{"id":63071,"date":"2021-02-01T22:16:42","date_gmt":"2021-02-01T13:25:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=63071"},"modified":"2021-02-01T22:16:42","modified_gmt":"2021-02-01T21:16:42","slug":"nel-centenario-di-andrea-carlo-ferrari-la-gratitudine-degli-oratori-ambrosiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-e-ragazzi\/nel-centenario-di-andrea-carlo-ferrari-la-gratitudine-degli-oratori-ambrosiani-63071.html","title":{"rendered":"Nel centenario di Andrea Carlo Ferrari la gratitudine degli oratori ambrosiani"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>2 febbraio 1921<\/strong> moriva il cardinale Andrea Carlo Ferrari dopo aver guidato l&#8217;Arcidiocesi di Milano per 27 anni. La sua <strong>eredit\u00e0<\/strong> \u00e8 ancora viva, soprattutto <strong>nella fisionomia dei nostri oratori.<\/strong> Prima di fare il suo ingresso nel 1894 si rivolse con una lettera pastorale alla sua nuova Diocesi e ebbe a scrivere in riferimento ai ragazzi e ai giovani: \u00ab<strong>Li raccoglierete per quanto vi sar\u00e0 possibile negli oratori festivi<\/strong>. <strong>Istituzione affatto provvidenziale per i tempi nostri<\/strong>\u00bb. Era un rendersi conto di quanto gli oratori ambrosiani gi\u00e0 esistenti fossero un potenziale e di quanto essi potessero essere un punto focale essenziale per generare un <strong>senso di appartenenza alla comunit\u00e0<\/strong> da parte delle giovani generazioni.<\/p>\n<p>\n Gli oratori di fine Ottocento avevano prevalentemente un carattere interparrocchiale o cittadino: la loro diffusione non era capillare, anche se la loro presenza era consistente sul territorio diocesano. Il cardinal Ferrari intu\u00ec che un&#8217;istituzione del genere dovesse essere l&#8217;espressione della cura di ogni comunit\u00e0 nei confronti dei pi\u00f9 giovani. Per questo fin dall&#8217;inizio del suo episcopato chiese che <strong>tutte le parrocchie del territorio diocesano potessero dotarsi di un oratorio<\/strong>.<\/p>\n<p>\n Lo strumento dell&#8217;oratorio &#8211; secondo Ferrari &#8211; era il <strong>luogo pi\u00f9 adatto<\/strong> di un&#8217;alleanza: quella fra i genitori, primi educatori alla fede dei loro figli, e la comunit\u00e0 cristiana e i suoi insegnamenti. Molte erano le istituzioni educative di ispirazione cristiana che in quel tempo potevano contendersi questa predilezione nel rapporto con le famiglie. Il cardinal Ferrari indic\u00f2 l&#8217;oratorio proprio per il legame forte che avrebbe avuto con ogni parrocchia &#8211; come espressione di ciascuna di esse &#8211; e quindi come cuore pulsante di una comunit\u00e0 che insieme \u00e8 capace di educare, in un mondo che anche allora vedeva il &#8220;laicizzarsi&#8221; di tante altre agenzie educative, prima fra tutte la scuola.<\/p>\n<p>\n L&#8217;oratorio \u00e8 stato dunque riconosciuto agli inizi del Novecento come il pi\u00f9 efficace contesto in cui educare le giovani generazioni e trasmettere loro motivazioni e stile di vita che avrebbe dato forza alle scelte di fede di ciascuno.<\/p>\n<p>\n Nel marzo del 1903 l&#8217;Arcivescovo Andrea Carlo Ferrari scrisse ai responsabili degli oratori affinch\u00e9 si potesse attivare<strong> fra gli oratori uno scambio di vedute e di proposte<\/strong> che potesse portare ad una riforma dell&#8217;oratorio. Chiese loro di raccogliere i loro regolamenti e di metterli a confronto, scelse la via del confronto per progettare un nuovo modo di fare oratorio.<\/p>\n<p>\n Grazie a questo lavoro di discernimento comune il cardinal Ferrari promulg\u00f2 <strong>nel 1904 lo Statuto per gli Oratorii Maschili della citt\u00e0 di Milano<\/strong> che fu punto di riferimento per l&#8217;organizzazione degli oratori dei primi decenni del Novecento. Lo Statuto nacque da un lavoro di coordinamento svolto da una apposita <strong>Commissione per gli oratori festivi<\/strong> che divenne organo stabile di conduzione della vita degli oratori, almeno per la citt\u00e0 di Milano e riferimento anche per gli oratori delle altre \u00abpievi\u00bb sul territorio diocesano.<\/p>\n<p>\n L&#8217;oratorio assunse la fisionomia che conosciamo ancora oggi. Non solo ricreazione insieme all&#8217;insegnamento della \u00abdottrina cristiana\u00bb, ma anche l&#8217;introduzione di attivit\u00e0 strutturate come <strong>la ginnastica, il teatro, la musica, le passeggiate.<\/strong> Gli oratori di allora si preoccupavano anche di fungere da \u00abuffici di collocamento\u00bb per i giovani che li frequentavano e anche da \u00abcassa di mutuo soccorso\u00bb. L&#8217;idea era quella che<strong> l&#8217;oratorio fosse luogo di educazione integrale della persona<\/strong>. Accanto all&#8217;educazione cristiana, con un&#8217;attenzione alla pratica sacramentale, in particolare alla frequentazione dell&#8217;Eucaristia &#8211; tramite anche momenti di adorazione e preghiera &#8211; si suggerivano proposte strutturate che intrecciavano varie discipline come la nascente pratica sportiva e vari momenti della vita di un giovane come la ricerca di un lavoro o l&#8217;assistenza in caso di malattia. Fu lo stimolo del cardinale Andrea Carlo Ferrari e della Commissione che aveva voluto a coordinamento degli oratori a trasformare profondamente la pastorale oratoriana.