{"id":44491,"date":"2019-11-01T16:13:58","date_gmt":"2019-11-01T14:15:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=44491"},"modified":"2019-11-01T16:13:58","modified_gmt":"2019-11-01T15:13:58","slug":"gli-ado-una-notte-per-riscoprirsi-missione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-e-ragazzi\/servizio-ragazzi\/adolescenti\/gli-ado-una-notte-per-riscoprirsi-missione-44491.html","title":{"rendered":"Gli ado: una Notte per riscoprirsi Missione"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 una Notte speciale quella che vivono gli adolescenti degli oratori ambrosiani. Una Notte dei Santi che sicuramente ricorderanno anche nei prossimi anni&#8230; Inizia tutto dalla splendida <strong>Basilica di Sant&#8217;Ambrogio<\/strong>, dove si raccolgono, a gruppi, con i loro educatori, gi\u00e0 dalle ore 18 di gioved\u00ec 31 ottobre, nel giorno che segna la <strong>conclusione del Mese Missionario Straordinario,<\/strong> voluto da Papa Francesco per richiamare la coscienza che siamo \u00abBattezzati e Inviati\u00bb. E quale modo migliore se non quello di celebrarlo insieme con gli adolescenti degli oratori, pronti a scoprire il significato di questa Missione a cui tutti siamo chiamati? L\u00ec, nel quadriportico, la <strong>Professione di fede e l&#8217;aspersione in ricordo del Battesimo<\/strong>. \u00abProprio quel momento &#8211; per lo pi\u00f9 vissuto da piccolissimi e di cui ora non abbiamo memoria &#8211; segna l&#8217;inizio della <strong>nostra Missione sulla Terra<\/strong>: siamo diventati figli di Dio e, per la forza dello Spirito, Missionari del suo Vangelo\u00bb, <strong>spiega don Stefano Guidi<\/strong>. <em>\u00abIo sono sempre una missione, tu sei sempre una missione&#8230; Ciascuno di noi \u00e8 una missione nel mondo\u00bb.<\/em> Si pensava che era qualcosa da fare, la Missione, e, invece, si inizia a percepire che \u00e8 pi\u00f9 vicina ad un modo di essere, ad uno stile da tradurre, concretamente, nelle scelte di ogni giorno. Guardiamo ai Santi, alla loro luce, alla loro vita riuscita&#8230; dal punto di vista dell&#8217;essere inviati, mandati: la grandezza dei Santi \u00e8 stata quella di essere persone che non hanno vissuto per se stesse ma donando la vita, lasciandosi mandare e inviare agli altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Una Notte che diventa una ri-partenza, anche per noi.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Ad ogni gruppo viene \u201caffidato\u201d un Missionario o un Fidei Donum<\/strong>: una piccola testimonianza e il camminare insieme per le strade della citt\u00e0 verso le due tappe previste portano i ragazzi a comprendere meglio il senso dell&#8217;\u00abessere Missione\u00bb. Le <strong>nove tappe del percorso<\/strong> diventano cos\u00ec l&#8217;occasione per riflettere e per conoscere, secondo lo stile dell&#8217;animazione, gruppi ed enti missionari che operano in Italia e nel mondo, incontrando chi d\u00e0 davvero la vita per la Missione.<\/p>\n<h3>\n<p> <strong>Le tappe con chi \u00e8 Missione<\/strong><\/h3>\n<p>In <strong>piazzale Cadorna<\/strong>, la gente va per lo pi\u00f9 per prendere un treno. Capita per\u00f2 che ci sia qualcuno che desideri partire ma (nella drammatizzazione) un controllore lo blocchi al metal detector perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va nella valigia, chiedendo dove fosse diretto e perch\u00e9 porta solo un giornale: \u00abBangladesh\u00bb (o Guinea Bissau, a seconda della missione in cui era stato il padre del <strong>PIME<\/strong>), <em>\u00abSul mio giornale ci sono buone notizie, quindi io porto buone notizie\u00bb<\/em>&#8230; Poi viene chiesto \u00ab<em>In quale momento hai riconosciuto che c&#8217;era Ges\u00f9, con te?