{"id":311609,"date":"2023-11-30T12:35:51","date_gmt":"2023-11-30T11:15:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=311609"},"modified":"2023-12-01T16:23:20","modified_gmt":"2023-12-01T15:23:20","slug":"la-gioia-improvvisa-un-dono-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/giovani\/la-gioia-improvvisa-un-dono-di-dio-311609.html","title":{"rendered":"La gioia improvvisa: &#8220;Un dono di Dio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Andando via di l\u00e0, Ges\u00f9 vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: \u201cSeguimi\u201d. Ed egli si alz\u00f2 e lo segu\u00ec. (Mt 9,9)<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Sono meno di 30 parole e con queste poche parole, se ci pensiamo, Matteo, scrivendo questo, descrive il momento pi\u00f9 importante della sua vita.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuando parliamo di noi stessi, a volte, ci sembra di stare parlando dell\u2019argomento pi\u00f9 interessante della storia\u00bb. Ci accompagna, nella meditazione (di cui condividiamo alcune riflessioni) della terza sera degli Esercizi spirituali d\u2019Avvento nella Zona pastorale VII, nella chiesa di San Carlo Borromeo a Sesto San Giovanni, don Davide Caldirola. <br \/>\n<strong>Quanto stridono, queste poche parole del Vangelo di Matteo, con l\u2019abitudine, nostra, giusto o sbagliato che sia &#8211; ma sempre pi\u00f9 pervasiva -, quando parliamo di noi stessi, di far sapere tutto, il minimo spostamento, ogni cosa che facciamo\u2026 tra post, foto ecc., quante parole diciamo su di noi!<\/strong> <strong>In realt\u00e0, per fortuna che impariamo anche a raccontarci!<\/strong> \u00abMa, qualche volta, che bello avere la capacit\u00e0 di usarne anche meno di parole, di parlarci meno addosso: magari di far crescere la capacit\u00e0 di ascoltare anche l\u2019altro, che ha qualcosa da raccontare, insegnarci\u00bb. <br \/>\nPensiamo: quante cose avete imparato gi\u00e0 nella vita e quante avete insegnato? <br \/>\n\u00abSono di pi\u00f9 quelle che abbiamo imparato di quelle insegnate, nella vita\u00bb. <br \/>\n<strong>Ci vuole anche il silenzio di chi ascolta.<\/strong><\/p>\n<p>Nel Vangelo di Matteo scopriamo questo discepolo chiamato da solo, gli altri erano chiamati \u201ca coppia\u201d. Viveva di un mestiere che gi\u00e0 evidenzia una certa solitudine di questo personaggio (non aveva, accanto, una comunit\u00e0 che pregava per la sua vocazione, al contrario dei sacerdoti, consacrate ed educatori, insieme ai giovani anche in queste serate di Esercizi): \u00abgli esattori delle tasse erano \u201ccarogne\u201d, prendevano soldi dai romani, che comandavano, all\u2019epoca di Ges\u00f9, con un potere oppressivo, e sui soldi ci facevano pure la cresta, arricchendosi sulla pelle dei poveri. Quanti amici pu\u00f2 avere uno cos\u00ec?\u00bb. Pochi, <strong>forse Matteo era un uomo solo.<\/strong> <br \/>\nGes\u00f9 stava formando una piccola comunit\u00e0 e c\u2019era molta attesa per la scelta del quinto: \u00abun particolare importante, stabiliva il numero minimo per una piccola comunit\u00e0 guidata da un maestro\u00bb. <strong>Matteo era un \u201coutsider\u201d, era una scommessa difficile, chi mai avesse osato puntare su di lui avrebbe stravinto, altri erano sicuramente \u201cpi\u00f9 gettonati\u201d: \u00abVuol dire che il nostro Signore Ges\u00f9 se ne infischia di quelli gettonati. Perch\u00e9 ha scelto me, cosa aveva in mente quando gli \u00e8 \u201cvenuto da scegliermi\u201d? Le scelte di Dio non avvengono secondo criteri umani &#8211; bello, intelligente\u2026 -: i suoi criteri di chiamata non corrispondono alle nostre attese\u00bb.