{"id":36920,"date":"2019-03-09T11:54:32","date_gmt":"2019-03-08T14:49:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=36920"},"modified":"2022-11-18T11:45:40","modified_gmt":"2022-11-18T10:45:40","slug":"lo-sport-per-noi-e-dare-il-meglio-di-se","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/sport\/lo-sport-per-noi-e-dare-il-meglio-di-se-36920.html","title":{"rendered":"Lo sport per noi \u00e8 \u00abDare il meglio di s\u00e9\u00bb."},"content":{"rendered":"<p>Occorre innazitutto rendersi conto di una presenza: lo sport nei nostri oratori \u00e8 di casa.<\/p>\n<p>Basta riferirsi al libretto firmato dal card. Scola nel 2015 \u00abIl tesoro nel campo\u00bb per avere un\u2019idea dei numeri:<strong> 850<\/strong> societ\u00e0 sportive appartenenti a un oratorio, <strong>80 mila<\/strong> iscritti, <strong>10 mila<\/strong> adulti impegnati a vario titolo in queste societ\u00e0 sportive (tra allenatori, dirigenti ecc.), parecchie societ\u00e0 sportive con meno di 10 anni di vita, un terzo delle <strong>societ\u00e0 sportive composte da 80\/100<\/strong> atleti, mentre un numero significativo di societ\u00e0<strong> conta 200 atleti.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abUn\u2019esperienza che per la nostra Diocesi \u00e8 molto significativa &#8211; sottolinea don Stefano Guidi,\u00a0 responsabile del Servizio per l\u2019oratorio e lo sport della Diocesi &#8211; con 1000 oratori e quasi altrettante societ\u00e0 sportive. Rilevante nei numeri, sotto il profilo storico, ma soprattutto nei termini di un\u2019<strong>alleanza educativa<\/strong>, di una partecipazione\u2026 Occorre registrare che forse, a volte esiste un \u201cdare per scontato\u201d all\u2019interno del mondo religioso o una impostazione non sempre corretta del rapporto con l\u2019esperienza sportiva. Un lavoro da riprendere: che cosa possiamo fare noi per<strong> recuperare un rapporto importante con il mondo dello sport come responsabili dell\u2019oratorio e della comunit\u00e0?<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019incontro di gioved\u00ec 7 marzo, presso il Centro pastorale ambrosiano di Seveso, dedicato ai presbiteri e ai responsabili degli oratori, chiamati ad accompagnare il percorso formativo e spirituale dei gruppi e delle societ\u00e0 sportive presenti in oratorio, \u00e8 guidato da <strong>don Alessio Albertini, Assistente nazionale del Centro Sportivo Italiano.<\/strong> \u00abNella consapevolezza di una esperienza molto radicata all\u2019interno dei cammini parrocchiali (e questo porta una ricchezza ma anche tante difficolt\u00e0) <strong>l\u2019oratorio si conferma come il luogo privilegiato per l\u2019alleanza fra la Chiesa e lo Sport<\/strong>\u00bb &#8211; introduce, prima di condurre in una riflessione sullo sport a partire dal documento vaticano \u00ab<em>Dare il meglio di s\u00e9<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Il primo <a href=\"http:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2018\/06\/01\/0401\/00856.html#italianodoc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Documento &#8220;sulla prospettiva cristiana dello sport e della persona umana&#8221;<\/strong><\/a>, realizzato dal <strong>Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita<\/strong> e pubblicato il 1\u00b0 giugno 2018, ha avuto un lungo itinerario di preparazione, almeno 10 anni, a partire dallo schema di un altro documento ufficiale pubblicato nel 1995, la Nota pastorale \u00abSport e vita cristiana\u00bb della Conferenza Episcopale Italiana.