{"id":65780,"date":"2021-03-31T18:54:44","date_gmt":"2021-03-31T16:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=65780"},"modified":"2021-03-31T18:54:44","modified_gmt":"2021-03-31T16:54:44","slug":"oratorio-e-periferie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-e-ragazzi\/oratorio-e-periferie-65780.html","title":{"rendered":"Oratorio e periferie"},"content":{"rendered":"<p>Come la Chiesa deve abitare le periferie? In primo luogo \u00e8 importante chiederci dove Dio \u201cabita\u201d e come possiamo incontrarlo e \u201cfarci abitare\u201d da Lui. Percorrendo le vie del mondo ed entrando nella ferialit\u00e0 delle storie, possiamo essere \u201cChiesa in uscita\u201d anche nelle periferie esistenziali, rendendoci prossimi a chiunque si incontri. Dialogare con la comunit\u00e0, mettendosi in rete con le altre realt\u00e0, a sostegno dei pi\u00f9 fragili, delle difficolt\u00e0 delle famiglie e dei ragazzi, grazie ad \u00e9quipe parrocchiali&#8230; sono prospettive non pi\u00f9 demandabili per essere Chiesa in un territorio cos\u00ec ferito ma cos\u00ec ricco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Il progetto \u201cParrocchia e Periferia\u201d<\/strong>, che nasce nell&#8217;autunno del 2017 e sta interessando quattro parrocchie di Milano (le parrocchie beneficiarie attuali sono Sant&#8217;Eugenio, Santa Lucia, San Michele e Santa Rita, Sant&#8217;Anselmo), &#8211; <em>spiega don Stefano Guidi<\/em> &#8211; si innesta su un percorso gi\u00e0 avviato nella citt\u00e0 di Milano con tavoli di riflessione costituiti da parroci e incaricati di pastorale giovanile che hanno rimandato alla necessit\u00e0 di intervenire promuovendo <strong>percorsi con le parrocchie e gli oratori di periferia<\/strong>, all&#8217;interno di contesti con bisogni e situazioni di grande emergenza, in un confronto attivo con la citt\u00e0 di Milano\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vecchi complessi popolari e grandi caseggiati, situazioni di degrado urbano e sociale, criticit\u00e0. Sono contesti difficili quelli che caratterizzano i quartieri in oggetto, con tante fragilit\u00e0: ma all&#8217;interno di questi nuclei, densi di storia e di identit\u00e0, si colgono anche molte potenzialit\u00e0, espressione di comunit\u00e0 dinamiche, ognuna con le proprie caratteristiche, in cerca di un riscatto e di un sostegno per un reale cambiamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abDopo una lunga fase di discernimento pastorale, il progetto \u00e8 entrato in una fase pi\u00f9 operativa da settembre 2019, secondo tre assi portanti: <strong>il confronto con i parroci della citt\u00e0 di Milano e i parroci in cui si \u00e8 strutturato il progetto; un coordinamento diocesano (tramite Fom e Caritas Ambrosiana); l&#8217;invio di educatori professionali (dalle cooperative \u201cAquila e Priscilla\u201d e \u201cFarsi Prossimo\u201d) nelle parrocchie.<\/strong> La finalit\u00e0 consiste nell&#8217;indicazione di crescita di un lavoro formativo sulle comunit\u00e0 parrocchiali da avviare e attivare, affinch\u00e9 al termine del progetto possano essere pi\u00f9 consapevoli e in grado di<strong> sostenere l&#8217;azione dell&#8217;oratorio in relazione con il territorio<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abCon gli educatori, l&#8217;obiettivo del primo trimestre del progetto si \u00e8 concentrato sull&#8217;ascolto, una lettura del bisogno e l&#8217;analisi delle fragilit\u00e0 esistenti nei contesti sociali che caratterizzano le diverse parrocchie &#8211; <em>precisa Francesca Gisotti, pedagogista del coordinamento del progetto<\/em> &#8211; Abbiamo tradotto, soprattutto da gennaio 2020, l&#8217;essere \u201cChiesa in uscita\u201d con azioni concrete, una<strong> serie di progettualit\u00e0 specifiche declinate secondo i bisogni emersi e incontrando i referenti del territorio: l&#8217;accoglienza da parte delle istituzioni, delle associazioni e del terzo settore \u00e8 stata sorprendente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli operatori professionali delle diverse \u00e9quipe parrocchiali partecipano ad un\u2019\u00e9quipe cittadina coordinata da Fom e Caritas Ambrosiana<\/strong> che curano la formazione (con l&#8217;approfondimento di alcune tematiche), la supervisione con incontri a cadenza mensile e un lavoro di monitoraggio delle singole realt\u00e0 