<\/strong> <br \/>\n<strong>\u00abGes\u00f9 vide un uomo\u00bb:<\/strong> la prima cosa che Matteo dice di stesso \u00e8 \u201cun uomo\u201d. \u00abNon si identifica con il suo mestiere &#8211; riflette don Davide &#8211; alle volte capita anche a un medico, per la fretta, di chiamare un malato con il nome della sua malattia. Rischiamo di dimenticare che una persona non \u00e8 la sua malattia, il suo peccato: un uomo. Quante volte ci scatta invece l\u2019idea, nella nostra vita, di vedere gli altri con l\u2019etichetta che gli abbiamo \u201cpiazzato addosso\u201d: guardiamoci negli occhi come \u201cessere umani\u201d\u00bb. Forse \u00e8 la prima volta che Matteo si sente visto come un uomo. <strong>\u00abGes\u00f9 vede oltre la polvere, la cenere della vita, una vita magari piena di soldi ma disgraziata: vede un uomo, con le sue fragilit\u00e0, ma soprattutto con le sue potenzialit\u00e0, con quello di buono e di bello che ancora non \u00e8 riuscito ad esprimere\u00bb. Un uomo chiamato Matteo.<\/strong> <br \/>\nCon una sinossi degli altri Vangeli, noteremmo la differenza nella \u201cchiamata di Matteo\u201d nel nome, Marco e Luca parlano della \u201cchiamata di Levi\u201d, in riferimento alle trib\u00f9 di Israele; i leviti si occupavano di tutto ci\u00f2 che riguardava il tempio, erano uomini osservanti. <br \/>\n<strong>Cosa significa il nostro nome? Cercalo, se ancora non lo hai fatto.<\/strong><br \/>\n<strong>\u00abMatteo, come Mattia, vuol dire \u201cdono di Dio\u201d. Ancora pi\u00f9 importante \u00e8 scoprire che tu sei un uomo e, al di l\u00e0 del servizio che sai fare o non sai fare, del tempio che frequenti o meno, \u201csei un dono di Dio\u201d\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Matteo \u00e8 seduto.<\/strong> Anche questo \u00e8 interessante: pensiamo a cosa significa un letto, luogo del riposo atteso dopo una lunga giornata di lavoro e fatica, ma anche \u201cluogo della dannazione\u201d da cui non ti puoi schiodare in caso di paralisi e malattia. \u00abPer Matteo quello sgabello \u00e8 il luogo della sua dannazione, appena si alza da dove \u00e8 seduto a tirar su i soldi qualcuno pu\u00f2 fregarlo. Ci sono modi diversi di stare seduti\u00bb: quello sul divano, con amici, mangiando una pizza, la sedia di una festa in oratorio o altrove e quel seduti che a un certo punto non riesci pi\u00f9 ad alzarti, sei incapace di muoverti. <strong>Come il paralitico, a cui Ges\u00f9 dice \u201cAlzati\u201d e lui si alz\u00f2, ritrovando coraggio e dignit\u00e0. Per tornare sui suoi passi, la voglia persino di fare festa, di fare un banchetto. <br \/>\n\u00abLa prima cosa che il Signore fa quando ti dice \u201cSeguimi\u201d non \u00e8 \u201cmettiti a lavorare&#8221;, non \u00e8 &#8220;devi fare questo o quest\u2019altro&#8221;, ma la prima cosa che fa quando ha incontrato Ges\u00f9, si mette a tavola a mangiare.<\/strong> <strong>Pensiamo sempre che quando incontriamo Ges\u00f9 lui possa \u201cportarci via qualcosa\u201d&#8230; e se invece ci volesse regalare qualcosa?