{"id":31131,"date":"2018-08-30T18:33:56","date_gmt":"2018-08-30T14:50:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=31131"},"modified":"2018-08-30T18:33:56","modified_gmt":"2018-08-30T16:33:56","slug":"loratorio-che-dice-via-cosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-e-ragazzi\/loratorio-che-dice-via-cosi-31131.html","title":{"rendered":"L&#8217;oratorio che dice VIA COS\u00cc"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019oratorio che dice VIA COS\u00cc<\/strong>, \u00e8 un oratorio che sta con Ges\u00f9 e lo ascolta. Ges\u00f9 ha deciso di mettersi per la strada. Abitare la strada. Incontrare per la strada. Gli incontri casuali diventano provvidenziali. L\u2019oratorio ascolta questa voce di Ges\u00f9 e questo gli impedisce di chiudersi in se stesso. Di pensare solo a s\u00e9. Esistono oratori malati di narcisismo e altri di depressione. Il narcisismo \u00e8 l\u2019attenzione esagerata e compiaciuta a s\u00e9. Alle proprie attivit\u00e0. Ai propri numeri. Alla propria forza. Si rischia di confondersi con la realt\u00e0. Di pensare di essere la realt\u00e0. E si perde cos\u00ec il contatto con la realt\u00e0. Depressi sono gli oratori dove, al contrario, tutti i problemi sono amplificati, tutti i mali del mondo sono rivolti contro la loro pochezza e precariet\u00e0. Il mondo diventa ostile, i ragazzi introvabili e intrattabili. I problemi insormontabili. L\u2019oratorio narciso e l\u2019oratorio depresso non riescono ad ascoltare la voce di Ges\u00f9, che vuole partire e cerca compagni di viaggio. L\u2019oratorio che dice VIA COS\u00cc \u00e8 quindi <strong>l\u2019oratorio pronto a partire<\/strong>, che sa prendere l\u2019iniziativa. Dove si va? Ogni ragazzo rappresenta per l\u2019oratorio un viaggio imprevedibile. La meta sono i ragazzi. Ogni ragazzo. La strada \u00e8 l\u2019uomo (cfr. san Giovanni Paolo II, Redemptor Hominis, 1979).<\/p>\n<p><strong><\/p>\n<p> <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Oratorio che si vede mandato insieme<\/strong><\/h3>\n<p><strong>L\u2019oratorio che dice VIA COS\u00cc \u00e8 l\u2019oratorio che si sente mandato ma non da solo.<\/strong> Vede che in cammino ce ne sono altri. L\u2019oratorio allora si scopre fatto di storia, spazi e azioni. Il cammino con Ges\u00f9 in realt\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 iniziato. L\u2019oratorio si vede camminare in una storia che abita gi\u00e0 da tempo. Sarebbe bellissimo quest\u2019anno \u2013 a sostegno delle Comunit\u00e0 educanti e anche come avvio del lavoro <a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-e-ragazzi\/verso-loratorio-2020-30095.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">verso l&#8217;Oratorio 2020<\/a> \u2013 <strong>recuperare la storia di ogni oratorio<\/strong>, cos\u00ec pure gli spazi che l\u2019oratorio vive e abita e anche le azioni che ha svolto nel tempo. <\/p>\n<p> Oltre a questo, <strong>l\u2019oratorio scopre di essere un popolo che cammina<\/strong>. \u00c8 pi\u00f9 opportuno dire popolo piuttosto che gruppo, piuttosto che percorsi. Pu\u00f2 sembrare un dettaglio di poco conto. In realt\u00e0 molti oratori soffrono per la chiusura dei gruppi al loro interno. A volte la situazione diventa cos\u00ec grave che si creano veri conflitti di comunicazione. L\u2019oratorio non solo non comunica con l\u2019esterno. Ma addirittura al proprio interno. Non gruppo. Non percorso. Ma l\u2019idea di essere un popolo che cammina, senza territorio predefinito, senza esigenti condizioni di accesso, in cui tutti hanno diritto di cittadinanza in quanto riconosciuti figli. Riconosciuti figli prima e oltre la loro stessa capacit\u00e0 di riconoscersi tali. Il popolo dell\u2019oratorio vede in ciascuno un figlio di Dio. Qui ha radice la fraternit\u00e0 cristiana: non dalla benevolenza ma da una constatazione genetica, ontologica. Prima che umana, religiosa o culturale. <strong>In oratorio vogliamo aiutare i ragazzi a vedere nell\u2019altro un fratello.