parrocchiali\u00bb. <\/p>\n<p> \u00abLa pandemia ha portato a un inevitabile rallentamento delle possibilit\u00e0 e alla difficolt\u00e0 di dare continuit\u00e0 alle iniziative originarie ma <strong>il progetto non si \u00e8 mai fermato<\/strong> e il processo \u00e8 continuato, trovando anche strade alternative\u00bb, <em>afferma Antonino Romeo, pedagogista impegnato nell&#8217;\u00e9quipe di coordinamento cittadino e di supervisione<\/em> (spazio di rilettura del lavoro pedagogico) <em>con Chiara Vescovi e gli operatori di Caritas Ambrosiana Matteo Zappa e Francesca Gisotti<\/em> che, in questi giorni, con i direttori della Fom e di Caritas Ambrosiana don Stefano Guidi e Luciano Gualzetti, svolge gli incontri con i sette educatori, per la fase di verifica e di valutazione della qualit\u00e0 del percorso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abSi sta delineando il progetto di <strong>un educatore di rete, di comunit\u00e0 o di quartiere<\/strong> &#8211; <em>racconta Chiara Vescovi, responsabile della formazione Fom<\/em> &#8211; La presenza e l&#8217;intervento di figure educative professionali ha portato competenze personali nelle realt\u00e0 in cui sono inseriti e ha allargato il campo: non si tratta di un semplice educatore di cortile o di un accompagnatore d&#8217;\u00e9quipe ma di un aiuto per l&#8217;attivazione di percorsi di rete che connettono l&#8217;oratorio e la parrocchia con le risorse e i soggetti del territorio, <strong>affinch\u00e9 la comunit\u00e0 stessa si responsabilizzi e possa, sviluppando un metodo, assumere la prospettiva del progetto, continuandola anche al suo termine.<\/strong> Dalle realt\u00e0 con cui entra in dialogo (\u201cQuB\u00ec\u201d, altre associazioni, enti e istituzioni) l&#8217;oratorio \u00e8 riconosciuto come agenzia educativa importante\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le periferie, cos\u00ec, dalla loro marginalit\u00e0, vengono poste \u201cal centro\u201d.<\/strong> Al centro di un progetto specifico, affidato al coordinamento di Fondazione Oratori Milanesi in collaborazione con Caritas Ambrosiana: per strutturare le attenzioni pastorali, educative e sociali capaci di rispondere adeguatamente alle sfide di alcuni oratori della periferia di Milano, con un duplice obiettivo, portare sollievo alle comunit\u00e0 e al tempo stesso offrire <strong>la possibilit\u00e0 di studiare una \u201cPastorale delle periferie\u201d<\/strong>, un modello di oratorio esportabile a livello cittadino per le aree periferiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Le esperienze<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Parrocchia di Sant&#8217;Eugenio &#8211; Calvairate<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon il parroco &#8211; <em>considera l&#8217;educatrice Adelaide Scarpellini<\/em> &#8211; si \u00e8 deciso di puntare l&#8217;attenzione sul doposcuola dei ragazzi e delle ragazze delle medie: rilanciare questo servizio (ora in modalit\u00e0 \u201ca distanza\u201d) ha voluto dire intercettare anche dei volontari adulti disponibili ad aiutare i ragazzi nei compiti e nello studio, ma anche disposti ad ascoltarli e a condividere con loro il quotidiano, ordinario o straordinario che sia. Molto interessante \u00e8 il reticolato che si sviluppa intorno a questi ragazzi: la relazione con le famiglie, con gli insegnanti delle scuole che frequentano, con le associazioni territoriali che hanno lo sguardo unitario su questa fascia d&#8217;et\u00e0&#8230; per ultimo ma non meno importante con la realt\u00e0 parrocchiale e le altre iniziative che l&#8217;oratorio offre loro. Nella prospettiva e nella speranza di consolidare il gruppo dei volontari, guardiamo all&#8217;estate, come condivisione del tempo libero e dell&#8217;animazione tipica dell&#8217;Oratorio estivo, magari questa volta intercettando anche gli adolescenti\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Parrocchia di Santa Lucia &#8211; Quarto Oggiaro<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl progetto &#8211; <em>spiegano gli educatori Sara Papasodaro e Davide Ronzio<\/em> &#8211; nella parrocchia di Santa Lucia, ha focalizzato l\u2019attenzione sul fenomeno della dispersione scolastica, un problema particolarmente presente tra i ragazzi del quartiere, ancora di pi\u00f9 in questi mesi di DAD. Abbiamo cercato di coinvolgere i