<\/em>\u00bb, in oratorio o nella vita, secondo lo spunto delle \u201cquattro del pomeriggio\u201d del Vangelo che viene consegnato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella <strong>Chiesa di San Vincenzo<\/strong> i ragazzi vengono divisi in piccoli gruppi. In cerchio, in un clima di grande familiarit\u00e0, operatori di diversi ambiti di <strong>Caritas Ambrosiana<\/strong>, raccontano la loro testimonianza, una di quelle che lasciano il segno: dalla ragazza in Servizio Civile che si occupa di minori non accompagnati, alle persone che, di notte, si affiancano alle prostitute per tentare di aiutarle, alla famiglia che ospita un rifugiato. \u00ab<em>Missione non \u00e8 solo andare dall&#8217;altra parte del mondo, ma anche qualcosa che si traduce in scelte quotidiane di coraggio e altruismo<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell&#8217;<strong>oratorio di Sant&#8217;Ambrogio<\/strong> \u00e8 Raimond a catalizzare l&#8217;attenzione degli ado: un ragazzo che lavora con il <strong>COE (Centro Orientamento Educativo)<\/strong> mostra un cortometraggio d&#8217;autore, legato alla vita quotidiana di un bambino e alla questione delle scelte, per raccontare l&#8217;esperienza vissuta in Congo, la guerra, la fame, le decisioni importanti e quanto conti riuscire ad avere una fede profonda. \u00ab<em>Credere \u00e8 una follia, una follia bellissima<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella <strong>Basilica di Sant&#8217;Eustorgio<\/strong> ecco i <strong>missionari Saveriani<\/strong>, che condividono con i ragazzi il loro obiettivo e il loro modo di vivere: in comunit\u00e0, insieme, perch\u00e9 l&#8217;altro \u00e8 mio fratello, nonostante i nostri genitori siano diversi, anche se proviene da Paesi lontani, unendo il mondo sotto la stessa famiglia. Poi ci si mette alla prova con un piccolo gioco, per assegnare le bandiere al missionario di riferimento, e, al termine, il ballo africano Jambo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per il <strong>Vispe<\/strong>, alla <strong>Chiesa di San Giorgio al Palazzo<\/strong>, ragazzi molto giovani (dai 18 anni), vicini all&#8217;et\u00e0 degli adolescenti della Notte dei Santi, testimoniano la loro esperienza di missione (da un mese a quattro mesi) in Burundi, \u00abIo sono missione\u00bb, giocando sul tema della luce. \u00ab<em>Eravamo come un faro, \u201cbianchi come siamo\u201d &#8211; scherzano &#8211; portando luce nel buio&#8230; erano tutti incuriositi da noi e ci hanno accolto con gioia. Tornati abbiamo portato quella luce nella nostra quotidianit\u00e0<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In <strong>Piazza degli Affari<\/strong> si balla e si canta, con i <strong>Cappuccini e i missionari volontari<\/strong>, al suono della chitarra e della fisarmonica. Una scenetta recitata spiega le storie di alcune persone che hanno cambiato vita, grazie alla missione, poi i ragazzi vengono invitati a scrivere su un foglietto un nome o un&#8217;azione legata a un santo e a urlare il nome al cielo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche nella <strong>Basilica di San Lorenzo<\/strong> risuona la musica, con la testimonianza del <strong>coro di Cornaredo GiocantAdo<\/strong> che racconta cosa vuol dire missione, attraverso esempi di missione. Cos\u00ec, loro, \u201cfanno missione\u201d attraverso la loro passione, il canto e la musica. <em>\u00abMissione significa anche mettersi in gioco e spendersi per Dio attraverso la propria passione e capacit\u00e0<\/em>\u00bb. I ragazzi sono cos\u00ec coinvolti in alcuni canti particolari (come il Padre nostro africano) realizzando il ritmo attraverso suoni con la bocca, battendo le mani&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella <strong>Basilica di San Vittore<\/strong> un video realizzato dal <strong>Celim<\/strong> \u00e8 l&#8217;opportunit\u00e0 