{"id":31789,"date":"2018-09-29T17:40:02","date_gmt":"2018-09-29T15:05:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=31789"},"modified":"2018-09-29T17:40:02","modified_gmt":"2018-09-29T15:40:02","slug":"icona-evangelica-lc-10-1-11-16-20","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/chi-siamo\/settore-per-la-pastorale-giovanile-fondazione-oratori-milanesi\/icona-evangelica-lc-10-1-11-16-20-31789.html","title":{"rendered":"Icona evangelica: Lc 10, 1-11. 16-20"},"content":{"rendered":"<h4><em>Dopo questi fatti il Signore design\u00f2 altri settantadue e li invi\u00f2 a due a due davanti a s\u00e9 in ogni citt\u00e0 e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: \u00abLa messe \u00e8 abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perch\u00e9 mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, n\u00e9 sacca, n\u00e9 sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: \u201cPace a questa casa!\u201d. Se vi sar\u00e0 un figlio della pace, la vostra pace scender\u00e0 su di lui, altrimenti ritorner\u00e0 su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perch\u00e9 chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all\u2019altra. Quando entrerete in una citt\u00e0 e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sar\u00e0 offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: \u201c\u00c8 vicino a voi il regno di Dio\u201d. Ma quando entrerete in una citt\u00e0 e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: \u201cAnche la polvere della vostra citt\u00e0, che si \u00e8 attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate per\u00f2 che il regno di Dio \u00e8 vicino\u201d. <\/em><em>[\u2026] <\/em><em>Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato\u00bb. <\/em><\/p>\n<p> <em>I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: \u00abSignore, anche i dem\u00f2ni si sottomettono a noi nel tuo nome\u00bb. Egli disse loro: \u00abVedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potr\u00e0 danneggiarvi. Non rallegratevi per\u00f2 perch\u00e9 i dem\u00f2ni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perch\u00e9 i vostri nomi sono scritti nei cieli\u00bb. <\/p>\n<p>\n <\/em><\/h4>\n<p><strong><\/p>\n<p> <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019icona biblica scelta per l\u2019anno oratoriano ci mette sulla strada.<\/strong> Sono le strade percorse dai 72 discepoli che Ges\u00f9 ha inviato. Erano strade forse gi\u00e0 note, perch\u00e9 Ges\u00f9 ne ha percorse molte e verosimilmente i suoi discepoli lo avevano seguito nel <em>suo<\/em> percorrere la Palestina. Ora per\u00f2 toccava ai discepoli imitare il maestro mettendosi <em>per via<\/em>. Da subito precisiamo che l\u2019interesse di questa icona biblica non \u00e8 tanto la missione, l\u2019annuncio, quanto <strong>l\u2019andare, l\u2019essere per via, il disporsi in un situazione di pellegrinaggio.<\/strong> Per citare lo slogan di quest\u2019anno oratoriano, ci sta a cuore l\u2019essere in <em>VIA COS\u00cc<\/em>!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Ges\u00f9 \u00e8 in cammino<\/h3>\n<p>L\u2019evangelista lega l\u2019invio dei 72 all\u2019episodio immediatamente precedente (\u00abDopo questi fatti\u00bb: v. 1). Che cosa era successo? Luca racconta in 9,51 che Ges\u00f9 aveva preso la decisione di <strong>intraprendere il suo viaggio a Gerusalemme<\/strong>, dove avrebbe concluso la sua vita morendo sulla croce. <strong>Ges\u00f9 stesso quindi \u00e8 in cammino, sta compiendo un pellegrinaggio. <\/strong>Ges\u00f9 \u00e8 consapevole che non si tratta di un pellegrinaggio simile agli altri, vissuti per commemorare e rivivere la pasqua ebraica. Nella gloriosa apparizione sul monte Tabor, nell\u2019episodio della trasfigurazione, intrattenendosi con Mos\u00e8 ed Elia egli aveva parlato \u00abdel suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme\u00bb. La parola \u201cesodo\u201d dice di un uscire, che avr\u00e0 la forma \u2013 lo sappiamo bene \u2013 del donare la vita sulla croce.