{"id":32748,"date":"2018-11-03T14:16:28","date_gmt":"2018-11-03T13:12:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=32748"},"modified":"2018-11-03T14:16:28","modified_gmt":"2018-11-03T13:16:28","slug":"i-santi-delloratorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-e-ragazzi\/i-santi-delloratorio-32748.html","title":{"rendered":"I santi dell&#8217;oratorio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Esistono i santi dell\u2019oratorio?<\/strong> \u00c8 davvero bella la tradizione che assegna ogni oratorio ad un santo. Sarebbe interessante individuare il santo pi\u00f9 diffuso. Che ha pi\u00f9 <em>audience<\/em> tra gli oratori. San Luigi o don Bosco? Sant\u2019Agnese o san Giuseppe?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi sono divertito a rintracciare una specie di <strong>spiritualit\u00e0 dell\u2019oratorio a partire dai santi<\/strong> che hanno amato, vissuto e creato l\u2019oratorio nei secoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019oratorio che viviamo oggi \u00e8 in un certo senso in debito verso ciascuno di essi. Attenzione per\u00f2: <strong>molti padri e madri dell\u2019oratorio sono perlopi\u00f9 sconosciuti.<\/strong> In effetti, \u00e8 andata proprio cos\u00ec. Ci sono i grandi santi e accanto a loro, e a volte anche prima di loro, c\u2019\u00e8 la gente comune.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per fare un oratorio ci vuole la gente comune.<\/strong> Tanta gente, che si mette insieme, che si coinvolge, che sceglie il bene e lo pratica. Come <em>Giuseppe Figino<\/em>, un barbiere della Milano di inizio 800, che non amava molto vedere i ragazzi del quartiere giocare per le strade nell\u2019indifferenza generale, e decide di accoglierli nel suo cortile, per farli giocare al sicuro. E poi, nelle pause tra un gioco e l\u2019altro, li faceva cantare e pregare. In realt\u00e0, \u00e8 proprio cos\u00ec: ad un oratorio che si rispetti non pu\u00f2 mancare un cortile, e chi lo apre, lo pulisce e poi lo chiude. Un oratorio che vuole essere tale, deve avere <strong>un cuore che accoglie.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per fare un oratorio ci vuole inquietudine.<\/strong> Proprio come quella del giovane prete <em>don Giovanni Bosco.<\/em> Le biografie pi\u00f9 accreditate raccontano di un don Bosco impegnato a capire come spendere la sua vocazione e a tentare qualche esperienza educativa, gi\u00e0 abituale nella Torino di allora. Si racconta ancora che don Bosco affidava volentieri le sue domande e dubbi al suo direttore spirituale e ad altri amici fidati. Per cui, pian piano, riusc\u00ec ad intuire la strada. Ad indicare la rotta furono gli incontri: con i ragazzi delle carceri, con i troppo piccoli e gi\u00e0 troppo sfruttati manovali dello sviluppo industriale torinese. Il suo cuore inquieto si lasci\u00f2 colpire, provocare e ferire da tutto questo. E cos\u00ec, un oratorio, se vuole essere tale, deve avere <strong>un cuore inquieto.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per fare un oratorio ci vuole la gioia.<\/strong> Sempre parlando di cuore, sappiamo che <em>san Filippo Neri<\/em> ha un cuore speciale: cos\u00ec pieno di fede, gioia di Dio e Spirito Santo, da non starci pi\u00f9 dentro. Quasi da scoppiare. Un cuore cos\u00ec grande che \u2013 secondo gli studiosi pi\u00f9 seri \u2013 gli ha dilatato il torace di qualche millimetro. Uno cos\u00ec non passa inosservato. San Filippo non cercava successo e pubblico. Ma, a Roma, dopo un po\u2019, tutti lo cercavano. Perch\u00e9 siamo tutti affamati di gioia, e non ci rassegniamo finch\u00e8 non la troviamo. A pensarci bene, un oratorio, se vuole essere tale, deve avere <strong>un cuore dilatato dalla gioia.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per fare un oratorio ci vuole lo Spirito.<\/strong> Il giovane <em>Carlo Borromeo<\/em> aveva il destino segnato: un posto d\u2019onore nella Chiesa, diventare Cardinale, e forse anche Papa. Non lo vorremmo dire, ma il cuore del futuro san Carlo, era anche un po\u2019 disobbediente, non perfettamente in linea con i progetti di chi aveva gi\u00e0 pianificato la sua vita. Il giovane Carlo si lascia prendere dal Vangelo. Non gli basta il titolo d\u2019onore. Vuole essere veramente di Ges\u00f9. Cos\u00ec, diventato Vescovo di Milano, ci mette tutta l\u2019anima e l\u2019energia che ha per curare la grande famiglia della nostra Diocesi. Non tutti sanno che san Carlo ha dato un grande impulso alla cura dei ragazzi e dei giovani nelle parrocchie: ha iniziato ad organizzare il catechismo, ha formato gli educatori, i catechisti e i preti, perch\u00e9 tutti i ragazzi avessero la possibilit\u00e0 di conoscere bene Ges\u00f9. E infatti, un oratorio, che vuole rispettare la sua missione, annuncia a tutti i ragazzi il Vangelo di Ges\u00f9. Un oratorio che vuole essere tale, deve avere <strong>un cuore che annuncia.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per fare un oratorio ci vuole intuito e profezia.<\/strong> Con il <em>beato Cardinale Ferrari<\/em>, l\u2019oratorio diventa virale. Da Vescovo di Milano decide che in ogni parrocchia deve esserci un oratorio. In un battibaleno tutti si mettono all\u2019opera. E da pochi che erano, gli oratori non si contano pi\u00f9. E cos\u00ec, tutti i ragazzi hanno un cortile dove giocare, pregare, crescere e diventare amici. In effetti, gli oratori sono proprio dappertutto e tutti ci possono andare. Frequentare l\u2019oratorio non \u00e8 difficile. \u00c8 a portata di mano. Perch\u00e9 Dio \u00e8 cos\u00ec: ti cerca dove sei, ti viene incontro, a casa tua. Un oratorio che vuole essere tale, deve avere <strong>un cuore missionario.<\/strong><\/p>\n<p>\n <strong>Ecco i santi dell\u2019oratorio!<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono i santi dell\u2019oratorio? \u00c8 davvero bella la tradizione che assegna ogni oratorio ad un santo. Sarebbe interessante individuare il santo pi\u00f9 diffuso. Che ha pi\u00f9 audience tra gli oratori. San Luigi o don Bosco? 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