{"id":52992,"date":"2020-05-14T16:45:31","date_gmt":"2020-05-12T18:13:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=52992"},"modified":"2020-05-14T16:45:31","modified_gmt":"2020-05-14T14:45:31","slug":"la-liberta-come-risposta-alla-luce-ora-corri-e-vivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-e-ragazzi\/servizio-ragazzi\/adolescenti\/la-liberta-come-risposta-alla-luce-ora-corri-e-vivi-52992.html","title":{"rendered":"La libert\u00e0 come &#8220;risposta alla luce&#8221;: Ora corri e vivi!"},"content":{"rendered":"<p><em>Una Notte luminosa, anzi&#8230; lucente!<br \/>\n Il video della serata vissuta su Zoom \u00e8 disponibile <a href=\"https:\/\/youtu.be\/m3JHmQkBq30\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cliccando qui<\/a>.<br \/>\n <\/em><\/p>\n<p>\u00abSono contento perch\u00e9 siamo collegati in tanti a vivere questa <strong>Notte bianca della fede<\/strong>, segno che non ci fermiamo &#8211; sottolinea <strong>don Stefano Guidi<\/strong> &#8211; ascolteremo parole grandi che ci aiuteranno a capire un po&#8217; di pi\u00f9 cos&#8217;\u00e8 la libert\u00e0, e il nostro desiderio di libert\u00e0, anche in questo tempo in cui di tante libert\u00e0 dobbiamo un po&#8217; privarci, ma vedo che c&#8217;\u00e8 gioia, entusiasmo&#8230; Qualcosa ci unisce\u00bb.<\/p>\n<p>Sono accolti con l&#8217;animazione e un divertente gioco a quiz con Kahoot, che intervalla i momenti pi\u00f9 profondi, i tantissimi &#8211; centinaia &#8211; di adolescenti che con i loro educatori, partecipano alla Notte bianca della fede virtuale. Purtroppo, siamo stati costretti ad annullare anche l&#8217;esperienza della Notte bianca della fede adolescenti, in programma per quest&#8217;anno a Genova. Ma, come per le altre iniziative, abbiamo raccolto il senso pi\u00f9 profondo di ogni proposta, coinvolgendo i ragazzi nella modalit\u00e0 pi\u00f9 opportuna. Non abbiamo voluto lasciare, e i nostri oratori lo stanno dimostrando in tanti modi, sul \u201cdivano\u201d i nostri ragazzi, ma aiutarli a reagire, accompagnarli. \u201cLibert\u00e0 \u00e8 prendere l&#8217;iniziativa\u201d: cos\u00ec, tra sabato e domenica 9 e 10 maggio abbiamo voluto vivere con gli adolescenti, in maniera interattiva, qualcosa che potesse lasciare loro un segno: la Notte bianca della fede \u00ab<strong>Ora corri e vivi<\/strong>\u00bb porta cos\u00ec a compimento l&#8217;esperienza degli <em>AdoLucenti<\/em> (sfide settimanali dedicate agli ado sul tema della libert\u00e0).<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 lo stile giusto per essere liberi?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tre testimonianze<\/strong>, nella prima parte della serata di sabato 9 maggio, ci parlano, attraverso le loro storie di libert\u00e0 conquistata, di percorsi di liberazione possibili, per ciascuno di noi. A volte, infatti, pu\u00f2 capitare di sentirsi come \u201cin prigione\u201d o schiavi di qualcosa che ci opprime&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Liberi di essere controcorrente<\/strong><\/p>\n<p><em>Maria Alessandra<\/em>, 26 anni, modellista, educatrice in oratorio ad Azzate e collaboratrice della FOM, racconta con emozione, proprio nei giorni della notizia della liberazione della volontaria Silvia Romano: \u00abLa scorsa estate, grazie a un cammino intrapreso con il <strong>PIME<\/strong> (Pontificio Istituto Missioni Estere), sono stata destinata a <strong>un&#8217;esperienza di missione a Mumbai<\/strong>, una delle pi\u00f9 grandi citt\u00e0 dell&#8217;India, in un centro dove vengono ospitate donne lebbrose in fase di guarigione e un gran numero di bambine orfane o per