{"id":34917,"date":"2019-02-27T17:15:37","date_gmt":"2019-01-16T14:11:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=34917"},"modified":"2019-02-27T17:15:37","modified_gmt":"2019-02-27T16:15:37","slug":"7-loratorio-insegna-che-si-possiede-solo-quello-che-si-dona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-2020\/7-loratorio-insegna-che-si-possiede-solo-quello-che-si-dona-34917.html","title":{"rendered":"7. L\u2019oratorio insegna che si possiede solo quello che si dona."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dal Decalogo per gli oratori dell&#8217;Arcivescovo Mario Delpini<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><br \/>\n 7. L&#8217;oratorio insegna che si possiede veramente solo quello che veramente si dona.<br \/>\n <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il miglior commento a questo punto del Decalogo delpiniano \u00e8\u2026 il Vangelo! Cio\u00e8 tutta la rivelazione in Cristo che punta esplicitamente a questa sintesi: \u00ab<em>Chi vorr\u00e0 salvare la propria vita, la perder\u00e0; ma chi perder\u00e0 la propria vita per causa mia, la trover\u00e0. Qual vantaggio infatti avr\u00e0 l&#8217;uomo se guadagner\u00e0 il mondo intero, e poi perder\u00e0 la propria anima? O che cosa l&#8217;uomo potr\u00e0 dare in cambio della propria anima<\/em>?\u00bb (Matteo 16, 25-26). Avere vita perch\u00e9 si dona vita! I passi del Nuovo Testamento che conducono a questa convinzione sono innumerevoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Forse uno in particolare illumina il senso del dono, che in oratorio si pu\u00f2 apprendere soprattutto attraverso il \u201cclima\u201d che si respira, creato dall\u2019insieme di gesti, parole, esempi, riflessioni, momenti e concreti esercizi volti a maturare in tutti un vero stile di gratutit\u00e0. Il brano evangelico \u00e8 quello del racconto della moltiplicazione e condivisione dei pani nella versione di Giovanni (6,1-15) L\u00ec, di fronte all\u2019obiezione di Filippo, provocato dalla richiesta impossibile di Ges\u00f9 (\u00ab<em>Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perch\u00e9 ognuno possa riceverne un pezzo<\/em>\u00bb), un altro discepolo, Andrea, \u00a0pensa di cavarsela spostando l\u2019attenzione del Signore sulle magre risorse di uno a cui nessuno avrebbe pensato: \u00ab<em>C\u2019\u00e8 qui un ragazzo che ha cinque pani d\u2019orzo e due pesci; ma che cos\u2019\u00e8 questo per tanta gente?<\/em>\u00bb. Un ragazzo, che seguiva gi\u00e0 il Maestro e che, possiamo immaginare, offr\u00ec con gioia, in dono al suo \u201cmito\u201d, ci\u00f2 che aveva da mangiare. Lui, cos\u00ec \u201cinutile\u201d, poteva dare qualcosa a Ges\u00f9 che esercitava un grande fascino su tutta quella gente! Come and\u00f2 poi la cosa lo sappiamo. A differenza di ci\u00f2 che invece il brano non ci rivela della provenienza, prima, e del destino, poi, di quel ragazzo, quasi a dirci che potrebbe essere ogni ragazzo che da allora in poi aiuter\u00e0 il Figlio di Dio a realizzare il miracolo che continua a sfamare tanta gente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Possiamo allora pensare che quello fosse un ragazzo \u201cdell\u2019oratorio\u201d, cio\u00e8 che cos\u00ec possano e debbano essere sempre i ragazzi degli oratori: appassionati da Ges\u00f9, in cammino dietro a Lui, insieme a tutti i discepoli, ma da protagonisti, chiamati in causa, capaci di dare, e tanto sgamati da dimostrare a tutti che cos\u00ec, donando, non si perde niente, anzi! Infatti quel ragazzo mangi\u00f2 in abbondanza e si port\u00f2 a casa ancora di pi\u00f9 di ci\u00f2 che aveva consegnato (\u00ab<em>riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d\u2019orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato<\/em>\u00bb).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019oratorio \u00e8 una palestra di educazione gratuita e alla gratuit\u00e0, ricco di ci\u00f2 che dona attraverso la testimonianza generosa di moltissime persone che mettono a disposizione le proprie risorse di fede, di tempo, di denaro, di pazienza e di intelligenza, con il fuoco di un\u2019inesauribile passione educativa. Ma non sarebbe cos\u00ec se mancasse il dono dei ragazzi stessi. Un bambino o una bambina che diventano adolescenti e si avviano alle scelte decisive della loro vita in dialogo lieto, profondo e amichevole con Ges\u00f9, il maestro insuperabile della gioia di vivere, rappresentano, semplicemente con il loro essere e crescere, il dono incomparabile per cui gli oratori esistono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel respiro costante dell\u2019essere amati \u201cgratis\u201d, per il solo fatto di esserci e semplicemente per ci\u00f2 che si \u00e8, bambini, ragazzi e adolescenti sentono che all\u2019oratorio \u00e8 bello vivere gratuitamente, come un dono ricevuto e gustato con gioiosa sospresa. E non ci sar\u00e0 bisogno di spiegare che sar\u00e0 bella, sempre, la vita donata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Dal Decalogo per gli oratori dell&#8217;Arcivescovo Mario Delpini &nbsp; 7. 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