. Senza mitizzare il passato, occorre quindi prendere atto della situazione attuale, caratterizzata dalla secolarizzazione spinta e dalla limitazione forzata dell\u2019esperienza religiosa nella sfera privata individuale e dalla rapidit\u00e0 dell\u2019innovazione tecnologica, che sta modificando l\u2019antropologia e di conseguenza la spiritualit\u00e0. <strong>Quale Vangelo proporre in questo contesto e come proporlo?<\/strong> La riflessione avviata nello scorso anno pastorale sul<em> rapporto tra Oratorio e fede<\/em> ci offrir\u00e0 spunti interessanti per continuare nella nostra ricerca. <br \/>\nNell\u2019ambito di quella riflessione abbiamo cercato di metterci in ascolto della esperienza di catecumeni adolescenti. L\u2019interesse non \u00e8 ovviamente dettato da ragioni quantitative. Ci interessa invece capire <strong>come in un adolescente di oggi arriva o si accende la fede, o come un adolescente di oggi pu\u00f2 scoprirla e condividerla.<\/strong> <br \/>\nAnche qui l\u2019oratorio ha una bella sfida da raccogliere: <strong>va superata l\u2019idea che la fede si trasmette per trasferimento di informazioni religiose e che si diffonde per comunicazione emotiva, e recuperare il senso di una fede come dono, che accade nella vita personale per iniziativa dello Spirito che precede \u2013 e nello stesso tempo provoca \u2013 l\u2019azione ecclesiale e che inizia una storia nuova.<\/strong> <br \/>\nL\u2019oratorio, evitando un approccio produttivo, quantitativo e selettivo, continua a cercare il modo migliore per servire la fede di tutti. <\/p>\n<p>In definitiva, questi tre elementi di criticit\u00e0 ci invitano a lavorare a partire da una grande domanda: <strong>dove si generano oggi relazioni nuove per un oratorio nuovo?<\/strong> I nuovi modelli di oratorio non saranno idee geniali di qualcuno. Proveremo invece ad intuire insieme a partire da quali attese e bisogni umani, educativi e sociali, sia possibile accendere relazioni nuove e vitali per l\u2019oratorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Oratorio e Sport<\/strong><\/h3>\n<p>La terza prospettiva che intendo presentare ci impegner\u00e0 a <strong>confrontarci sul rapporto tra Oratorio e Sport.<\/strong> <br \/>\nL\u2019occasione per lavorarci ci viene offerta dalle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. <br \/>\n<strong>Nel fascicolo troveremo tutti gli approfondimenti necessari<\/strong> e nel corso dell\u2019anno pastorale forniremo ulteriori aggiornamenti e materiali. <br \/>\nLa tappa iniziale del percorso che coinvolger\u00e0 principalmente la <strong>regia educativa degli oratori sar\u00e0 la Due Giorni \u201cPensiAmo l\u2019oratorio\u201d<\/strong>, alla quale sono invitati tutti i responsabili degli oratori, <strong>a Seveso il 14-15 ottobre 2025.<\/strong> <br \/>\nQui vorrei brevemente richiamare le ragioni di questa scelta e gli obiettivi attesi. <br \/>\n\u00c8 davvero interessante notare <strong>quando e perch\u00e9 l\u2019attivit\u00e0 sportiva entra in oratorio<\/strong>. Siamo agli<strong> inizi del Novecento<\/strong>, in un contesto sociale in cui lo sport \u00e8 un\u2019esperienza d\u2019\u00e9lite: non lo praticano i pi\u00f9 capaci, ma i pi\u00f9 abbienti. L\u2019oratorio ha questa intuizione:<strong> rendere popolare ci\u00f2 che \u00e8 per pochi.<\/strong> Mi sembra di poter cogliere qui un grande valore, anche per noi oggi: \u00e8 necessario <strong>reagire, con intelligenza e coraggio, di fronte a vecchie e nuove forme di discriminazione sociale, come quelle di genere, di provenienza, di et\u00e0, di capacit\u00e0 fisica.<\/strong> <br \/>\nE ancora, reagire a uno sport determinato dal potere economico, dalla prestazione fisica e dai risultati. <br \/>\nCio\u00e8 l\u2019insieme delle condizioni esistenziali che potenzialmente minano la pari dignit\u00e0 tra le persone, per cui alcuni contano meno di altri, in piena contraddizione con il Vangelo. <br \/>\n\u00c8 un principio di valore che precede gli strumenti con cui lo sport viene promosso e difeso. <strong>C\u2019\u00e8 poi una questione che rimanda alla forma organizzativa delle societ\u00e0 sportive in relazione alla parrocchia e all\u2019oratorio e a come alimentare questa relazione.<\/strong> <br \/>\nC\u2019\u00e8 infine la <strong>dimensione educativa e progettuale che ci invita a trovare la modalit\u00e0 pi\u00f9 adeguata perch\u00e9 l\u2019attivit\u00e0 sportiva organizzata possa essere un elemento che contribuisce alla vita della comunit\u00e0 oratoriana e, pi\u00f9 oltre, della societ\u00e0.<\/strong> <\/p>\n<p>Cercheremo di fare questo lavoro non attraverso dichiarazioni di principio, che lasciano il tempo che trovano, ma<strong> fornendo agli oratori strumenti di dialogo e di progetto, per costruire qualcosa insieme e per chiarire qualche aspetto critico.<\/strong> Ringrazio da subito i <em>Comitati provinciali del CSI di Milano, Varese e Lecco<\/em>, la cui presenza e collaborazione \u00e8 indispensabile per la vita dei nostri oratori e per svolgere armonicamente questo lavoro progettuale.<\/p>\n<p>\n<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/files\/2025\/08\/Fatti-avanti-Introduzione-di-don-Stefano-Guidi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>scarica il pdf<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fatti avanti Fatti avanti \u00e8 il titolo della proposta dell\u2019anno oratoriano 2025- 2026. \u00a0\u00c8 il modo con cui l\u2019oratorio porta il messaggio pastorale dell\u2019Arcivescovo Mario ai ragazzi e agli adolescenti della nostra Chiesa ambrosiana, invitandoli a prendere parte all\u2019esperienza di sinodalit\u00e0 che stiamo vivendo. 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