cui le famiglie non riescono ad occuparsi della loro istruzione\u00bb. Un ragazzo o una ragazza si potrebbe domandare: cosa c&#8217;entra questa scelta, molto particolare e coraggiosa, di andare in missione, con la libert\u00e0? \u00abMi son sentita <strong>chiamata a scoprire un mondo che non conosciamo<\/strong>, a incontrare la bellezza dell&#8217;altro. Desidero condividere con voi tre parole. <strong>Incontro: <\/strong>la missione per me \u00e8 stata un continuo mettersi in gioco, con le mie compagne di missione, nell&#8217;incontro di nuove realt\u00e0 e di persone con storie completamente diverse dalla mia, ma non per questo meno importanti; <strong>comunit\u00e0: <\/strong>ho sperimentato la comunit\u00e0 in un modo molto forte, come una famiglia dove ognuno poteva dare il proprio contributo, cos\u00ec com&#8217;era&#8230; nonostante la difficolt\u00e0 di capirsi per la lingua diversa, eravamo sempre legati da uno sguardo, un sorriso, una parola;<strong> amore incondizionato<\/strong>: nella \u201c<em>Casa della carit\u00e0<\/em>\u201d due suore vivono in comunit\u00e0 con dei ragazzi disabili, l&#8217;amore incondizionato era nei gesti pi\u00f9 quotidiani, che \u201c<em>non sono niente, ma sono tutto<\/em>\u201d. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di fare grandi cose per poter amare, ma accogliere e amare per quello che uno \u00e8\u00bb. <\/p>\n<p> Un mese via, ma senza sentirsi mai sola, nonostante le fatiche e la lontananza: \u00abmi sono sentita accompagnata da chi mi voleva bene\u00bb, una vicinanza \u201cdel cuore\u201d che abbiamo sperimentato un po&#8217; tutti in questa quarantena.<\/p>\n<p>\u00abVi lancio, ado, il titolo di un libro, \u201c<em>Non stancarti di andare<\/em>\u201d: ricordatevi che siamo sempre in cammino e gli altri lo sono con noi e anche quando \u00e8 faticoso, come in questo periodo di limitazioni. <em>\u201cVivi il momento presente colmandolo di amore\u201d<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Liberi di diventare se stessi<\/strong><\/p>\n<p>Con un video<em> Adil<\/em> racconta <strong>la sua storia<\/strong>, quella di un giovane che ha lasciato la sua terra perch\u00e9 viveva in difficolt\u00e0, estrema povert\u00e0 e sfruttamento. All&#8217;et\u00e0 di 13 anni ha deciso di partire e mettersi in viaggio per una nuova vita, diventando poi<strong> educatore<\/strong> per aiutare i ragazzi stranieri minorenni che raggiungono l&#8217;Italia, senza essere accompagnati dai loro genitori.<\/p>\n<p>\u00abHo 31 anni e vivo in Italia da quasi 20 anni: sono nato e cresciuto in un paesino di campagna in Marocco dove <em>l&#8217;unica possibilit\u00e0<\/em> era fare il pastore a vita, la scuola un lusso per pochi, la disperazione tanta. Guardavo i ragazzini che giocavano a pallone, mentre io dovevo badare al gregge. All&#8217;et\u00e0 di 13 anni mi trovo ad affrontare un viaggio complesso, con il sogno di arrivare in Italia &#8211; non poter andare, viaggiare in altri Paesi perch\u00e9 hai un passaporto meno \u201cforte\u201d rispetto ad altri, \u00e8 un altro limite di libert\u00e0 che ho dovuto affrontare. Giunto in Italia, ebbi paura di tutto, iniziava a mancarmi la mamma e i miei fratelli&#8230; furono anni difficili: un posto nuovo da riconoscere \u201ccasa\u201d e una nuova lingua da imparare. <strong>Lo studio<\/strong> &#8211; una scuola superiore professionale, serale, che mi ha poi permesso di iscrivermi all&#8217;Universit\u00e0 &#8211; fu fondamentale, e mi ha salvato da un terribile destino. Oggi, da educatore, vi trasmetto il messaggio della <strong>responsabilit\u00e0 come libert\u00e0<\/strong>. Mi viene