<\/p>\n<p>\u00abIl titolo<strong> \u201cDare il meglio di s\u00e9\u201d<\/strong> esprime il fondamento dell\u2019esperienza sportiva, cos\u00ec come deve essere &#8211; spiega don Alessio -. Purtroppo la cultura sportiva di oggi, di cui siamo bombardati e che si riflette poi anche nel nostro mondo e a volte nel modo di gestire l\u2019attivit\u00e0 sportiva, che assomiglia a quei modelli, \u00e8 che l\u2019obiettivo non \u00e8 dare il meglio di s\u00e9, ma vincere. E per questa vittoria si \u00e8 disposti a tutto, in un\u2019esagerazione totale. <strong>\u201cDare il meglio di s\u00e9\u201d significa mettere a fuoco subito una scelta di campo. Lo sport per noi \u00e8 dare il meglio di s\u00e9, per quello che uno pu\u00f2 dare<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Una prospettiva motivata da due aspetti, due spinte forti dell\u2019esperienza ecclesiale: a partire dal richiamo a una conversione pastorale a cui tutti siamo chiamati fortemente dal Papa e dalla CEI. Ripensando a una pastorale, con un\u2019<strong>attenzione all\u2019uomo concreto<\/strong>\u2026 lo sport fa parte dell\u2019uomo concreto di oggi. Questa non deve far parte quindi dell\u2019attenzione pastorale concreta di una comunit\u00e0 cristiana? Gi\u00e0 nella Nota pastorale \u00abSport e vita cristiana\u00bb si chiedeva che lo sport, visto fino a ieri come un semplice gioco per la ricreazione, un diversivo da altre attivit\u00e0, non venisse pi\u00f9 semplicemente considerato un divertimento accessorio di un mondo a s\u00e9, ma dovesse entrare nella pastorale ordinaria, cio\u00e8 nell\u2019attenzione ordinaria da parte di una comunit\u00e0 cristiana. Anche il documento finale del Sinodo dei Vescovi sul tema \u201cI giovani, la fede e il discernimento vocazionale\u201d riporta: \u00abSignificativo \u00e8 il rilievo che tra i giovani assume la pratica sportiva, di cui la Chiesa non deve sottovalutare le potenzialit\u00e0 in chiave educativa e formativa, mantenendo una solida presenza al suo interno\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl secondo aspetto &#8211; continua don Alessio &#8211; esprime l\u2019idea della <strong>Chiesa in uscita<\/strong>, come la capacit\u00e0 di andare anche <strong>in terreni non prettamente propri dell\u2019ambito religioso<\/strong> ma dove la gente abita, fino alle periferie esistenziali. Lo sport \u00e8 il luogo dove raggiungi tante persone che non avresti mai occasione di trovare, incontrare. Contesti in cui dobbiamo annunciare la bellezza del Vangelo, anche a chi sembra non volerlo ascoltare. Il vero problema non \u00e8 lo sport in s\u00e9, e neppure lo sport pu\u00f2 pretendere che la Chiesa si occupi semplicemente di sport: <strong>il punto d\u2019incontro dev\u2019essere sull\u2019atleta<\/strong>. <strong>Se noi possiamo dialogare e incontrarci \u00e8 perch\u00e9 ci teniamo a quell\u2019uomo di cui vogliamo occuparci.<\/strong> Emerge nel documento vaticano tutta una parte sull\u2019antropologia. La vera domanda \u00e8: che cosa intendiamo per uomo? Chi \u00e8 l\u2019uomo riuscito? Se ci incontriamo su questo avremo allora modi per collaborare e sostenerci, altrimenti ci perdiamo\u2026\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione all\u2019uomo come persona implica il tema dell\u2019educazione, intesa come capacit\u00e0 di far crescere un uomo che sappia poi gestire la sua libert\u00e0 nel mondo.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 necessario tenere conto di una cosa: <strong>lo sport non \u00e8 nato per educare<\/strong>, ma alcune sue caratteristiche sicuramente promuovono alcuni valori dell\u2019uomo; alcuni sono sottolineati nel documento, innazitutto<em> l\u2019unit\u00e0 di corpo e anima<\/em>, la libert\u00e0 <em>tra regola e creativit\u00e0<\/em>, <em>impegno e sacrificio<\/em>, <em>individualismo e squadra<\/em>, <em>gioia e gratuit\u00e0<\/em>,<em> coraggio, rispetto e uguaglianza<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Come ogni realt\u00e0 umana, anche lo sport non \u00e8 immune dal negativo e il documento mette in guarda dai rischi. In particolare sono <strong>quattro i pericoli che lo sport di oggi corre: lo svilimento del corpo, il doping, la corruzione e il tifo.