per lavorare in gruppi, rispondendo ad alcune domande sul volontariato, sui desideri e le paure. Se quello che osserviamo di negativo legato ad esso nella vita viene \u201cbuttato\u201d in un cestino (critiche, esclusioni, incomprensioni&#8230;), altri pensieri raccolgono le idee su \u201ccome vorrei che fosse, come vorrei viverlo\u201d e che cosa constato che accade alle situazioni, mettendomi in gioco nel volontariato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma tutto si poteva pensare, fuorch\u00e9 di ritrovarsi intrappolati in una \u201cEscape room\u201d, gioco di grande attualit\u00e0, organizzato dai <strong>Comboniani all&#8217;oratorio San Vittore<\/strong> per raccontare la missione senza parlare: una serie di prove suddivise in cinque stanze per far vivere alcune dimensioni del missionario (povert\u00e0, impegno, sobriet\u00e0&#8230;). Al termine, il risultato (a cui si giunge solo insieme) permette di aprire un vecchio baule: \u00ab<em>Ges\u00f9 \u00e8 la chiave<\/em>\u00bb \u00e8 l&#8217;ultimo messaggio che viene consegnato, che completa gli altri, \u00abGes\u00f9 aiutami ad uscire tu&#8230;\u00bb \u00abE mandami dove vuoi tu\u00bb.<\/p>\n<h3>\n<p> <strong>Nella Basilica di Sant&#8217;Ambrogio<\/strong><\/h3>\n<p>Si torna dunque alla Basilica di Sant&#8217;Ambrogio, arricchiti dalle esperienze e dalle testimonianze ascoltate, per vivere l&#8217;ultima parte della Notte dei Santi, <strong>impegnandosi in prima persona in un&#8217;esperienza di dialogo e di incontro con qualcun altro<\/strong>, il Vescovo, e poi per qualcosa di pi\u00f9 grande, soffermandosi in silenzio per un tempo di preghiera personale, in un modo cos\u00ec intenso come, forse, non si \u00e8 mai provato prima. \u00ab<em>\u00c8 la possibilit\u00e0 per ricominciare qualcosa, voltare pagina, dedicarsi a una missione che conta, fare un passo in avanti&#8230; attraverso la riconciliazione con uno dei venti sacerdoti a disposizione. Si pu\u00f2 anche vivere un momento di adorazione, nella chiesetta di San Sigismondo accanto alla Basilica, appuntandosi pensieri, emozioni e sensazioni. In questa Notte dei Santi, scoprite che non c&#8217;\u00e8 differenza fra essere battezzati e discepoli di Ges\u00f9 ed essere missionari<\/em>\u00bb. Il quadriportico risuona dei nomi dei ragazzi e di quella parola, \u201c<strong>Eccomi!<\/strong>\u201d, con cui il cristiano risponde ogni volta che c&#8217;\u00e8 una scelta da compiere, nel nome di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>L&#8217;incontro con l&#8217;Arcivescovo<\/strong><\/h3>\n<p>L&#8217;ascolto del Vangelo di Giovanni (20,18-23) viene commentato, per i primi gruppi, proprio dall&#8217;<strong>Arcivescovo Mario Delpini<\/strong>: \u00ab<em>I discepoli si trovavano in un ambiente con le porte chiuse, per paura dei giudei. Erano un gruppo di uomini spaventati. Qualche volta forse capita anche a voi di avere paura&#8230; di sentirvi in difetto e complessati, di non pensarvi simpatici o di avere difficolt\u00e0 a scuola. Ma, a dire la verit\u00e0, <strong>Dio ha stima di voi.<\/strong> Non dovete dire che non valete niente, anche se a volte siete impauriti o se siamo inaffidabili. Ges\u00f9 conosce ciascuno e rivela che ha stima di voi: vi considera adatti per la missione che vi vuole affidare! Ecco dunque il secondo pensiero di questa sera:<strong> il Signore ha stima di voi, quindi voi siete autorizzati ad avere stima di voi stessi.