{"id":38542,"date":"2019-05-02T18:50:54","date_gmt":"2019-05-02T13:39:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=38542"},"modified":"2019-05-02T18:50:54","modified_gmt":"2019-05-02T16:50:54","slug":"il-sacro-monte-in-cui-abbiamo-condiviso-il-talento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/sport\/il-sacro-monte-in-cui-abbiamo-condiviso-il-talento-38542.html","title":{"rendered":"Il Sacro Monte in cui abbiamo condiviso il talento"},"content":{"rendered":"<p>Il sole e un bellissimo cielo azzurro accolgono i ragazzi che, con le magliette e la tuta di rappresentanza, si presentano alla prima cappella del <strong>Sacro Monte di Varese<\/strong>,<strong> nella giornata del primo maggio.<\/strong> Niente allenamenti, per oggi, ma, in gioco c&#8217;\u00e8 la partita pi\u00f9 importante: la possibilit\u00e0 di comprendere meglio il significato di quel<strong> \u00abDare il meglio di s\u00e9\u00bb<\/strong> (dal titolo del documento vaticano sulla prospettiva cristiana dello sport e la persona umana) che campeggia sulla sciarpetta dell&#8217;evento. Si colloca cos\u00ec il nuovo appuntamento nel calendario diocesano di quest&#8217;anno dedicato alla riscoperta del senso del &#8220;pellegrinaggio&#8221;, annunciato durante l&#8217;incontro dell&#8217;Arcivescovo con gli allenatori del 29 ottobre scorso, dedicato al mondo dello Sport, in una giornata di festa in cui vengono coinvolti tutti: <strong>centinaia di atleti, sacerdoti, genitori, allenatori, dirigenti delle societ\u00e0 sportive di tutto il territorio diocesano.<\/strong> Un cammino da fare insieme, quello del Pellegrinaggio degli Sportivi, che simbolicamente richiama alla \u00abgrande attenzione che la Diocesi &#8211; spiega don Stefano Guidi, responsabile del Servizio per l\u2019oratorio e lo sport &#8211; in questi mesi sta attuando nei confronti delle Societ\u00e0 sportive che operano negli oratori, per allearsi nell&#8217;avventura dell&#8217;educare\u00bb.<\/p>\n<p>La fatica e l&#8217;impegno della salita a gruppi, guidati da un libretto, sono intervellati dalla riflessione di <strong>quattro tappe<\/strong>, <strong>secondo due percorsi differenti<\/strong>, dove poter incontrare testimonial d&#8217;eccezione. Si percepisce l&#8217;allegria dei ragazzi, l&#8217;amicizia che li lega, la stima e la fiducia nei confronti dei loro mister e allenatori, con cui insieme si soffermano ad ammirare la bellezza della natura, godendo della vista spettacolare o approfondendo le domande e le curiosit\u00e0 che man mano nascono lungo il cammino, all&#8217;ascolto delle testimonianze.<\/p>\n<h3>\u00a0<\/h3>\n<h3>La salita a tappe con i testimonial<\/h3>\n<p><strong>Come si fa a dare il meglio di s\u00e9 con i propri talenti?<\/strong> Ce lo spiega <strong>Dionigi Cappelletti<\/strong>, alla terza cappella, una carriera dedicata al basket e alla pallacanestro in carrozzina. <em>\u00abTutti noi abbiamo un talento. \u00c8 importantissimo avere un sogno, il desiderio di raggiungere un obiettivo, custodire e coltivare una passione grande, non solo sportiva&#8230; Il sacrificio \u00e8 fondamentale per raggiungere il massimo del talento. Esiste in primis il talento della vita: saper stare con gli altri, non arrendersi davanti alle difficolt\u00e0 nella vita, nella scuola, nel lavoro, saperle affrontare! La mia forza \u00e8 stata la voglia di arrivare a un sogno che avevo nel cuore\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Gli fa eco <strong>Aldo Ossola<\/strong>, chiamato \u201cVon Karajan\u201d per la sua capacit\u00e0 di dirigere i compagni, 35 presenze in Nazionale e i Giochi Olimpici disputati nel 1972 per la pallacanestro. <em>\u00abPenso alla parabola dei talenti: il Signore