{"id":3454,"date":"2013-10-04T22:00:00","date_gmt":"2013-10-04T20:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/production-cdm.glauco.it\/pgfom\/scola-ai-giovani-la-vostra-viae-la-vita-bella-e-buona-3454\/"},"modified":"2017-05-04T02:08:43","modified_gmt":"2017-05-04T00:08:43","slug":"scola-ai-giovani-la-vostra-viae-la-vita-bella-e-buona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/senza-categoria\/scola-ai-giovani-la-vostra-viae-la-vita-bella-e-buona-3454.html","title":{"rendered":"Scola ai giovani: la vostra via<br>\u00e8 la vita bella e buona"},"content":{"rendered":"<p>\tUna veglia che \u201c\u00e8 come una cattedrale\u201d. Cos\u00ec il cardinale Angelo Scola ha definito la Redditio symboli, che anche quest\u2019anno ha chiamato i 18-19enni della diocesi a riempire le navate del duomo di Milano.<\/p>\n<p>\tLa parabola del grano e della zizzania, icona dell\u2019anno pastorale, ha costituito l\u2019asse portante della serata. Ma fin dal principio non \u00e8 potuto mancare un pensiero alla tragedia accaduta gioved\u00ec a Lampedusa: \u201cDurante la veglia portiamo nel cuore le numerose vittime\u201d, ha raccomandato don Bortolo Uberti, cappellano dell\u2019Universit\u00e0 degli studi. Per quello che il cardinale Scola definisce poi, nell\u2019omelia, come \u201cun dolore atroce, un dolore che solo la nostra superficialit\u00e0 di occidentali pasciuti pu\u00f2 farci dimenticare\u201d.<\/p>\n<p>\tLa veglia inizia con la lettera a Diogneto. \u00c8 \u201cil portone\u201d, secondo l\u2019efficace immagine utilizzata dall\u2019arcivescovo, \u201cche introduce alle tre navate di preghiera e riflessione\u201d.<br \/>\t\u00c8 il paradosso dei cristiani. Essere esempio di vita sociale mirabile, ma vivere da stranieri in patria. Partecipare a tutto come cittadini, ma distaccati come stranieri, scrive Diogneto.<br \/>\t\u201cPerch\u00e9? &#8211; si chiede il cardinale &#8211; Perch\u00e9 siamo destinati a vivere sempre, siamo destinati all\u2019eternit\u00e0, la nostra patria \u00e8 il cielo\u201d. Un cielo che per\u00f2 \u201c\u00e8 gi\u00e0 qui, anticipato dalla potenza di Cristo che \u00e8 qui in mezzo a noi\u201d.<\/p>\n<p>\t\u00c8 la cornice che accompagna i ragazzi verso la prima navata: riconoscere che il seme \u00e8 buono: lo comprendiamo possibile grazie alla nostra fede, alla fede dei santi e dei nostri padri, spiega Scola. Per poi aggiungere che allora \u201cnon guardiamo pi\u00f9 al futuro smarriti, ma nell\u2019abbraccio della definitivit\u00e0 di Dio\u201d. L\u2019ha detto anche Papa Francesco ad Assisi, proprio oggi, ricorda l\u2019arcivescovo: il rapporto con Ges\u00f9 deve essere un rapporto vitale con la sua persona. \u201cDobbiamo &#8211; spiega Scola citando il pontefice &#8211; lasciarci guardare da Lui crocifisso. Una croce il cui messaggio finale \u00e8 l\u2019amore, la vita donata\u201d.<\/p>\n<p>\t\u00c8 il collegamento con la \u201cseconda navata\u201d: la magnanimit\u00e0 del Signore. Lascia crescere insieme il seme e la zizzania. Un atto \u201cdi grande realismo\u201d, commenta il cardinale. E se \u201csenza il dolore del peccato non possiamo risorgere\u201d, dobbiamo riconoscere che al massimo proviamo \u201cun senso di colpa, ma non vero dolore\u201d. E allora, completa il pensiero Scola, \u201clasciamoli crescere insieme, il male e il bene. Non perch\u00e9 non vogliamo evitare il male, ma perch\u00e9 riconosciamo che la nostra fragilit\u00e0 ha solo la possibilit\u00e0 della mendicanza, della supplica a Dio\u201d. Un seminatore \u201cdalla mano larga, che ci accompagna tenendoci una mano sotto al mento\u201d.<\/p>\n<p>\tLa \u201cterza navata \u00e8 profondamente ispirata da un verso di Madeleine Delbrel: \u201cNon pu\u00f2 non andare colui che possiede il tuo Spirito, Signore\u201d.&nbsp;<br \/>\tNoi immaginiamo, sostiene Scola, \u201cche per andare serva organizzare le strade, le strutture, le tappe. Ci chiediamo come costruire e come organizzare\u201d. Madeleine Delbrel ci dice \u201cche la tua via \u00e8 semplicemente la vita. Devi andare sulla strada della tua vita, preziosa perch\u00e9 solo tua\u201d, commenta il cardinale. Appena prima di chiedere \u201cla grazia di questa semplicit\u00e0 che non \u00e8 il disimpegno. Le tante belle cose organizzate da parrocchie, associazioni, movimenti, sono utili ma solo se rappresentano l\u2019espressione del tuo andare nella tua vita\u201d.<\/p>\n<p>\tConcludendo l\u2019articolata riflessione, l\u2019arcivescovo di Milano chiede ai ragazzi che riprendano, personalmente e comunitariamente, i temi della veglia. E che verifichino la propria vita secondo tre ambiti: gli affetti, il lavoro e il riposo. \u201cIl primo, in particolare, deve stimolarci a chiedere se vogliamo davvero imparare ad amare. Amare come se fosse l\u2019unico e ultimo istante, vale a dire amare per l\u2019eternit\u00e0. Per sempre\u201d.<\/p>\n<p>\tIl lavoro, che per tanti \u00e8 un problema. \u201cSiete provati su questo punto &#8211; riconosce Scola -, \u00e8 una gravissima responsabilit\u00e0 che portiamo noi delle generazioni che vi precedono: avervi tolto questo elemento della quotidianit\u00e0\u201d. Il suggerimento dell\u2019arcivescovo \u00e8 chiedere al Signore di \u201caiutarci a capire che nel lavoro realizziamo l\u2019offerta di noi stessi. L\u00ec si d\u00e0 la vita, \u00e8 la via in cui si comunica Ges\u00f9\u201d.<\/p>\n<p>\tIl riposo, infine, \u201c\u00e8 ri-trovarsi. Crea equilibrio tra gli affetti e il lavoro\u201d.<br \/>\tLa conclusione dell\u2019omelia \u00e8 un inno alla vitalit\u00e0 dei giovani. \u201cAvete davanti l\u2019avventura bella e buona della vita &#8211; afferma il cardinale &#8211; che dipende per\u00f2 dal gioco della vostra libert\u00e0. Mendicate la prospettiva di amare in modo giusto, lavorare rettamente, vivere il riposo in maniera sana\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una veglia che \u201c\u00e8 come una cattedrale\u201d. Cos\u00ec il cardinale Angelo Scola ha definito la Redditio symboli, che anche quest\u2019anno ha chiamato i 18-19enni della diocesi a riempire le navate del duomo di Milano. La parabola del grano e della zizzania, icona dell\u2019anno pastorale, ha costituito l\u2019asse portante della serata. Ma fin dal principio non [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":9958,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":""},"categories":[],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3454"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3454"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3454\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7035,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3454\/revisions\/7035"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9958"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3454"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3454"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}