<\/strong> Questo significa educare alla fede cristiana. Questo, prima di ogni altro elemento. Riconoscere i sacramenti, ricordare i comandamenti, ma non saper riconoscere dignit\u00e0 fraterna a chi mi sta accanto \u2013 chiunque esso sia \u2013 non \u00e8 fede cristiana ma formazione religiosa. La vera iniziazione cristiana consiste nella conversione dello sguardo, per scoprire e riconoscere nell\u2019altro un fratello e una sorella.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 l\u2019esperienza dell\u2019oratorio. Che diventa quindi ambito immediato e naturale per tutto ci\u00f2 che da qui potr\u00e0 germogliare e fiorire. Questa \u00e8 anche la vera e straordinaria dimensione culturale dell\u2019oratorio: <strong>uno spazio umano, un contesto educativo<\/strong>, che a partire dalla condivisione della condizione umana nei suoi aspetti pi\u00f9 elementari, <strong>permette di scoprire la nostra comune destinazione di vita<\/strong>, permette di scoprirci come gente che cammina con Ges\u00f9, e camminando con Ges\u00f9 genera e diffonde amicizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ogni educatore dell\u2019oratorio<\/strong>, nel suo approccio con qualunque ragazzo, nella relazione educativa con lui, sente di dover vivere lo stesso sguardo, la stessa parola, la stessa voce, lo stesso cuore, che Ges\u00f9 stesso avrebbe con quel ragazzo. Senza questa intenzione spirituale profonda e personale, di voler dare continuit\u00e0 in s\u00e9 stessi alla capacit\u00e0 di relazione umana di Ges\u00f9, ogni relazione educativa in oratorio non avr\u00e0 durata o si tramuter\u00e0 in altro.<\/p>\n<p>Il punto di forza dell\u2019oratorio sono uomini e donne che decidono nell\u2019intimo del loro cuore di tradurre con la loro originale umanit\u00e0, quella predilezione di Ges\u00f9 verso i piccoli, che \u00e8 la quintessenza del Vangelo, e non una sua secondaria appendice. Il fuoco va tenuto acceso. E<strong> il fuoco dell\u2019oratorio \u00e8 il desiderio incontenibile di accogliere i ragazzi.<\/strong> Perch\u00e9 sappiamo che dall\u2019accogliere loro e dall\u2019essere come loro DIPENDE la nostra salvezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La spiritualit\u00e0 dell\u2019oratorio<\/strong> \u00e8 l\u2019accoglienza dei piccoli, chiunque essi siano e dovunque essi siano. Spiritualit\u00e0 dell\u2019oratorio \u00e8 cercare i piccoli e trovarli. Spiritualit\u00e0 dell\u2019oratorio \u00e8 accoglierli e accompagnarli. Per fare ci\u00f2 \u00e8 indispensabile imparare la loro lingua. Dobbiamo necessariamente conoscere il cuore dei nostri ragazzi e amarlo. Abbiamo bisogno di educatori innamorati dei ragazzi. Prima di tutto innamorati di loro. Desiderosi di stare con loro, di conoscerli, di capirli. Poi. Poi. Poi\u2026 e soltanto poi di istruirli. Dobbiamo amare i ragazzi. Amare quello che loro amano. Parlare con la loro lingua. Raccontare a loro di Ges\u00f9 con la loro lingua. Non con la nostra. Ma con la loro.<\/p>\n<p>Non a caso il Vangelo prima di essere libro \u00e8 un racconto. Un racconto vivo dentro una relazione viva e reale tra uomini che prima si devono conoscere, intendere, fidarsi reciprocamente e poi capirsi, parlarsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco quindi il vero senso <strong>dell\u2019animazione in oratorio<\/strong>. Prima che tecnica \u00e8 l\u2019<strong>arte di raccontare il Vangelo nella lingua di chi mi ascolta.<\/strong> Per questo <strong>un oratorio all\u2019avanguardia parla tante lingue. Sono i linguaggi di animazione: musica, teatro, sport, esperienze di condivisione di carit\u00e0 fraterna.