in mente quello che diceva mio nonno, con la sua saggezza, dicendo di \u201cstare attento al vento nelle orecchie\u201d perch\u00e9 gli agnellini che correvano verso il tramonto, sentendo il vento piacevole nelle orecchie, correvano finch\u00e9 non gli si fermava il cuore. Quindi, \u201cattento al vento nelle orecchie\u201d. \u00c8 bello assaporare, ripensando a tutti i limiti di libert\u00e0, la libert\u00e0 in cui vivo oggi\u00bb. <br \/>\n La faticosa ricerca di libert\u00e0 di Adil ci insegna a calibrare la nostra corsa: la libert\u00e0 \u00e8 associata alla parola responsabilit\u00e0, ancora di pi\u00f9 nel periodo che stiamo vivendo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Libert\u00e0 nelle restrizioni<\/strong><\/p>\n<p>Due mesi in casa, la nostra stanzetta diventata un po&#8217; \u201cstretta\u201d, vivendo a contatto, tutti i giorni, sempre con la propria famiglia.<br \/>\n Ci son persone che, per altri motivi, sono costretti, a volte per lunghi periodi, in spazi davvero ridotti, nella cella di un carcere.<\/p>\n<p><em>Don David Maria Riboldi<\/em>, <strong>cappellano al carcere di Busto Arsizio<\/strong> &#8211; \u00abun carcere solo maschile, con detenuti anche giovani\u00bb -, conosce molto bene questa situazione e pu\u00f2 dare voce a chi non ce l&#8217;ha, portando la sua testimonianza. <br \/>\n \u00ab<strong>Vivere la libert\u00e0 in carcere \u00e8 una grande sfida<\/strong> e, oltre alle tante possibilit\u00e0 di cui si \u00e8 privati, si \u00e8 provati molto dall&#8217;essere <em>isolati dalle proprie famiglie<\/em>, dal poterle sentire poco &#8211; come il \u201ccuore a met\u00e0\u201d che si incastra nella croce dei crocifissi in legno chiaro che i carcerati realizzano, nel laboratorio di falegnameria: un cuore a met\u00e0, perch\u00e9 l&#8217;altra met\u00e0 \u00e8 con le loro famiglie, con chi hanno ferito arrivando qui, e a cui fanno mancare la loro presenza e il loro amore\u00bb. <br \/>\n Proprio perch\u00e9 conoscono bene il dolore della lontananza dai propri cari, <strong>i detenuti hanno donato<\/strong> 2177 euro, dai loro fondi personali, per finanziare l&#8217;acquisto di 56 tablet, con cover antisettiche, per regalare un contatto con le proprie famiglie ai \u201c<em>reclusi da Covid<\/em>\u201d, come li hanno chiamati loro, ricoverati nei reparti dell&#8217;Ospedale di Varese. <br \/>\n \u00abSapendo bene cosa significa essere isolati e non poter sentire la propria famiglia, <strong>hanno dimostrato di essere liberi di donare<\/strong> e rendersi anche loro partecipi della grande sofferenza della piaga del Coronavirus. Vi voglio raccontare un episodio &#8211; racconta ancora don David &#8211; che dice molto della sofferenza di un pap\u00e0 in carcere. Sabato scorso un detenuto mi ha confessato: \u201cLa mia piccola compie 4 anni, non la vedo da tre mesi&#8230;\u201d (la madre si trova in un altro carcere, e i bambini in una comunit\u00e0 per minori). \u201cTieni un foglio di carta e una matita: disegna qualcosa per la tua bambina\u201d. \u201cDon, alla mia bambina piacciono le farfalle, le disegner\u00f2 una farfalla\u201d. Non ho potuto che osservare, in silenzio, con quanta attenzione e dovizia, con la matita e poi il pastello rosso per le ali e un cuore, disegnava una farfalla per la sua bambina: <em>uno spettacolo di amore&#8230; libero<\/em>, in una qualche misura, di amare la sua bambina, anche se con tante costrizioni.