{"id":49878,"date":"2020-03-25T11:30:18","date_gmt":"2020-03-25T10:28:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=49878"},"modified":"2020-04-06T12:02:06","modified_gmt":"2020-04-06T10:02:06","slug":"la-testimonianza-di-un-medico-nella-difficolta-possiamo-guardare-le-cose-con-gli-occhi-di-gesu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/giovani\/la-testimonianza-di-un-medico-nella-difficolta-possiamo-guardare-le-cose-con-gli-occhi-di-gesu-49878.html","title":{"rendered":"La testimonianza di un medico: &#8220;Nella difficolt\u00e0 possiamo guardare le cose con gli occhi di Ges\u00f9&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Cari amici,<\/p>\n<p> oggi faccio la notte, quindi, dopo molti giorni questa mattinata sono a casa (mia moglie \u00e8 al lavoro in ospedale). Siccome ci viene insegnato che per cogliere il senso vero delle cose il punto di partenza \u00e8 sempre guardare la realt\u00e0, <strong>volevo condividere con voi alcune circostanze che mi sono capitate negli ultimi giorni<\/strong>, che possono aiutare me e forse anche altri, a dare un volto umano a dei numeri e fatti che altrimenti rischiano di rimanere lontani, estranei, cio\u00e8 capiti con la testa ma lontani dal nostro io, dal nostro cuore.<\/p>\n<p> <strong>Tra i tanti pazienti che abbiamo visto questi giorni ve ne presento alcuni. Per prima<\/strong> <strong>una coppia che viene dalla bergamasca, attorno ai 68-69 anni d\u2019et\u00e0, entrambi ricoverati per polmonite da covid (nella stessa stanza).<\/strong> All\u2019ingresso entrambi stavano bene, si scherzava cercando di sdrammatizzare, i parametri erano buoni. Nei 2-3 giorni successivi la signora ha iniziato a peggiorare, l\u2019ossigeno nel sangue continuava a scendere e l\u2019ossigeno con la mascherina normale non bastava, inoltre la radiografia era nettamente peggiorata. In questi casi \u00e8 indicato il posizionamento di un tipo di casco particolare per aiutarla a respirare. Siccome uno degli aspetti pi\u00f9 drammatici della situazione negli ospedali \u00e8 che il numero di malati rende talvolta insufficiente la disponibilit\u00e0 di presidi di supporto respiratorio, dopo un bel giro di telefonate ho appreso che non c\u2019era nessun flussimetro disponibile per attaccare il casco. Il Primario mi ha dato una grande mano chiamando di persona il centro di coordinamento regionale che ci ha detto che al momento non c\u2019erano posti liberi in altri ospedali, che eventualmente ci avrebbero fatto sapere per un eventuale trasferimento. Ho dovuto spiegare a questa coppia che nel caso peggiorasse, la signora avrebbe potuto essere trasferita altrove (oppure &#8211; ma non l\u2019ho detto &#8211; se non si fosse trovato posto e non avessimo trovato un flussimetro in giro, avremmo assistito a un rapido peggioramento del quadro clinico, forse con esito infausto). Ho chiamato la figlia dei signori per riferire quanto stava succedendo. Lei non ha smesso di ringraziare perch\u00e9 era certa che stavamo facendo tutto il possibile. Dopo 2-3 ore mi chiama la collega pneumologa che avevano trovato la forma di raccordare un tipo diverso di flussimetro per adeguarlo alla paziente. Lo abbiamo fatto e i parametri della signora sono molto migliorati. In ogni momento, sia i signori sia la figlia sono stati, nella consapevolezza della gravit\u00e0 della situazione, sereni e riconoscenti di quanto si stava facendo, provati ma non disperati.