{"id":374624,"date":"2024-03-02T15:53:04","date_gmt":"2024-03-02T14:53:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=374624"},"modified":"2024-03-02T15:53:16","modified_gmt":"2024-03-02T14:53:16","slug":"professione-oratorio-educatori-retribuito-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-e-ragazzi\/servizio-ragazzi\/educatori_2\/professione-oratorio-educatori-retribuito-2024-374624.html","title":{"rendered":"5\u00b0 Convegno \u201cProfessione oratorio\u201d, per riscoprire il valore dell\u2019animazione educativa"},"content":{"rendered":"<p>La quinta edizione del Convegno &#8220;Professione oratorio&#8221; che si \u00e8 svolta venerd\u00ec 29 febbraio al Cinema Palestrina di Milano ha messo ancora una volta <strong>al centro la figura dell&#8217;educatore retribuito in oratorio<\/strong>, non come oggetto di riflessione ma come soggetto attivo che costruisce un pensiero sull&#8217;oratorio, mettendosi in rete con le altre figure educative e pastorali che operano negli oratori e sui territori della nostra Diocesi.<\/p>\n<p><strong>Don Stefano Guidi<\/strong>, direttore della Fom, ha sottolineato il significato del titolo generale che accompagna il Convegno annuale \u201cProfessione oratorio\u201d: \u00abUn contributo professionale all\u2019oratorio di cui l\u2019oratorio ha bisogno. Desideriamo affermare che l\u2019oratorio ha bisogno di una professionalit\u00e0 educativa seria, preparata, capace di qualificare i processi oratoriani, per aiutare un ragazzo e una ragazza a crescere nella fede e nella vita\u00bb. Con un affondo per introdurre <strong>il tema di quest\u2019anno, \u201cl\u2019animazione educativa in oratorio\u201d,<\/strong> su cui verte da anni una nuova riflessione in Fom, perch\u00e9 \u00abper alcuni motivi, si avverte a volte la considerazione, per tanti, dell\u2019oratorio come \u201ccontenitore\u201d, l\u2019insieme di tutte le cose che facciamo, e dall\u2019altro, recuperare il valore dell\u2019animazione che si \u00e8 persa un po\u2019, andando a connotarsi, nell\u2019immaginario, solamente come quel momento ricreativo, del divertimento, del bans, del gioco, quello che si fa \u201cprima\u201d e \u201cdopo\u201d il catechismo, direi quasi a livello di intrattenimento\u2026 come un \u201ccontorno\u201d e, legato a questa idea, di cui si \u00e8 perso il valore formativo\u00bb. <strong>Se l\u2019animazione \u00e8 una scelta intenzionale, occorre che l\u2019intera comunit\u00e0 ne condivida logiche e metodo<\/strong>, strutturandone la formazione insieme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per riscoprire che l\u2019animazione \u00e8 quel metodo educativo che riguarda tutto il nostro fare oratorio, ci hanno guidato gli interventi autorevoli di due esperti, <strong>Michele Marmo<\/strong> (pedagogista e formatore, imprenditore sociale di comunit\u00e0, fondatore della cooperativa sociale Vedogiovane, membro della redazione della rivista Animazione Sociale) e <strong>Pierpaolo Triani<\/strong> (docente di pedagogia generale e sociale all\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore e direttore scientifico del corso di alta formazione \u201cLa qualit\u00e0 dell\u2019educare negli oratori\u201d).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Subito,<strong> Michele Marmo<\/strong>, ha messo in chiaro un primo elemento: \u00abDimensione educativa e dimensione sociale per me sono imprescindibili. Due tradizioni che fanno un\u2019animazione culturale. Ho sempre pensato <strong>l\u2019oratorio come luogo \u201ctra\u201d comunit\u00e0 ecclesiale e societ\u00e0 civile, che continuamente dialoga e ha una sua funzione, tra leggerezza e cura<\/strong>\u00bb. Per ricostruire il senso del percorso storico dell\u2019animazione, ha evidenziato nel suo discorso alcune &#8220;chiavi&#8221; che oggi sono importanti.<\/p>\n<p>\u00abAnimazione \u00e8 una storia, un\u2019esperienza che permette processi di cambiamento\u2026 <strong>attraverso un fare intenzionale: si fa insieme, si sta insieme per fare, la dimensione del fare \u00e8 fondante. Quando pensiamo all\u2019animazione pensiamo a questa finalit\u00e0:<\/strong> \u00e8 una proposta di esperienze in cui, attraverso un &#8220;fare qualcosa insieme&#8221;, si possono realizzare processi di cambiamento propri e della realt\u00e0 in cui si \u00e8 inseriti e definire la propria collocazione\/vocazione nel mondo\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza di fare delle cose insieme dentro un dinamismo relazionale, dentro il gruppo, dentro la comunit\u00e0 ecclesiale, educante, permette agli individui di <strong>dare senso alle proprie esperienze<\/strong>. \u00c8 l\u2019esperienza stessa che diventa motore tra conoscenza, coscienza ed espressione. \u00ab<strong>L\u2019animazione<\/strong> &#8211; ha aggiunto &#8211; diventa veicolo di scoperta, novit\u00e0 ma anche di rottura, permette di vedere le cose in modo divergente.