<br \/>\n Noi siamo sempre bravi a vedere la pagliuzza negli occhi degli altri, a vedere la zizzania da estirpare. Invito, questa sera, a vivere, ognuno, con una maggiore libert\u00e0: anche nel giudizio. <strong>Siate liberi anche nel giudicare gli altri<\/strong>. Impariamo ad essere un pochino un passo \u201cindietro\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si sale ancora di livello, in questa Notte bianca della fede: con i <strong>lavori di gruppo<\/strong>, per cui, ogni oratorio, con i propri educatori, per 40 minuti, \u00e8 invitato a continuare la riflessione con i propri adolescenti e a condividere le risonanze di quanto ascoltato finora, definendo insieme cos&#8217;\u00e8 la libert\u00e0 e quale libert\u00e0, da scoprire dentro di noi, vogliamo portare fuori.<\/p>\n<p><em>Simone<\/em>, educatore all&#8217;oratorio di Schianno, e <em>Annarosa Galimberti<\/em>, ausiliaria diocesana a Seregno, tra gli altri, hanno chiesto ai loro ragazzi, quale testimonianza li ha colpiti di pi\u00f9: ciascun adolescente ha dato sottolineature differenti, richiamando altre testimonianze o esperienze &#8211; occasione per condividere e approfondire la tematica.<\/p>\n<p>Alle 23.00 siamo di nuovo insieme per accogliere l&#8217;<strong>Arcivescovo Mario Delpini<\/strong> (salutato in chat dagli ado con \u201c<em>Kaire, kaire, kaire<\/em>\u201d come lui stesso aveva chiesto) che dar\u00e0 mandato agli adolescenti e ci doner\u00e0 un suo messaggio. \u00abCon un pizzico di nostalgia &#8211; commenta don Stefano Guidi &#8211; quest&#8217;anno non lo potremo salutare, come prima nell<em>&#8216;Incontro animatori in Piazza Duomo<\/em>, quando, nel momento che lo precede, \u00e8 solito arrivare tra i gruppi in piazza, fermarsi per delle foto, ascoltare&#8230; ma lo sentiamo vicino nel nostro cammino\u00bb. <br \/>\n <strong><a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/files\/2020\/05\/Notte-bianca-della-fede-2020-Intervento-Arcivescovo-Delpini.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leggi qui<\/a> il suo intervento cos\u00ec come ce lo ha consegnato.<\/strong><\/p>\n<p>Con la sua \u201cpreghiera della buonanotte\u201d non si conclude la Notte bianca della fede: sar\u00e0 anzi il momento culminante, per dare avvio ad una Notte straordinaria, una <strong>Staffetta di preghiera<\/strong> che chiede l&#8217;impegno e la scelta personale di ogni ragazzo e ragazza. Sul padlet indicato, gli adolescenti sono invitati a segnare il proprio nome, nell&#8217;orario scelto: si tratta di prendere un impegno, davanti a tutti e, guidati dallo schema di preghiera a disposizione, dedicare del tempo per rimanere da soli, con il Signore, nel cuore della notte, per illuminarla con la preghiera. <br \/>\n <em>Ecco i veri AdoLucenti! La libert\u00e0, come \u00abrisposta alla luce\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>\u00abLa preghiera di questa notte e ogni preghiera &#8211; dice l&#8217;<em>Arcivescovo Mario Delpini<\/em> (l&#8217;intervento integrale \u00e8 disponibile in allegato), durante il collegamento via Zoom &#8211; non \u00e8 altro che questo esercizio della libert\u00e0: ascoltare la voce di Dio, Ges\u00f9 che chiama e decidere. <strong>Il nome cristiano di libert\u00e0 \u00e8 vocazione<\/strong>.<br \/>\n Ringrazio gli educatori, i catechisti e gli adolescenti. La benedizione del Signore sia conforto e incoraggiamento, per ascoltare la voce che ci libera e accogliere l&#8217;invito di Ges\u00f9 che chiede di dare alla nostra libert\u00e0 il volto di un dono. Sia decisivo per noi avere la certezza che Ges\u00f9 \u00e8 vivo e presente, gli posso parlare, lo posso ascoltare, posso seguirlo, posso trovare in lui la salvezza\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo la speciale Staffetta di preghiera, protrattasi fino al mattino, <em>alle 10.30 di domenica 10 