<\/strong> L\u2019oratorio si d\u00e0 come obiettivo il compito di far s\u00ec che ogni ragazzo si senta a proprio agio e si senta a casa per quello che \u00e8, e che possa intendere il messaggio che gli viene rivolto. E da quello che \u00e8, esprimere i propri talenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo discorso vale ancora di pi\u00f9 per <strong>i ragazzi che provengono da altre culture<\/strong>, anche religiose. Dobbiamo strenuamente aiutare i nostri ragazzi degli oratori a immaginare e a creare un futuro di pace, in cui la diversit\u00e0 non sia occasione di conflitto ma scoperta di una integrazione reciproca. In oratorio andiamo per costruire un futuro di pace, dove la diffidenza viene superata dalla normalit\u00e0 del bene nei rapporti quotidiani, ispirati all\u2019accoglienza reciproca. Il dialogo non \u00e8 mai contrario all\u2019identit\u00e0. Anzi le permette di rinnovarsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo stesso va detto per tutti i ragazzi che rischiano di essere esclusi dalle normali attivit\u00e0 dell\u2019oratorio, perch\u00e9 malati o <strong>diversamente abili<\/strong>. L\u2019oratorio non esclude nessuno. Ma in maniera intelligente cerca e crea le condizioni per cui tutti si sentano veramente a casa.<\/p>\n<p><strong>Ecco due punti su cui lavorare: l\u2019Iniziazione cristiana, attingendo con impegno alle proposte formative del servizio diocesano per la catechesi.<\/strong> Non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile che ragazzi diversamente abili vengano apriori esclusi o allontanati dalla catechesi e dai Sacramenti.<\/p>\n<p><strong>L\u2019altro ambito \u00e8 quello sportivo<\/strong>. Il CSI da diversi anni attiva diversi progetti a sostegno dell\u2019attivit\u00e0 sportiva dei ragazzi diversamente abili. Invito i responsabili degli oratori a impegnarsi a conoscere questi progetti e nel limite del possibile a spingere le proprie Associazioni Sportive in questa direzione. Qui si vede un concreto valore aggiunto dello sport in oratorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Altro punto determinante <strong>\u00e8 la pastorale d\u2019insieme come via ordinaria della pastorale giovanile<\/strong>. Da troppo tempo ci diciamo che questi tempi ci chiedono scelte radicali. Una di queste \u00e8 senza dubbio l\u2019abbandono di una pastorale magari vincente e rassicurante, ma autoreferenziale e solitaria. L\u2019oratorio che dice VIA COS\u00cc \u00e8 l\u2019oratorio che cammina insieme agli altri oratori: nella comunit\u00e0 pastorale, nel decanato, nella diocesi.<\/p>\n<p><u><\/p>\n<p> <\/u><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Oratorio che si trova per la strada<\/strong><\/h3>\n<p><strong>L\u2019oratorio che dice VIA COS\u00cc non si chiude nel cortile ma abita la vita.<\/strong> A volte si corre il rischio che l\u2019oratorio diventi un tempo separato dalla vita dei nostri ragazzi. Si frequenta l\u2019oratorio, poi nella vita si fa altro e si va altrove, perdendo anche lo stile oratoriano. Invece, quando l\u2019oratorio funziona ci aiuta a riconoscere la bellezza della vita. Seguire Ges\u00f9 ci porta a colorare il mondo. Le strade che Ges\u00f9 percorre oggi sono la strade che conosciamo bene: \u00e8 la via dove abitiamo; la strada che facciamo per andare a scuola; la via dell\u2019oratorio \u00e8 dove andiamo a giocare; \u00e8 la strada dove abitano i nostri migliori amici; la piazza della nostra chiesa parrocchiale; a volte \u00e8 la strada difficile dei ragazzi malati in ospedale, oppure dei ragazzi che purtroppo hanno sbagliato e stanno cercando di recuperare; a volte \u00e8 la strada dove tanti ragazzi inciampano e cadono nelle varie forme di dipendenza; non di rado la strada non c\u2019\u00e8, perch\u00e9 non esiste cammino e nemmeno voglia di andare: fa soffrire sapere di tanti ragazzi con potenzialit\u00e0 straordinarie che vivono senza amici, chiusi in casa, spesso nella solitudine. Queste sono le strade. Ges\u00f9 cammina su questa via e ci coinvolge a seguirlo. Anzi, a passare prima di Lui per preparare il suo arrivo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019oratorio che dice VIA COS\u00cc, \u00e8 un oratorio che sta con Ges\u00f9 e lo ascolta. Ges\u00f9 ha deciso di mettersi per la strada. Abitare la strada. Incontrare per la strada. Gli incontri casuali diventano provvidenziali. L\u2019oratorio ascolta questa voce di Ges\u00f9 e questo gli impedisce di chiudersi in se stesso. Di pensare solo a s\u00e9. 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