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque in questo contesto che Ges\u00f9 prende l\u2019iniziativa di inviare i sui discepoli \u00aba due a due davanti a s\u00e9\u00bb. Egli forse pensa anche a chi lascer\u00e0 sulla terra dopo la sua risurrezione e ascensione al cielo, pensa al \u201cdopo di lui\u201d. Egli che \u00e8 \u201cinviato del Padre\u201d, invia a sua volta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I 72 sono chiaramente invitati <em>da<\/em> Ges\u00f9 e <em>per<\/em> Lui, per preparare la sua venuta. I 72 vanno sapendo che Ges\u00f9 arriver\u00e0, che sta arrivando.<\/strong> Un\u2019interpretazione accreditata legge il numero 72 come il numero complessivo dei popoli della terra (secondo l\u2019elenco riportato da <em>Genesi<\/em> 10, nella traduzione greca): <strong>l\u2019invio riguarda tutte le persone del mondo<\/strong> e coinvolge tutte le persone del mondo. Si realizza il grande progetto di Dio, quello di coinvolgere tutte le genti nell\u2019annunciare a tutti il Vangelo del regno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Cammino \u00e8 preghiera<\/h3>\n<p>Ges\u00f9 constata che sono pochi gli operai che possono lavorare il \u201ccampo che \u00e8 il mondo\u201d. Esorta i discepoli a pregare il \u201cpadrone della messe\u201d, cio\u00e8 il Padre, che invii operai nella sua messe. Perch\u00e9 Ges\u00f9 coinvolge nella sua preghiera gli inviati? Forse vuole aiutarli a non pensarsi come gli <em>unici<\/em> missionari, depositari esclusivi del comando di andare.<\/p>\n<p><strong>Subito dopo aver invitato a pregare, Ges\u00f9 li invia.<\/strong> La consapevolezza del deficit (di operai) non genera n\u00e9 paura n\u00e9 paralisi, ma sollecita il mettersi in cammino. <strong>Sembra quasi che l\u2019andare stesso sia il modo di pregare<\/strong>, ci\u00f2 che permette di sperimentare l\u2019operare di Dio nella storia. Quando preghiamo infatti non siamo mai noi a suggerire a Dio che cosa deve fare (lo sa bene lui!); al contrario il nostro pregare \u00e8 metterci in sintonia coi desideri di Dio, per poter comprendere che cosa ci chieda e ottenere il coraggio di attuarlo. L\u2019andare dei 72 diventa per loro e per chi li accoglier\u00e0 la modalit\u00e0 per scoprire e accogliere il disegno benevolo di Dio sull\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Lo stile del cammino<\/h3>\n<p>Ges\u00f9 per\u00f2 aggiunge parole molto precise e chiare: \u00abNon portate borsa, n\u00e9 sacca, n\u00e9 sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada\u00bb. <strong>L\u2019andare comandato da Ges\u00f9 ha uno stile<\/strong> particolarissimo. Impone una precariet\u00e0 e di non poter fare affidamento su nessuna \u201cricchezza\u201d. <strong>L\u2019inviato deve dipendere da chi lo accoglier\u00e0.<\/strong> Ges\u00f9 non si limita a mandare, ma manda <em>VIA COS\u00cc<\/em>. Sono possibili altri stili di invio che tradiscono il desiderio e l\u2019intento di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ges\u00f9 sembra privilegiare <strong>l\u2019intimit\u00e0 della casa<\/strong> all\u2019anonimato della strada: in questo senso si pu\u00f2 intendere l\u2019ordine di non salutare nessuno per strada, ma di cercare qualcuno che accolga nella propria casa. Agli occhi di Ges\u00f9, non sembra contare quante persone si raggiungono, conta piuttosto l\u2019esperienza fatta. Quando si incontra \u201cun figlio della pace\u201d, ovvero un uomo disposto ad accogliere il mistero di Dio, Ges\u00f9 afferma che \u00abLa vostra pace scender\u00e0 su di lui\u00bb. L\u2019incontro con gli altri genera una gioiosa scoperta: <strong>gli