maggio<\/em>, siamo tutti collegati in streaming, gli adolescenti con le loro famiglie, con <strong>la Messa per gli adolescenti<\/strong>, trasmessa dal Centro pastorale ambrosiano di Seveso, che \u00abvuole raccogliere l&#8217;esperienza vissuta insieme, ma da tanti posti diversi, della Notte bianca della fede &#8211; introduce don Stefano Guidi &#8211; Una domenica particolare poich\u00e9 sappiamo che tra pochi giorni potremo tornare a celebrare con il popolo, nelle nostre chiese: vogliamo dedicare <em>una preghiera speciale alle nostre mamme, nel giorno della loro festa<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abIn questa pagina particolarmente ricca del Vangelo di Giovanni, la parola che torna pi\u00f9 volte \u00e8 \u201c<em>amore<\/em>\u201d: la parola \u201camore\u201d racchiude il senso di tutta la vita di Ges\u00f9 e pu\u00f2 essere la parola che dice il mistero della nostra vita. Siamo amati da Dio, custoditi da lui, perdonati dal Padre. \u00c9 una parola che pu\u00f2 essere anche fraintesa, ricondotta, in un certo senso, a mille significati diversi&#8230; <strong>Come si fa a capire qual \u00e8 l&#8217;amore vero, cos&#8217;\u00e8 l&#8217;amore di cui parla il Vangelo?<br \/>\n La forma pi\u00f9 vera e grande di amore \u00e8 quella di chi dona se stesso per amore degli altri<\/strong> &#8211; commenta don Stefano Guidi nell&#8217;omelia &#8211; Guardiamo a Ges\u00f9 sulla croce, per provare a capire e a vivere nella nostra vita questo amore che supera la morte e pu\u00f2 aiutare anche noi a superare le nostre difficolt\u00e0 e i nostri limiti. Anche noi cos\u00ec diventiamo capaci di amare: Ges\u00f9 e il Padre vengono ad abitare in noi e diventiamo \u201cla casa di Dio\u201d.<br \/>\n Recupero la bella riflessione dell&#8217;<em>Arcivescovo Mario<\/em>, precedente l&#8217;inizio della Staffetta di preghiera, quando ci ha detto che preferisce parlare della libert\u00e0 come sostantivo, non come aggettivo e parola astratta. Come si fa a diventare persone libere? Seguendo l&#8217;esempio di Ges\u00f9 noi possiamo diventare capaci di amare e amando cos\u00ec diventare persone libere, persone che vivono la libert\u00e0 nella loro vita perch\u00e9 sono capaci di amare\u00bb.<\/p>\n<p><em><strong>La via \u00e8 tracciata&#8230; Ora corri e vivi!<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Libert\u00e0<\/strong>, un desiderio che si fa dono per gli altri, imparando a mettere al servizio la loro capacit\u00e0 di amare: non c&#8217;\u00e8 esperienza pi\u00f9 intensa, per gli adolescenti, dell&#8217;Oratorio estivo.<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno, ancora di pi\u00f9, sar\u00e0 loro chiesto di essere vicino ai ragazzi, al meglio che possono, come animatori per l&#8217;esperienza della prossima estate. <br \/>\n <strong>Da luned\u00ec 11 maggio<\/strong> sono iniziati gli incontri <a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-e-ragazzi\/servizio-ragazzi\/animatori\/stai-in-zona-incontro-animatori-per-lestate-52540.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em><strong>Stai in Zona <\/strong><\/em><\/a>(via Zoom) per gli animatori: webinar suddivisi per fasce d&#8217;et\u00e0, <strong>fino al 18 maggio<\/strong>, con lo stile proprio dell&#8217;oratorio, l&#8217;animazione.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/link\/stai-in-zona-modulo-iscrizione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Iscrizioni<\/a> ancora aperte, per le diverse Zone pastorali.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una Notte luminosa, anzi&#8230; lucente! 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