{"id":50285,"date":"2020-03-31T15:01:15","date_gmt":"2020-03-31T13:01:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=50285"},"modified":"2024-10-22T14:06:48","modified_gmt":"2024-10-22T12:06:48","slug":"cristo-nella-tempesta-una-riflessione-attraverso-larte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/giovani\/cristo-nella-tempesta-una-riflessione-attraverso-larte-50285.html","title":{"rendered":"&#8220;Cristo nella tempesta&#8221;: una riflessione attraverso l&#8217;arte"},"content":{"rendered":"<p>La scena riprodotta nei minimi dettagli, le diverse espressioni dei personaggi, la pennellata lucida, i colori intensi e vivaci, luci e ombre che si guerreggiano, contraddistinguono lo stile pittorico del primo Rembrandt. <strong>La scena biblica mette a confronto la Natura con la fragilit\u00e0 umana, sia fisica che spirituale.<\/strong> I discepoli, sconvolti e in preda al panico, lottano contro una tempesta improvvisa rischiando di finire sugli scogli in primo piano.<\/p>\n<p>Il contrasto spettacolare tra l\u2019oscurit\u00e0 e la luce di un mare agitato e l\u2019incipiente oscurarsi del cielo attirano inevitabilmente la nostra attenzione. Veniamo cosi\u0300 catturati dagli sguardi atterriti dei discepoli, ognuno dei quali viene meticolosamente raffigurato al fine di suscitare nell\u2019osservatore prolungata empatia. Uno di loro si arrende alla forza del mare e vomita sporgendosi dal fianco della barca. Un altro, invece, ha lo sguardo rivolto direttamente verso di noi e nel tentativo di riprendere l\u2019equilibrio si aggrappa ad una fune trattenendo il berretto. Il suo e\u0300 un volto che ricorda molto quello degli autoritratti di Rembrandt e quando il suo sguardo incrocia il nostro ci rendiamo conto di condividere le sue stesse domande: <strong>come mai mi trovo in mezzo a una tempesta? Fino a ieri vivevo tranquillo, come sono finito qui? Chi mi tirer\u00e0 fuori da qui? Mi salver\u00f2? Come fa Ges\u00f9 a dormire tranquillo?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come ci ha ripetuto Papa Francesco, ci siamo tutti su questa barca, insieme.<\/strong> Qualcuno si impegna per trattenere le vele, per mantenere a galla la barca; qualcuno si sforza per svegliare Ges\u00f9, si mette in discussione dialogando con Lui, senza mezze parole, forse arrabbiandosi, dubitando dell\u2019interesse di Ges\u00f9 nei propri confronti, mettendo quindi in crisi le proprie certezze: \u201cMaestro, non ti importa\u2026?\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u201c<em>Non t\u2019importa<\/em>: pensano che Ges\u00f9 si disinteressi di loro, che non si curi di loro. [\u2026] \u00c8 una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore. Avr\u00e0 scosso anche Ges\u00f9. Perch\u00e9 a nessuno pi\u00f9 che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati\u201d<\/strong>. (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/homilies\/2020\/documents\/papa-francesco_20200327_omelia-epidemia.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Papa Francesco, <em>Momento straordinario di preghiera in tempo di epidemia: meditazione<\/em>, 27 marzo 2020<\/a>)<\/p>\n<p>Osserviamo i dettagli di questo quadro, accettiamo di salire su quella barca e proviamo a sentire il mare che ci fa perdere stabilit\u00e0: cosa proviamo? Quali sicurezze mette in crisi? Cosa abbiamo paura di perdere? Perch\u00e9 abbiamo paura?<\/p>\n<p><strong>Non abbandoniamoci all\u2019istinto di sopravvivenza, proviamo a svegliare Ges\u00f9, non lasciamolo dormire!<\/strong> <br \/>\nRembrandt rappresenta un cerchio di persone attorno a Ges\u00f9, come un \u201ccerchio della preghiera\u201d. Possiamo invocare Ges\u00f9 da soli ma in questi giorni di isolamento forse sentiamo con maggiore intensit\u00e0 l\u2019importanza di pregare insieme, di sentire vicini i nostri amici ma anche gli estranei. Di sentirci popolo di Dio. <br \/>\n<strong>Chiediamo al Signore di salvare le nostre vite e di indicarci come possiamo cambiare in meglio, come possiamo prenderci cura della nostra casa comune.<\/strong> Questi giorni non sono una pausa dalle nostre vite, sono giorni decisivi per la nostra fede, per attraversare la tempesta e uscirne diversi.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Siate fiori che colorano la terra: svegliate la bellezza che si e\u0300 assopita sotto la coltre del grigiore.<\/strong> Fate risplendere il bello che c\u2019e\u0300 in ogni uomo e in ogni donna. Siate fiori che profumano: diffondete il buon profumo di Cristo, che rende desiderabile abitare insieme, sedersi a mensa e dare vita ad affetti pi\u00f9 intensi, ad amicizie pi\u00f9 vere. Irradiate la gioia! Svegliate la bellezza! Diffondete profumo di pane e di amicizia!\u201d. (<a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/QUARESIMA-quinta-domenica-di-Lazzaro.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sua Ecc.za Mons. M. Delpini, <em>Omelia Celebrazione eucaristica<\/em>, 29 marzo 2020<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scena riprodotta nei minimi dettagli, le diverse espressioni dei personaggi, la pennellata lucida, i colori intensi e vivaci, luci e ombre che si guerreggiano, contraddistinguono lo stile pittorico del primo Rembrandt. La scena biblica mette a confronto la Natura con la fragilit\u00e0 umana, sia fisica che spirituale. 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