ti d\u00e0 un talento per farlo fruttare nel miglior modo possibile. Non sottorrerarlo! Ricordo pi\u00f9 i sacrifici fatti o le soddisfazioni avute? Con un pallone davanti dimentichi tutte le difficolt\u00e0, i sacrifici. Il talento principale \u00e8 riuscire a sacrificarsi e a non perdere di vista quello che \u00e8 la nostra meta, quello che vogliamo raggiungere. Sono stato fortunato perch\u00e8 ho apprezzato molto il talento, coltivato in una squadra dove ci si voleva bene, aiutandosi, stando sempre insieme. Non mollate mai, il talento non riguarda solo lo sport, ma la vita\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Alla quinta Cappella \u00e8 <strong>Giandomenico Ongaro<\/strong> a raccontare ai ragazzi: <em>\u00abHo cominciato a fare sport negli oratori, in un oratorio di Milano, subito dopo la guerra. Ero \u201cscalmanato\u201d come voi, un giorno, essendo alto, mi hanno proposto di giocare a basket e ho scoperto la passione per la pallacanestro. Ho giocato per dieci stagioni consecutive nell&#8217;Olimpia, una squadra che ha fatto la storia del basket italiano. Da 12 anni insegno pallacanestro ai bambini, cercando di restituire tutto ci\u00f2 che di bello la vita mi ha donato\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>Mario Beretta<\/strong>, alla sesta Cappella, confida la bellezza di aver potuto allenare presto, fino alla serie A, le grandi squadre. Dal 2018 \u00e8 il nuovo coordinatore tecnico del settore giovanile rossonero, dove non mancano le soddisfazioni di proporre un percorso formativo sportivo educativo di un certo livello.<em> \u00ab\u00c8 importante quando fai le partite avere un obiettivo comune condiviso, il primo obiettivo non \u00e8 vincere (anche se si cerca sempre di farlo) ma imparare, divertirsi, migliorare, fare il massimo per la squadra\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Una vita per il basket, per \u201cCharlie\u201d, come tutti chiamano <strong>Carlo Recalcati<\/strong>, in postazione alla settima Cappella.<em> \u00abMi sono affermato come giocatore di primo livello alla Pallacanestro Cant\u00f9 ma il ricordo pi\u00f9 bello \u00e8 stato far parte della squadra della Nazionale, rappresentare tutta la Nazione, incontrando in tutta Italia e in tutto il mondo tifosi italiani. Sono tante le figure che permettono agli atleti di andare in campo e, possibilmente, di ottenere la vittoria, di essere squadra e far squadra: atleti ma anche allenatori, preparatori atletici, dirigenti, presidenti, fino a coloro che svolgono i lavori pi\u00f9 umili&#8230;\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Salendo si incontra <strong>Sara Simeoni<\/strong>, ex altista italiana, alla ottava Cappella. Tecnica e determinazione le hanno permesso di arrivare in alto, indossando la maglia azzurra per 72 volte e vincendo numerose medaglie e riconoscimenti e realizzando un primato mondiale nel salto in alto: <em>\u00abAlcuni risultati si possono ottenere con semplicit\u00e0, se si ha un talento speciale, una capacit\u00e0. Ma poi&#8230; per migliorarsi occorre impegnarsi sempre di pi\u00f9. Lo sport nasce per stare insieme, condividendo qualcosa di bello, ma per migliorarsi non si riesce da soli. Ci vuole qualcuno, l&#8217;allenatore e il supporto della famiglia: loro sono le persone importanti anche nei momenti di crisi e di sconforto, che in una carriera sportiva vi assicuro che non mancano\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Non era facile, anni fa, per una ragazza praticare qualsiasi sport si desiderasse&#8230; cos\u00ec <strong>Claudia Giordani<\/strong>, alla nona Cappella, rivela che, a 10 anni, innamoratasi dello sci, capisce che non era scontato che una ragazza praticasse