<strong> \u00c8 una pratica educativa e sociale che si colloca sempre ai confini<\/strong>\u00bb. Se l\u2019animazione porta in s\u00e9 questa spinta trasformativa originaria e questa tensione al cambiamento del contesto, negli anni si \u00e8 attraversato un lungo tempo in cui la dimensione del consumo, dell\u2019affermazione di s\u00e9, della possibilit\u00e0 di esprimere qualsiasi cosa, \u00e8 diventata prioritaria rispetto alla dimensione del noi: \u00abIn questi anni nell\u2019affermazione dell\u2019io ci si \u00e8 dimenticati del noi. <strong>In questo momento abbiamo bisogno di ritessere il tessuto sociale, che permetta alle persone di ricostruire un proprio progetto di vita; che consenta di connettere, mettere insieme, ricomporre, sostenere<\/strong>, per valorizzare le risorse che ci sono nel territorio, facendo percepire alle famiglie che non sono sole ma ci sono dei luoghi dove poter elaborare le proprie difficolt\u00e0 e responsabilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le strategie educative pedagogiche per il lavoro educativo oggi?<\/strong> Recuperando la teoria di Riccardo Massa, filosofo dell\u2019educazione e pedagogista, ha affermato che \u00ab\u00e8 necessario prendere in considerazione questi elementi: <strong>valorizzare la dimensione espressiva, al contempo connetterla con un\u2019esigenza di performativit\u00e0<\/strong> (capacit\u00e0 di lavorare sulle competenze) <strong>e una rielaborazione<\/strong> (facciamo delle cose e poi proviamo a chiedere, insieme a loro, di raccontare quanto hanno vissuto e fatto, ridando senso a quello che stanno vivendo e hanno vissuto, coscienti che i ragazzi fanno fatica a svolgerlo, ma come se non potessimo non farlo)\u00bb. Lavorando sul permettere ai ragazzi di fare esperienze in cui possano esprimersi e sulle competenze, <strong>gli oratori diventano \u201cagor\u00e0\u201d, dei luoghi dove il campo delle interazioni comunicative \u00e8 sollecitato, delle botteghe<\/strong> (campi degli apprendimenti esperienziali, dove imparo facendo, con attivit\u00e0 finalizzate a un apprendimento specifico), <strong>campi della progettualit\u00e0 permanente<\/strong> (dove prendersi cura di un progetto che fiorisce e accettare sfida dell\u2019errore come condizione dell\u2019apprendere, coltivando il desiderio come dimensione della progettualit\u00e0)\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Approfondendo questo tema, <strong>Pierpaolo Triani<\/strong> ha rilanciato alcune considerazioni, anche rispetto alla parola stessa che la identifica: \u00abSiamo qui per chiederci se possiamo recuperare tutto il valore fondamentale che la parola \u201c<strong>animazione<\/strong>\u201d nella prospettiva tracciata ha, dentro un contesto dove la parola \u00e8 spesso svuotata, e come possiamo riproporre il significato forte di animazione. <strong>Chi ha una responsabilit\u00e0 educativa ben precisa ricominci ad appropriarsi del valore che in campo educativo ha e della sua tradizione<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Riconosciamo che nella prospettiva dell\u2019animazione, possiamo riscontrare dei possibili riduzionismi: \u00abIl primo elemento riduzionistico \u00e8 concepire l\u2019animazione come \u201cdistrazione ricreativa\u201d. Il secondo \u00e8 pensare che l\u2019animazione si faccia fino a una certa et\u00e0: se \u00e8 questa prospettiva pedagogica di un cambiamento che parte dalla partecipazione attiva delle persone, dalla loro attivazione, l\u2019animazione coinvolge tutti, anche il mondo adulto.<\/p>\n<p>Dobbiamo essere consapevoli che <strong>se parliamo di &#8220;animazione educativa&#8221; intendiamo un modo di concepire l\u2019azione educativa che mette al centro la persona con le sue risorse e dinamiche comunitarie e si muove sull\u2019io, sul noi, sulla comunit\u00e0<\/strong>, costantemente in questo intreccio, per aiutare le persone, attraverso l\u2019esperienza che svolgono e attraverso le occasioni formative, di crescere nella libert\u00e0 e nella responsabilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Aggiungendo: \u00ab<strong>L\u2019animazione \u00e8 un modo di intendere l\u2019azione educativa \u201cattivistica, partecipativa, emancipatoria\u201d<\/strong>. \u00c8 una prospettiva che ha una logica metodologica, senza immaginare il metodo come struttura rigida ma come un insieme strutturato di elementi generativi di apprendimento. \u00c8 un insieme di elementi, non \u00e8 riducibile a un solo elemento, e chi si mette nella prospettiva dell\u2019animazione deve riconoscere che <strong>occorre lavorare sulla sensibilit\u00e0 delle persone, sulla capacit\u00e0 di sentire, sui sensi, e ancora sulla capacit\u00e0 espressiva, sulle relazioni e l\u2019intersoggettivit\u00e0<\/strong>. \u00c8 un metodo che si muove su pi\u00f9 livelli. Comporta l\u2019immaginare in maniera diversa e costruire, stare dentro una narrazione\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo Pierpaolo Triani, \u00ab<strong>L\u2019animazione va pensata non soltanto come costruzione di attivit\u00e0 ma come clima che caratterizza una comunit\u00e0.