\u00a0<\/p>\n<p>\n Il cardinal Ferrari benedisse anche la nascita di un periodico che avrebbe fatto la storia. Nel 1907 nasce l<strong>&#8216;Eco degli oratori<\/strong>\u00a0che per pi\u00f9 di cento anni avrebbe generato cultura attorno alla vita degli oratori ambrosiani.<\/p>\n<p> L&#8217;<strong>Eco<\/strong> fu un ulteriore stimolo al coordinamento fra gli oratori, ad una sorta di <strong>\u00abfratellanza\u00bb<\/strong> che stava raccogliendo sia le esigenze di avere una direzione comune da parte della \u00abbase\u00bb, dei singoli oratori, sia la necessit\u00e0 da parte dell&#8217;Arcivescovo di Milano di condurre le giovani generazioni ad affrontare le sfide del tempo, provocate anche da un grosso contrasto sociale con la Chiesa da parte del mondo laico.<\/p>\n<p>\n Fu forte quindi negli anni dell&#8217;episcopato di Ferrari la spinta a trovare<strong> forme federative tra gli oratori.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p> Proprio nel 1907 ci fu il <strong>primo convegno diocesano degli oratori maschili<\/strong> alla presenza del cardinal Ferrari. Con il plauso dell&#8217;Arcivescovo gli oratori presenti deliberarono di studiare il modo di <strong>costituire una Federazione<\/strong> fra tutti gli oratori diocesani.<\/p>\n<p> Fu costituita una Commissione diocesana che nel maggio del <strong>1908<\/strong> organizz\u00f2 la prima<strong> Festa degli oratori diocesana.<\/strong><\/p>\n<p> Altri convegni diocesani si susseguirono negli anni successivi, mentre il cardinal Ferrari percorrendo la sua vasta Diocesi nelle sue visite pastorali incoraggiava le comunit\u00e0 a non trascurare la crescita dei ragazzi e dei giovani, ma ad averla fra le prime preoccupazioni.<\/p>\n<p> <strong>Arriv\u00f2 il 1913, anno determinante per la nascita di quella che sarebbe stata la FOM.<\/strong><\/p>\n<p> L&#8217;Arcivescovo Andrea Carlo Ferrari nel convegno diocesano degli oratori del 27-28 settembre 1913 espresse la necessit\u00e0 di creare un organismo che avrebbe abbracciato, federandole, le opere dell&#8217;oratorio.<\/p>\n<p> La sua richiesta fu accolta con l&#8217;intenzione di creare una federazione che collegasse \u00abfederazioni di plaga\u00bb, in ogni zona della Diocesi che dovevano garantire un orientamento comune sul territorio.\u00a0<\/p>\n<p><strong><br \/>\n La prima Federazione di plaga nacque il 7 ottobre 1913: si chiamava FOM e collegava gli oratori della sola citt\u00e0 di Milano.<\/strong><\/p>\n<p>In attesa della nascita di altre \u00abfederazioni\u00bb locali e della costituzione della \u00abFederazione diocesana\u00bb,<strong> la FOM di Milano divenne riferimento \u00abculturale\u00bb e di orientamento anche per gli oratori del resto della Diocesi.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Lo scoppio della Grande Guerra e le sue conseguenze non permisero che l&#8217;organismo diocesano potesse sorgere almeno fino al 1924.<\/p>\n<p> In quel tempo era Arcivescovo di Milano il cardinale Eugenio Tosi che vide nel cardinal Ferrari di fatto l&#8217;iniziatore della FOM e dello spirito federativo degli oratori che ancora oggi unisce gli oratori.\u00a0<\/p>\n<p>\n Il cardinale Andrea Carlo Ferrari pu\u00f2 essere dunque considerato il <strong>continuatore dell&#8217;opera iniziata da san Carlo Borromeo e dal suo successore Federico Borromeo.<\/strong> Andrea Carlo Ferrari <strong>ha dato avvio alla FOM<\/strong>, accogliendo la sollecitazione degli oratori a \u00abfederarsi\u00bb per il bene dei ragazzi; ha voluto un oratorio in ogni parrocchia e ha chiesto che <strong>l&#8217;oratorio<\/strong> fosse <strong>\u00abal passo coi tempi\u00bb<\/strong>, capace di leggere la realt\u00e0 del tempo e di dare delle risposte opportune in senso cristiano, <strong>accogliendo in s\u00e9 tutta l&#8217;esperienza di vita dei ragazzi e dei giovani,<\/strong>\u00a0cos\u00ec da diventare il \u00abpolo\u00bb principale dell&#8217;educazione della comunit\u00e0 cristiana nei confronti delle giovani generazioni.<\/p>\n<p>\n Nel centenario della sua morte, vogliamo ricordarlo come \u00abiniziatore\u00bb di un&#8217;idea di oratorio che ancora oggi ci proietta verso il futuro, accogliendo, senza tirarsi indietro, le sfide del presente.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2 febbraio 1921 moriva il cardinale Andrea Carlo Ferrari dopo aver guidato l&#8217;Arcidiocesi di Milano per 27 anni. 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