<\/strong> E se ti dicesse: adesso che mi hai incontrato, comincia a fare festa, organizza un banchetto, invita i tuoi amici, non star l\u00ec a vedere se sono buoni o cattivi, tu invitali\u00bb. <br \/>\n<strong>Alzati e fai spazio, allora, non essere tenacemente attaccato a quello sgabello che potrebbe essere &#8220;dannazione&#8221;.<\/strong> <strong>E quest\u2019uomo, finalmente, diventa tale, un essere umano, che, da solo com&#8217;era, diventa un uomo che ha una casa accogliente, dove tutti cominciano a volergli, improvvisamente, bene<\/strong> (pensiamo anche alla difficolt\u00e0 ad essere amici). <br \/>\n<strong>Matteo racconta il momento originario della sua vita come un momento di grazia, un dono non meritato.<br \/>\n<\/strong><br \/>\nDon Davide, a questo punto, cita un episodio di 30 anni fa, quando, negli anni \u201890, imperversava la guerra civile nell\u2019area balcanica ed era stato a portare i viveri, con i furgoni, insieme ad altri volontari. Mentre consegnava i viveri a donne e bambini, un uomo che era con lui piangeva. Si chiedeva: perch\u00e9 a me? Perch\u00e9 sono io da questa parte, a dare qualcosa, e non dall\u2019altra? Perch\u00e9 sono io che posso dare, oggi, e non prendere, che non ha niente? <br \/>\n<strong>Tante volte, quando ci capita qualcosa di male nella vita, ci chiediamo: perch\u00e9 a me?<\/strong><br \/>\n<strong>Magari possiamo chiederlo anche dall\u2019altra parte \u201cperch\u00e9 a me\u201d, quando ci capita qualcosa di inaspettato, che ci cambia la vita: cosa ho fatto per meritarmi un incontro cos\u00ec, un affetto cos\u00ec, una chiamata cos\u00ec, un amore cos\u00ec? Guarda che bello mi \u00e8 capitato\u2026<\/strong><br \/>\n<strong>La gioia:<\/strong> c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che vuole ammazzare la gioia dell\u2019altro, che non \u00e8 capace di gioire. Non dobbiamo essere sciocchi come chi ridacchia sempre, far finta di essere sempre gioiosi, abbiamo bisogno di ritrovare davvero la gioia. <strong>Saremmo pi\u00f9 credibili come cristiani se ci vedessero contenti, con la gioia nel cuore. La gioia ha un contagio buono, e anche solo gioendo cos\u00ec facciamo un servizio agli altri, a noi stessi, al mondo.<\/strong><\/p>\n<p>Qualche suggerimento, per continuare questo tempo di Avvento, ringraziandoci del cammino fatto, al termine di queste serate di Esercizi spirituali, che si concludono con il dono del Vangelo di Matteo a tutti i giovani: <strong>chiudi gli occhi e ricorda un momento della vita, quello che secondo te un po\u2019 ti ha cambiato, che puoi segnare sul calendario, per dire che l\u00ec s\u00ec, \u201cc\u2019eravamo\u201d, ringrazia e chiediti \u201cperch\u00e9 a me\u201d.<\/strong><br \/>\n<strong>Prega anche per chiedere il dono della gioia, in questi giorni difficili. &#8220;Signore, ti consegno quello che sono, mi piacerebbe essere a mio modo, per quello che posso, testimone della gioia&#8221;.<\/strong><br \/>\n<strong>Continuiamo a pregare per la nostra Chiesa, le nostre comunit\u00e0, i nostri oratori, perch\u00e9 non siano come i farisei comunit\u00e0 rigide, poco fantasiose, ma simpatiche, aperte, liete, dove possa essere trasparente la bellezza del dono della chiamata di Dio.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andando via di l\u00e0, Ges\u00f9 vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: \u201cSeguimi\u201d. 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