<\/p>\n<p> <strong>Un altro paziente, di 45 anni circa, con 2 figli piccoli<\/strong>, ieri era molto peggiorato e aveva bisogno del casco, dopo ore di telefonate nel pomeriggio abbiamo trovato un posto nell\u2019unit\u00e0 di terapia intensiva respiratoria e lo abbiamo trasferito. Ho contattato telefonicamente la moglie (che \u00e8 a casa in isolamento e non vede il marito che \u00e8 ricoverato da 6 giorni) per spiegare la situazione. Anche lei, in maniera composta, ha ringraziato tantissimo per quanto stavamo facendo.<\/p>\n<p> <strong>L\u2019ultimo paziente ha il nome di un arcangelo. Ha meno di 25 anni e la sindrome di Down.<\/strong> All\u2019inizio era molto spaventato, non voleva gli fossero fatti prelievi sanguinei e a tratti era proprio agitato. Col trascorrere dei giorni siamo diventati amici, si fida di pi\u00f9 e si fa fare i prelievi (ancora non accetta, per\u00f2, le caramelle che gli offriamo). Purtroppo sta peggiorando e la lastra del torace fatta ieri era proprio brutta. A me la cosa che ha colpito di pi\u00f9 \u00e8 come viene curato dai parenti. \u00c8 davvero impressionante che in ogni momento (giorno e notte) c\u2019\u00e8 un parente (il pap\u00e0, la zia, il fratello, perch\u00e9 la mamma \u00e8 a casa con la febbre). Cio\u00e8, tutte queste persone rimangono ore e ore in ospedale, in un reparto isolato pieno di malati di coronavirus, rischiando di ammalarsi loro, per curarlo e accompagnarlo. Con semplicit\u00e0, senza farlo notare, senza pretese.<\/p>\n<p> <strong>Provando a giudicare questi e tanti fatti degli ultimi giorni mi veniva in mente un pensiero molto semplice che riguarda le beatitudini. <\/strong>A volte sono tentato a leggere le beatitudini come \u201ccose da fare\u201d. Adesso mi pare piuttosto che Ges\u00f9 elenchi delle condizioni o circostanze nelle quali possiamo sentire pi\u00f9 vicina la Sua presenza, nelle quali possiamo diventare pi\u00f9 simili a Lui. Quindi, <strong>il \u201cbeati quelli che piangono\u201d magari vuole sottolineare come nella difficolt\u00e0, nel bisogno, possiamo sentire pi\u00f9 chiaramente la Sua presenza (spesso attraverso altre persone) e soprattutto possiamo guardare le cose con i Suoi occhi, con uno sguardo pi\u00f9 simile allo sguardo di Dio.<\/strong> <strong>Questo spiegherebbe come in circostanze cos\u00ec drammatiche le persone ricuperano un senso di gratitudine, di \u201cnon-scontato\u201d e \u201cnon-dovuto\u201d, che riecheggia la gratuit\u00e0 del dono totale che Dio ci fa ogni secondo (dell\u2019essere).<\/strong> Spiega come si possa rischiare di ammalarsi per curare un\u2019altra persona.<\/p>\n<p> <strong>Vi chiedo di pregare per loro, nelle persone di Maria, Francesco e Raffaelle, pregate per tantissimi malati alcuni molto sofferenti, per le loro famiglie, per quelli che non ce l\u2019hanno fatta &#8211; molti sono morti da soli &#8211; che possano arrivare subito in Paradiso per pregare per noi che siamo nella prova.<\/p>\n<p> <\/strong><strong>Vi chiedo anche una piccola preghiera per noi, che il Buon Dio ci doni la salute per poter continuare a curare i malati, ma soprattutto perch\u00e9 possiamo fare la Sua volont\u00e0 (qualunque essa sia) perch\u00e9 \u00e8 il nostro Bene.<\/p>\n<p> <\/strong>Un caro saluto,<\/p>\n<p>Hernan<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari amici, oggi faccio la notte, quindi, dopo molti giorni questa mattinata sono a casa (mia moglie \u00e8 al lavoro in ospedale). 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