inviati possiedono la pace<\/strong> (Ges\u00f9 dice la \u201c<em>vostra<\/em> pace\u201d), che possono donare a chi la sa accogliere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le indicazioni di Ges\u00f9 ai 72 entrano anche nei dettagli minuti: \u00abMangiate quello che vi sar\u00e0 offerto\u00bb. <strong>Gli inviati vivono di grande accoglienza: non hanno gusti propri e non hanno preclusioni all\u2019incontro. Tutto per loro \u00e8 buono e \u201cpuro\u201d<\/strong>. Quest\u2019ultima indicazione ha una notevole risonanza per la nostra Chiesa in cammino sinodale per scoprirsi sempre pi\u00f9 Chiesa dalle genti: pensiamo a quanto la cucina possa creare comunione, conoscenza e fraternit\u00e0 tra le popolazioni che vengono da paesi differenti, contribuendo in termini molto concreti ad abbattere le barriere innalzate da pregiudizi e non conoscenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Oltre al saluto, l\u2019altro gesto \u201ccomandato\u201d dal Signore a favore degli altri \u00e8 la guarigione<\/strong>: \u00abGuarite i malati\u00bb. L\u2019annuncio esplicito (\u00ab\u00c8 vicino a voi il regno di Dio\u00bb) \u00e8 conseguenza di un gesto di prossimit\u00e0 molto particolare, ai malati. La vicinanza ai piccoli e ai poveri appare come l\u2019autentica cartina di tornasole che garantisce la fedelt\u00e0 dei gesti ecclesiali all\u2019intenzione di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La gioia del ritorno<\/h3>\n<p>Al termine della loro missione, di cui san Luca non racconta nulla, <strong>i 72 tornano pieni di gioia.<\/strong> Pare che la missione abbia avuto \u201csuccesso\u201d, anzitutto perch\u00e9 gli inviati stessi sono nella gioia. Nel vangelo di Luca la gioia \u00e8 il sentimento che accompagna la nascita di Giovanni Battista e soprattutto di Ges\u00f9 (\u00abVi annuncio una grande gioia: \u00e8 nato per voi un salvatore\u2026\u00bb: 2,10). La gioia \u00e8 l\u2019irrompere di Dio nella storia degli uomini. Gli inviati credevano che la ragione di questa gioia fosse l\u2019essere riusciti a scacciare i dem\u00f2ni nel \u201cnome <em>di Ges\u00f9<\/em>\u201d, ma in realt\u00e0 <strong>Ges\u00f9 educa il loro sguardo\u2026 <\/strong><\/p>\n<p>Ai discepoli preoccupati di aver valorizzato bene il potere connesso al \u201cnome di Ges\u00f9\u201d, il Maestro insegna che <strong>la vera ragione della gioia e della pace \u00e8 che i <em>loro<\/em> nomi sono custoditi da Dio:<\/strong> \u00abRallegratevi perch\u00e9 i vostri nomi sono scritti nei cieli\u00bb. La missione apre agli inviati la possibilit\u00e0 di scoprire che la loro vita \u00e8 custodita nel cielo. Scoprono che la ragione della loro gioia e della loro pace non sono i propri successi (pastorali), bens\u00ec l\u2019amore di Dio Padre che li precede.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/p>\n<p>\n <\/em><\/p>\n<p><strong><em>Ges\u00f9, che \u00e8 pellegrino verso Gerusalemme, vuole anche i suoi discepoli pellegrini per il mondo. Non affida loro un messaggio verbale, ma uno stile di prossimit\u00e0 e vicinanza, reso quasi obbligato dal divieto di portare nulla con s\u00e9. L\u2019incontro generato da questo invio fa scaturire la gioia (in chi \u00e8 inviato) e la pace (di chi accoglie), ma soprattutto permette di sperimentare che i nomi (simbolo dell\u2019identit\u00e0 complessiva della persona) sono scritti e custoditi nei cieli (simbolo del cuore di Dio).<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo questi fatti il Signore design\u00f2 altri settantadue e li invi\u00f2 a due a due davanti a s\u00e9 in ogni citt\u00e0 e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: \u00abLa messe \u00e8 abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perch\u00e9 mandi operai nella sua messe! 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