<\/strong> Dobbiamo ritornare a riconoscere che esiste l\u2019animazione dei contesti (vanno animati i contesti, l\u2019oratorio si anima con la cura degli spazi, dei tempi, dei colori, della musica\u2026) e pensare che <strong>l\u2019oratorio ha il ruolo di animare il contesto territoriale.<\/strong> Ritornare a parlare di animazione educativa significa tornare a chiederci come noi possiamo essere polo animativo di un territorio. Nel tema dell\u2019animazione educativa, si riconosce un tema di competenze e sensibilit\u00e0 da acquisire. Per un oratorio che sia animatore del contesto (interpella la comunit\u00e0 cristiana), <strong>servono animatori di gruppo e animatori delle singole persone<\/strong> (nell\u2019accompagnamento delle persone puoi avere uno stile animativo, aiutarlo ad esprimere, farlo immaginare; c\u2019\u00e8 bisogno di una animazione dei singoli)\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Successivamente, gli educatori professionali, a gruppi, hanno avuto modo di <strong>confrontarsi nei laboratori<\/strong>, secondo queste tematiche:<\/p>\n<p><strong>&#8211; catechesi<\/strong> \u2013 attraverso un \u201cgioco dell\u2019oca multimediale\u201d a tema, per favorire il confronto su esperienze, progetti, principi, sfide, per aiutare le nostre equipe catechistiche a riscoprire il valore educativo dell\u2019animazione, per renderla un elemento portante del percorso che si propone a bambini e famiglie<\/p>\n<p><strong>&#8211; preadolescenti e adolescenti<\/strong> \u2013 rispetto a quanto emerso nella mattinata, con associazioni libere a delle immagini proposte casualmente da dei dadi, \u00e8 stato chiesto di avvicinarsi alla parola corrispondente alla risposta della domanda posta, spostandosi di volta in volta, condividendo i pensieri su: &#8220;cosa ti ha colpito? Su cosa nutri dei dubbi o vedi delle difficolt\u00e0 di manovra?&#8221;<\/p>\n<p><strong>&#8211; adulti<\/strong> \u2013 con un lavoro su cartellone, individuando quali gruppi di adulti si incontrano in questo lavoro e in particolare con quali facciamo pi\u00f9 fatica a lavorare con un metodo animativo, raggruppando le tipologie, confrontandosi su buone prassi, metodi e accortezze da avere, per non essere \u201cincastrati\u201d da strutture tradizionali e orientate tutte al fare in favore di \u201catti di coraggio\u201d.<\/p>\n<p><strong>&#8211; preghiera<\/strong> \u2013 la fede cristiana \u00e8 una relazione con il Signore, attivare i cinque sensi nella preghiera significa entrare in questa relazione con tutto se stessi (non per nulla tanti maestri spirituali cristiani, nelle loro indicazioni per la preghiera parlano di attivazione dei cinque sensi).<\/p>\n<p><strong>&#8211; sport<\/strong> \u2013 alcune realt\u00e0 dello sport professionistico hanno \u201cimparato\u201d dagli oratori a metter al centro l\u2019atleta con le sue esigenze di crescita e di benessere, utilizzando l\u2019animazione come strumento e come stile; si riscontra come a volte lo sport in oratorio faccia fatica a cogliere le potenzialit\u00e0 educative di questo approccio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La quinta edizione del Convegno &#8220;Professione oratorio&#8221; che si \u00e8 svolta venerd\u00ec 29 febbraio al Cinema Palestrina di Milano ha messo ancora una volta al centro la figura dell&#8217;educatore retribuito in oratorio, non come oggetto di riflessione ma come soggetto attivo che costruisce un pensiero sull&#8217;oratorio, mettendosi in rete con le altre figure educative e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":374759,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":""},"categories":[62],"tags":[211,2349,108,116,5476,113,560,324,154,117,66,331,3959,167,110,2410],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/374624"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=374624"}],"version-history":[{"count":24,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/374624\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":374761,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/374624\/revisions\/374761"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/media\/374759"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=374624"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=374624"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=374624"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}