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abRicordo una frase di Papa Francesco, pronunciata il 7 giugno del 2014, e per me emblematica: \u201c<strong>Se manca una societ\u00e0 sportiva in parrocchia manca qualcosa\u2026 ma deve essere impostata bene, secondo i criteri della parrocchia, se non \u00e8 cos\u00ec \u00e8 meglio che non ci sia<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco allora le attenzioni delineate da tener presenti per una <strong>pastorale dello sport<\/strong>:<\/p>\n<p><strong>-L\u2019integralit\u00e0 della persona.<\/strong> Le persone sono un tutt\u2019uno di anima e di corpo. A volte anche nelle nostre proposte educative il corpo come attenzione passa in secondo piano, ma \u00e8 indispensabile educare il corpo. Educare al gesto sportivo, al confronto con gli altri, al sacrificio significa educare la persona, non solamente occuparsi di un aspetto. <br \/>\nAnche Papa Francesco quando ha parlato ai Cresimandi allo stadio Meazza, il 25 marzo 2017, aveva usato come espressione \u201ccuore, mente e mani\u201d. Papa Francesco incoraggia a considerare il gioco e lo sport come opportunit\u00e0 per un percorso formativo globale della persona, che coinvolge la testa, il cuore e le mani, cio\u00e8 ci\u00f2 che si pensa, ci\u00f2 che si sente e ci\u00f2 che si fa.<\/p>\n<p><strong>-Lo sport non \u00e8 nato per educare ma \u00e8 nato per vincere.<\/strong> Qualcuno da questa finalit\u00e0 ne ha ricavato una deriva (questione del doping, nazionalismi in certi periodi). \u00c8 pur vero che ha una grande possibilit\u00e0 formativa, ma occorre usare nuovi linguaggi e modalit\u00e0. Con lo stile di san Giovanni Bosco: bisogna amare, appassionarsi, a ci\u00f2 che <em>piace<\/em> ai giovani, ai ragazzi, per far piacere loro ci\u00f2 che piace di meno, cos\u00ec i giovani ameranno ci\u00f2 che piace ai loro educatori.<\/p>\n<p><strong>-Lo sport non \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 spirituale, ma un\u2019esperienza molto umana.<\/strong> Un\u2019attivit\u00e0 che piace molto ai ragazzi e pu\u00f2 essere definita mondana, intesa come del mondo, e che come ogni esperienza mondana ha i suoi rischi, difficile per chi la gestisce nei nostri oratori da tenere sotto controllo, a volte sfugge, tenendo presente che lo sport deve seguire le leggi dello sport e considerando l\u2019emergenza educativa di tutti, oggi.<\/p>\n<p><strong>-Il ruolo delle societ\u00e0 sportive di oggi: per essere un po\u2019 profetici nel mondo dello sport.<\/strong> Se lo sport di oggi segue il detto \u201c<em>Vincere<\/em> non \u00e8 <em>importante<\/em>: \u00e8 la sola <em>cosa<\/em> che conti\u201d&#8230; \u00abSe la vittoria diventa il criterio assoluto con cui giudicare non verrano mai giudicati il miglioramento della persone, il gioco di squadra, l\u2019impegno che uno ci mette, valori che fanno parte della vita umana, formativi anche dell\u2019attivit\u00e0 sportiva ma che valgono meno di niente in questa logica. <strong>Se lo sport \u00e8 soltanto per i vincenti, aumenteranno gli scarti e gli avanzi<\/strong>, come li definisce papa Francesco. <strong>Noi invece vogliamo dare una possibilit\u00e0 educativa a tutti<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>-Imparare ad accogliere la persona, l\u00ec dove si trova.<\/strong> Non dobbiamo accontentarci di aver l\u00ec i ragazzi, il nostro impegno ci chiede di portarli un po\u2019 pi\u00f9 avanti, di farli crescere un po\u2019 di pi\u00f9. Diventa importante, per chi gestisce una realt\u00e0, una societ\u00e0 sportiva, confrontarci su qual \u00e8 l\u2019immagine di uomo che vogliamo far crescere e se stiamo procedendo in questa prospettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riconoscendoci nella grande \u201csquadra\u201d del Signore Gesu\u0300, sapremo trasmettere questo stile ai ragazzi che frequentano le realt\u00e0 e le societ\u00e0 sportive dei nostri oratori, incoraggiandoli a \u00abDare il meglio di s\u00e9\u00bb nello sport, cos\u00ec come nella vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Occorre innazitutto rendersi conto di una presenza: lo sport nei nostri oratori \u00e8 di casa. Basta riferirsi al libretto firmato dal card. 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