alcuni sport, n\u00e9 per la federazione n\u00e9 per altre persone importanti. <em>\u00abIo che ho sempre abitato a Milano all&#8217;inizio desideravo tantissimo il contatto con la natura. Lo sport era anche il modo per vivere la montagna. All&#8217;inizio ero brava dal punto di vista tecnico ma non riuscivo ad esprimermi nella competizione, che rappresenta il cuore di chi fa sport, il bello di cercare di essere migliori, l&#8217;importanza di dare il meglio di s\u00e9. Quando son riuscita a comprenderlo sono iniziati i successi, soprattutto nei campionati nazionali\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>Massimo Lucarelli<\/strong> racconta con simpatia aneddoti del suo passato cestistico alla decima Cappella, dove assicura che <em>\u00abun atleta, anche se passano gli anni, professa sempre sport e cos\u00ec oggi, con la mia mole e il mio peso, nuoto ancora. Prediligevo la tecnica all&#8217;aggressivit\u00e0&#8230; Sono stato il vice di Dino Meneghin. Nello sport scopri la bellezza di far parte di un gruppo che ti accetta veramente, non importa se obiettivamente hai davanti qualcuno pi\u00f9 forte. Gli allenanenti sono pi\u00f9 duri della partita stessa&#8230;\u00bb<\/em><\/p>\n<p><strong>Mauro Zuliani<\/strong> chiude la salita alla undicesima Cappella. Ex velocista italiano, specializzato nei 400 metri piani, un record italiano rimasto imbattuto per 25 anni, parla ai ragazzi di due sorelle: vittoria e sconfitta. <em>\u00abNon si vince sempre e per vincere ci vuole sempre impegno. La medaglia vinta oggi non ti aiuta a vincere il giorno dopo&#8230; esiste il rischio di vincere e poi \u201csedersi sugli allori\u201d quando le persone si sentono invincibili e pensano che la vittoria sia per sempre. Lo sconfitto non \u00e8 un perdente se si prefigge l&#8217;obiettivo di cercare di vincere la prossima volta, accettando la sconfitta, senza trovare giustificazioni, impegnandosi: nel momento della sconfitta trova le buone qualit\u00e0 per migliorare te stesso\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La festa finale<br \/>\n Le parole del Vescovo Franco Agnesi<br \/>\n <\/strong><\/h3>\n<p>La meta della Cappella XIV \u00e8 stata raggiunta e qui ancora spazio alla testimonianza di <strong>Giusy Versace:<\/strong> <em>\u00abQuando ho avuto l&#8217;incidente mi sono arrabbiata&#8230; ci dobbiamo allenare per rialzarci se cadiamo, allenarci a vivere! Dobbiamo lavorare tanto su noi stessi e ricordare che \u201ccon la testa e con il cuore si va dappertutto!\u201d, dite sempre grazie a Dio e sorridete alla vita\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>Adolfo Berdun, Laura Morato e Simone De Maggi<\/strong> sono veri campioni: incidenti e malattie potrebbero stroncare i loro sogni, invece sembrano dar loro ancora pi\u00f9 forza, quando incontrano il mondo paraolimpico e <strong>Briantea84<\/strong>. <em>\u00abLo sport aiuta a pensare al lato positivo\u00bb, \u00abFate sorridere quando vedete qualcuno in difficolt\u00e0\u00bb, \u00abRimanete ambiziosi, anche se troverete ostacoli\u00bb, \u00abSar\u00e0 difficile realizzare i vostri sogni ma non arrendetevi mai!\u00bb<\/em> sono solo alcuni messaggi della grande lezione di vita che regalano.