ragazzi preado e adolescenti: con l\u2019Oratorio aperto, nella parrocchia di Santa Lucia, il progetto \u201cFuoriOrario\u201d per le medie, prevedeva il pasto e il pomeriggio insieme, con la possibilit\u00e0 di svolgere i compiti; per i ragazzi della scuola superiore uno spazio che abbiamo chiamato \u201cTimeOut\u201d presso la parrocchia di Resurrezione per l\u2019affiancamento nello studio e la motivazione scolastica. Nei mesi estivi abbiamo partecipato alle attivit\u00e0 di Summerlife, che ha visto tutte le parrocchie collaborare per assicurare ai bambini e alle loro famiglie un aiuto concreto e uno spazio di socializzazione durante l\u2019estate. Nell\u2019ultimo periodo stiamo attivando un progetto dedicato ai ragazzi che invece sono gi\u00e0 usciti dal percorso scolastico, in particolare chi ha abbandonato gli studi. Per loro creeremo uno Sportello di orientamento e formazione lavorativa, in collaborazione con l\u2019area lavoro di Caritas Ambrosiana e Fondazione S. Carlo\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Parrocchia Sant&#8217;Anselmo &#8211; Baggio<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u00abAbbiamo intessuto legami con le persone, le organizzazioni e le istituzioni, costruendo \u201cponti\u201d con il territorio e le sue innumerevoli risorse &#8211; <em>raccontano gli educatori Vito Casalino e Arianna Crisetti<\/em> &#8211; Per alcuni mesi, in Via Quarti, \u00e8 stato allestito un gazebo, luogo di incontro e segno di presenza accogliente per piccoli e grandi. La pandemia ha portato a sospendere molte iniziative ma non lo slancio progettuale. Dalla collaborazione tra parrocchiani ed enti hanno avuto luogo esperienze inedite di co-progettazione, la pi\u00f9 evidente delle quali ha portato alla costruzione della proposta estiva Summerlife. Col nuovo anno pastorale la comunit\u00e0 \u00e8 stata accompagnata in un percorso di riflessione su \u201cEvangelii Gaudium\u201d e continuer\u00e0, nei prossimi mesi, a elaborare modi possibili di essere \u201cChiesa in uscita\u201d. La ripartenza dell\u2019oratorio sar\u00e0 parte di questo percorso. A partire da queste premesse la parrocchia si prepara all&#8217;estate 2021 ad accogliere inoltre, per due settimane, anche adolescenti desiderosi di prendere parte a una proposta a loro dedicata\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Parrocchia di San Michele e Santa Rita &#8211; Corvetto<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl nostro servizio \u00e8 partito dal contesto di un oratorio riaperto da pochi mesi, dopo diverse difficolt\u00e0 di gestione. Abbiamo incontrato, a piccoli gruppi, tanti volontari &#8211; <em>spiegano Stefano Doneda e Veronica d&#8217;Ortenzio<\/em> &#8211; impegnati a dare una mano nella quotidianit\u00e0: la comunit\u00e0 \u00e8 concentrata spesso sull&#8217;emergenza, cronica, di assistenza ai bisogni pi\u00f9 concreti. Sin dall&#8217;inizio abbiamo partecipato al lavoro di rete, entrando in contatto con le diverse realt\u00e0 del quartiere, in particolare inserendoci nella rete \u201cQuB\u00ec\u201d, un progetto territoriale dedicato al contrasto della povert\u00e0 alimentare ed educativa dei minori e delle loro famiglie. L&#8217;estate scorsa ha rappresentato il punto pi\u00f9 alto del progetto: l&#8217;occasione, con \u201cQuB\u00ec\u201d capofila e l&#8217;associazione \u201cLa Strada\u201d, la parrocchia ed i volontari, di organizzare un centro estivo consentendo un coinvolgimento largo. Stiamo lavorando in questo modo per il prossimo centro estivo, riproposto a tutte le parrocchie interessate del decanato. Una mentalit\u00e0 da mettere in moto: c&#8217;\u00e8 tutto un mondo \u201cdentro\u201d che si fa aiutare e aiuta con il mondo \u201cfuori\u201d. Questo non porta a una dispersione di energie, ma, con un corretto discernimento, a collaborazioni, cammini in comune e a prospettive per crescere\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come la Chiesa deve abitare le periferie? In primo luogo \u00e8 importante chiederci dove Dio \u201cabita\u201d e come possiamo incontrarlo e \u201cfarci abitare\u201d da Lui. Percorrendo le vie del mondo ed entrando nella ferialit\u00e0 delle storie, possiamo essere \u201cChiesa in uscita\u201d anche nelle periferie esistenziali, rendendoci prossimi a chiunque si incontri. 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