{"id":69195,"date":"2021-08-20T11:11:20","date_gmt":"2021-08-20T09:11:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=69195"},"modified":"2021-08-31T10:26:49","modified_gmt":"2021-08-31T08:26:49","slug":"testimonianza-di-don-giuseppe-scalvini-cappellano-del-policlinico-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/giovani\/servizio-giovani\/pubblicazioni-documenti\/proposta-di-catechesi\/testimonianza-di-don-giuseppe-scalvini-cappellano-del-policlinico-di-milano-69195.html","title":{"rendered":"Testimonianza di don Giuseppe Scalvini, cappellano del Policlinico di Milano"},"content":{"rendered":"<p>Come materiale integrativo e di approfondimento del\u00a0<strong>nuovo sussidio dedicato alla catechesi per i giovani<\/strong> (<a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/catechesi-giovani-2021-2022\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Come fratelli. Testimoni dell\u2019amore di Dio<\/em><\/a>) sono state raccolte alcune testimonianze.<\/p>\n<p>Nel sussidio si possono trovare 3 termini fondamentali: <strong>Parola, Pane e Poveri<\/strong>. I giovani, infatti, possono essere accompagnati alla conoscenza vitale di Ges\u00f9 oggi attraverso la Parola (e in particolare quest\u2019anno viene proposta la lettura continuativa del Vangelo di Giovanni), attraverso il Pane che ci chiama alla celebrazione e alla adorazione della Eucarestia, attraverso i Poveri che siamo chiamati ad amare e dai quali lasciarci convertire.<\/p>\n<p>La testimonianza raccolta \u00e8 relativa ai <strong>Poveri<\/strong>: in particolare abbiamo ascoltato le parole di <strong>don Giuseppe Scalvini, cappellano del Policlinico di Milano da 7 anni, che ci ha raccontato la realt\u00e0 dell\u2019ospedale.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ospedale \u00e8 un microcosmo in cui c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di incontrare gli altri e di farsi incontrare. Don Giuseppe, infatti, racconta come non debba andare lontano per incontrare le persone, a differenza dei sacerdoti che vivono in parrocchia. Egli passa per i corridoi, saluta i pazienti e da qui possono nascere saluti cordiali, ma veloci, oppure incontri profondi che diventano un accompagnamento o ancora possono generarsi percorsi di amicizia che continuano per tutta la vita.<\/p>\n<p><strong>Don Giuseppe afferma che la prima povert\u00e0 che incontra in ospedale \u00e8 la propria<\/strong>: \u201c<em>Quella di un uomo che tutti i giorni deve ricominciare, deve dire il suo s\u00ec a Dio, cos\u00ec da poter essere un povero sereno in mezzo ai poveri<\/em>\u201d. <strong>Poi i poveri che incontra sono persone malate fisicamente o psichicamente, ma anche persone ammalate spiritualmente.<\/strong> <strong>Ma la cosa fondamentale \u00e8 ricordarsi sempre che chi si incontra \u00e8 una persona, una persona povera, non un povero.<\/strong> Avere chiaro il concetto di persona \u00e8 sempre fondamentale, perch\u00e9 permette di non vederla come un problema ma come una persona che ha un problema. Il povero \u00e8 una persona che ha una povert\u00e0, non \u00e8 una povert\u00e0. I poveri, inoltre, ti mettono di fronte a te stesso: questo ha capito don Giuseppe lavorando in ospedale; essi ti fanno capire la tua disponibilit\u00e0 ad incontrare o la tua indisponibilit\u00e0 ad incontrare, \u201c<em>perch\u00e9 per incontrarsi tra poveri bisogna incontrarsi prima di tutti tra persone, cio\u00e8 bisogna essere disposti a rischiare, non avere barriere, pregiudizi, preconcetti rispetti all\u2019altro<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Di Ges\u00f9 ha capito poco, racconta don Giuseppe, ma quel poco \u00e8 meraviglioso e fa venir voglia di continuare a stare alla sua scuola per capire di pi\u00f9. Egli afferma di aver compreso che <strong>i poveri sono proprio coloro che rivelano Ges\u00f9, perch\u00e9 Lui si \u00e8 messo dalla loro parte<\/strong>: \u201c<em>Quello che mi stupisce e mi meraviglia sempre \u00e8 vedere come Lui trova sempre, sempre, sempre il modo di essere dalla parte di chi \u00e8 piccolo, di chi \u00e8 povero, di chi ha sbagliato, di chi in qualche modo non \u00e8 alla pari. E ho capito che Lui questa cosa non la fa una volta e per sempre, la fa ogni volta, per ogni volta con ciascuno<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>In conclusione della sua testimonianza don Giuseppe racconta come abbia capito che \u201c<em><strong>il mondo, ovunque tu ti trovi, anche in ospedale, ti chiede di essere amato. Quando tu ami, dandone la prova, allora cominci a guardare il mondo come lo vede Dio.<\/strong> [\u2026] Non ti scandalizzi del mondo ma lo scegli come il luogo nel quale si pu\u00f2 manifestare il tuo amore per Dio e dove si manifesta l\u2019amore di Dio per te. \u00c8 sfidante il mondo, \u00e8 provocante, \u00e8 anche pieno di insidie, per\u00f2 sono pi\u00f9 le bellezze che le insidie. Dipende da che cosa uno sceglie di guardare. Se scegli ci\u00f2 che \u00e8 bello e ti innamori della bellezza del mondo e lo ami dandone la prova, il mondo diventa il luogo nel quale puoi essere un testimone credibile, che ti rende credibile perch\u00e9 ti corregge, perch\u00e9 ti sollecita ad essere vero<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come materiale integrativo e di approfondimento del\u00a0nuovo sussidio dedicato alla catechesi per i giovani (Come fratelli. Testimoni dell\u2019amore di Dio) sono state raccolte alcune testimonianze. 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