<\/strong> Non dovete guardarvi allo specchio e dire \u201cche disastro che sono\u201d&#8230; non sono bravo come quello l\u00e0, vedo solo i miei pasticci&#8230; Siamo portati a sottovalutarci, a volte, magari dopo una mattina andata male a scuola, una partita persa e la ramanzina del pap\u00e0: ci possono essere nella vita momenti di scoraggiamento, cose che mi fanno arrabbiare, ma se uno considera che Ges\u00f9 ha stima di me capisco che io posso aver stima di me stesso, sono amico di Ges\u00f9. Per questa stima affida loro una missione: siete battezzati e inviati, chiamati per nome e chiamati per essere mandati. Ges\u00f9 caratterizza la missione in una certa maniera: a chi perdonerete sar\u00e0 perdonato. <strong>La missione sostanziale \u00e8 quella di dire \u201csiete perdonati\u201d<\/strong>, annunciare che c&#8217;\u00e8 perdono quando si sbaglia, esiste la possibilit\u00e0 di una vita nuova, ricominciando, riconciliati. Ecco i <strong>tre pensieri<\/strong> che vi voglio consegnare: non dovete sottovalutarvi, perch\u00e9 Dio ha stima di voi; se Dio ha stima di voi tu sei autorizzato ad aver stima di te stesso; Ges\u00f9 vi manda, non in qualche impresa spericolata, a conquistare il mondo, ma <strong>il compito che vi affida \u00e8 di annunciare il perdono e la pace<\/strong>, una missione di riconciliazione e di misericordia, creando comunit\u00e0 in cui ci si voglia bene<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>L&#8217;incontro con i Vescovi ausiliari<\/strong><\/h3>\n<p>I gruppi successivi incontrano altri Vescovi ausiliari della Diocesi, come <strong>monsignor Erminio De Scalzi<\/strong> che spiega \u00ab<em>la differenza tra i missionari a vita, quelli che abbandonano il proprio Paese, portando via qualche libro, la Bibbia in particolare, per recarsi in un Paese lontano&#8230; e poi ci sono i missionari con la vita, ciascuno di voi. Cosa vuol dire essere missionari? Quando uno riceve una bella notizia, non se la tiene per s\u00e9, sente il desiderio di donarla agli altri<\/em>\u00bb, <strong>monsignor Franco Agnesi<\/strong> che sottolinea che<em> \u00abI discepoli si sono chiusi per timore dei giudei ma anche perch\u00e9 sono \u201cabbacchiati\u201d, rattristati dal senso di colpa di aver abbandonato Ges\u00f9, ma poi lo vedono in mezzo a loro, che affida loro qualcosa da fare per lui, da condividere insieme. Dopo il cammino, l&#8217;ascolto della Parola, il gesto dell&#8217;\u00c8ffeta, la possibilit\u00e0 della riconciliazione, l&#8217;adorazione&#8230; lasciatevi guardare da Ges\u00f9 che vi stima come siete, con tutte le \u201cpasticciate\u201d, le fatiche e le cose belle che avete nel cuore\u00bb. C<\/em>onclude, ed \u00e8 quasi mezzanotte, davanti ai tantissimi ragazzi che ancora riempiono la Basilica di Sant&#8217;Ambrogio<em>, <\/em><strong>monsignor Paolo Martinelli<\/strong><em> \u00abEssere missione ci porti a concepire noi stessi insieme agli altri, inviati a portare la gioia e il Vangelo dove siamo chiamati a vivere, nella nostra famiglia, nel nostro quartiere, nella scuola, lungo le strade. Viviamo cos\u00ec la missione, lasciamo che il Signore ci mandi a tutti coloro che incontriamo, portatori non di noi stessi ma di una gioia che viene dall&#8217;alto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p> Una Notte dei Santi in chiave missionaria, per riscoprire che anche noi siamo mandati. Alla fine a ciascuno \u00e8 stata consegnata una Croce come ai partenti durante la Veglia missionaria. Il Signore ci ha reso partecipi della sua stessa missione: un modo di essere, di esistere, sentire la vita, comprendere il tempo, abitare lo spazio, che \u00e8 uno stile, un modo di abbracciare la vita ogni giorno, portando a tutti gioia, perdono, pace, in un rapporto costante con il Signore.<\/p>\n<p>Siamo battezzati e inviati, comprendono gli adolescenti in questo percorso, per portare agli altri nella gratuit\u00e0, nel servizio, nella testimonianza, quello che nella nostra vita abbiamo ricevuto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una Notte speciale quella che vivono gli adolescenti degli oratori ambrosiani. 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