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;ascolto, il cammino, l&#8217;animazione e la musica, \u00e8 tempo del momento conclusivo, con qualche domanda degli sportivi e il Vangelo di Matteo con<strong> la \u201cparabola dei talenti\u201d,<\/strong> che culmina con la preghiera guidata dal <strong>Vicario generale della Diocesi di Milano<\/strong>, <strong>monsignor Franco Agnesi<\/strong>, che ha voluto condividere pienamente il cammino degli sportivi, percorrendo il percorso insieme a loro. Sono accanto a lui <strong>don Stefano Guidi<\/strong> e <strong>don Alessio Albertini<\/strong>, assistente nazionale del CSI. <\/p>\n<p> <em>\u00abQuesta parabola<\/em> &#8211; ha commentato il Vescovo Franco Agnesi &#8211; <em>mi colpisce: Ges\u00f9 non ha detto, vi racconto adesso che uno \u00e8 fortunato, ha cinque talenti, l&#8217;altro medio, l&#8217;altro \u00e8 sfortunato&#8230; No, oggi abbiamo scoperto delle cose grandiose. Abbiamo trovato delle persone che ci hanno fatto comprendere <strong>quanto \u00e8 pi\u00f9 grande il nostro cuore<\/strong>, la nostra mente, i nostri desideri, la forza che pu\u00f2 scaturire in noi di <strong>compiere ci\u00f2 che non avremmo mai potuto pensare.<\/strong><\/p>\n<p> <\/em><em><strong>Tutti abbiamo ricevuto un talento, dei talenti&#8230;<\/strong> Quello che ha ricevuto cinque talenti che cosa fa? Guarda, ti ringrazio Signore, tu mi hai dato fiducia, mi hai dato qualcosa che pu\u00f2 diventare motivo di bellezza per me, per altri. Invece quell&#8217;altro, l&#8217;ultimo, pensa che Dio di te abbia una cattiva opinione; se vivi cos\u00ec l&#8217;unica cosa che sai fare \u00e8 un buco per sottorrerrare, nascondere, quello che hai ricevuto. <strong>Se invece scopri che il Signore \u00e8 contento di quello che tu hai, capisci che ti dice: fallo diventare un dono anche per altri.<\/strong> <strong>Moltiplicalo, condividilo.<\/strong> \u00c8 quello che abbiamo cercato di fare oggi&#8230; Abbiamo camminato insieme. Quando io ho un dono lo commercio, lo metto in gioco, e diventa un dono anche per altri e allora diventiamo squadra, e diventiamo una realt\u00e0 che attrae anche altri. Ma poi abbiamo scoperto delle persone, chiamate testimonial, \u00e8 molto bello questo, non sono idoli (ti prendono tutto e non ti danno niente), non sono solo campioni, lo sono, ma sono testimoni: cio\u00e8 ci\u00f2 che hanno custodito, vissuto, l&#8217;hanno regalato a noi oggi pomeriggio, l&#8217;hanno condiviso con noi. Non ci hanno rubato la giovinezza, anzi ci hanno incoraggiato a dire <strong>forza, tocca a voi.<\/strong> Ecco il talento che diventa capace di costruire altri entusiasmi, altri sogni, altre possibilit\u00e0! La mia vita la faccio diventare un regalo per altri, questa \u00e8 la santit\u00e0. La gratitudine di chi \u00e8 contento perch\u00e8 rende contenti altri.<\/em><\/p>\n<p><em>La domanda giusta che dovete farvi \u00e8: non chi sono io (sono bravo o non sono bravo), ma <strong>\u201cper chi\u201d sono io?<\/strong> Per chi ho ricevuto questo dono, per chi sono capace e ho voglia di calciare il pallone, di correre, per chi mi entusiasma la ricerca, la voglia di approfondire le cose, per chi \u00e8 il segreto che Ges\u00f9 ci ha raccontato in questa parabola&#8230; Cos\u00ec tutti saremo contenti perch\u00e8 <strong>il nostro cuore \u00e8 fatto per le cose grandi se le condividiamo per gli altri.<\/strong> Grazie per la vostra presenza ragazzi, siate cos\u00ec anche per tutti i vostri amici, che sono nelle vostre societ\u00e0, nei vostri oratori!\u00bb<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco il segreto per promuovere i talenti e le proprie capacit\u00e0, l&#8217;essere squadra, l&#8217;impegno e la fatica, il vincere e il perdere&#8230; <em>\u00abtutto pu\u00f2 essere fatto, se c&#8217;\u00e8 dentro questo entusiasmo che oggi abbiamo condiviso, vissuto insieme\u00bb.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sole e un bellissimo cielo azzurro accolgono i ragazzi che, con le magliette e la tuta di rappresentanza, si presentano alla prima cappella del Sacro Monte di Varese, nella giornata del primo maggio. 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