{"id":113339,"date":"2023-04-03T09:36:37","date_gmt":"2023-04-03T07:39:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=113339"},"modified":"2023-05-05T16:31:40","modified_gmt":"2023-05-05T14:31:40","slug":"larcivescovo-ai-giovani-del-decanato-forlanini-romana-vittoria-senza-la-relazione-con-gesu-non-vale-la-pena-essere-cristiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/giovani\/larcivescovo-ai-giovani-del-decanato-forlanini-romana-vittoria-senza-la-relazione-con-gesu-non-vale-la-pena-essere-cristiani-113339.html","title":{"rendered":"L&#8217;Arcivescovo ai giovani del Decanato Forlanini-Romana Vittoria: &#8220;Senza la relazione con Ges\u00f9 non vale la pena essere cristiani&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Settimana scorsa, nella serata di gioved\u00ec 30 marzo 2023, \u00e8 avvenuto il penultimo incontro delle \u201cSerate Giovani e Vescovo\u201d nel contesto dell\u2019itinerario della Visita pastorale alla citt\u00e0 di Milano, che ha visto il porsi in dialogo tra l\u2019Arcivescovo Mario Delpini e i giovani dell\u2019ampio Decanato Forlanini-Romana Vittoria. Le domande preparate dai ragazzi hanno spaziato da quesiti intimi e personali a riflessioni riguardanti la realt\u00e0 attuale e la comunit\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p>Ad aprire il confronto \u00e8 una domanda precisa e curata, segno dell\u2019importanza che tale interrogativo ha per il cuore dei giovani oggi: come poter giungere alla conoscenza di se stessi, guardarsi dentro, ascoltarsi, senza rimanere sovrastati dalle emozioni che ci abitano? <strong>Come fare i conti con ci\u00f2 che siamo veramente, che ancora non ci \u00e8 chiaro?<\/strong> L\u2019Arcivescovo coglie con seriet\u00e0 e delicatezza la questione e propone tre coordinate per orientarsi nel misterioso viaggio alla scoperta di se stessi e dei propri desideri. Anzitutto, <strong>la preghiera come dialogo con il Signore<\/strong>, luogo in cui portare le proprie domande e le proprie ferite, anche i propri peccati, costituivi nella ri-conoscenza di s\u00e9 stessi, per riconciliarsi ogni volta e trovare unificazione, a partire dalla <strong>memoria di tutta la propria storia<\/strong> e delle esperienze fatte perch\u00e9, ricordate, messe a fuoco nella luce della preghiera e in dialogo con le pagine del Vangelo, possano portare ad una sapienza fino a chiarimenti su di s\u00e9 e nuovi slanci per la propria vita. Poi l\u2019ascolto dei \u201crimandi oggettivi ed esterni\u201d cio\u00e8 <strong>sguardi e parole che gli altri hanno su di me<\/strong>, le valutazioni altrui che bisogna prendere in considerazione per accoglierle o per contestarle, senza ignorarle, poich\u00e9 possono comunicare qualcosa, in cui riconoscersi o da cui prendere le distanze, e in ogni caso per volgerle alla costruzione della propria identit\u00e0, anche perch\u00e9 possono mostrare ci\u00f2 che a noi stessi sfugge o possono incoraggiare e dare quella fiducia che non riusciamo a dare a noi stessi. Infine, risulta fondamentale <strong>l\u2019accompagnamento da parte di uomini saggi e donne sagge<\/strong>, adulti che aiutino a conoscersi meglio all\u2019interno di una relazione di fiducia, affidamento, continuit\u00e0, seriet\u00e0 e affetto. Un processo lungo, un cammino, <strong>un\u2019avventura per fare verit\u00e0 su di s\u00e9<\/strong>: l\u2019invito \u00e8 quello di vivere la propria giovinezza come tempo per porsi domande e compiere scelte, ma senza frette e affanni, avendo pazienza con se stessi e con i propri limiti, avendo \u201c<strong>fiducia nel tempo che \u00e8 amico del bene<\/strong>\u201d perch\u00e9 nel tempo pu\u00f2 emergere il Bene che \u00e8 in me, fino a pienezza ed unit\u00e0. Nella speranza proposta dal Vangelo che \u201c<em>Non c&#8217;\u00e8 nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce<\/em>\u201d (Lc 8, 17). Un buon consiglio a riguardo pu\u00f2 essere anche quello che scrive R. M. Rilke in <em>Lettere ad un giovane poeta<\/em>: \u201c<em>Tu sei cos\u00ec giovane, cos\u00ec al di qua di ogni inizio, e io ti vorrei pregare quanto posso di aver pazienza verso quanto non \u00e8 ancora risolto nel tuo cuore, e tentare di avere care le domande stesse come stanze serrate e libri scritti in una lingua molto straniera. Non cercare ora risposte che non possono venirti date perch\u00e9 non le potresti vivere. E di questo si tratta: di vivere tutto. Vivi ora le domande. Forse ti avvicinerai cos\u00ec, a poco a poco, senza avvertirlo, a vivere un giorno lontano, la risposta<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Anche la comunit\u00e0 \u00e8 un luogo buono per imparare a conoscersi, confrontandosi con l\u2019altro e con <strong>i valori che nella comunit\u00e0 e nelle relazioni si trasmettono<\/strong>. In particolare, i giovani che si dedicano al servizio per i pi\u00f9 piccoli, come educatori in oratorio e guide scout, si interrogano su quali valori sono chiamati a testimoniare e trasmettere, nell\u2019ambito di un\u2019educazione cristiana. Due sono i valori fondamentali suggeriti dall\u2019Arcivescovo, che li percepisce come dimenticati oggi e dunque per i quali \u00e8 necessario avere cura: <strong>la speranza e la visione della vita come vocazione<\/strong>. Nel contesto odierno in cui la persuasione diffusa \u00e8 che \u201cle cose vanno male e domani andranno peggio\u201d, i cristiani sono coloro che possono invece \u201ctestimoniare che abbiamo delle buone ragioni per desiderare il futuro\u201d, sostenuti dalla speranza quale \u201cidea che apre alla visione della vita non come enigma opprimente, ma come promessa fertile\u201d, fondata sulla promessa di Cristo, della sua compagnia e della missione che fa della vita di ciascuno un dono: \u201c<em>Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ci\u00f2 che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo<\/em>\u201d (Mt 28, 19-20). \u00c8 la promessa di una Parola che oggi si pu\u00f2 fare carne nella vita di ciascun credente, <strong>attraverso la testimonianza concreta delle vite di chi si mette in cammino verso il proprio futuro<\/strong>, con sguardo e passo fertile e generativo, nell\u2019Amore del Padre. Da questa visione scaturisce anche l\u2019altro valore ricordato dall\u2019Arcivescovo, visione che a sua volta nutre la speranza: \u201cla concezione della vita come vocazione, cio\u00e8 la convinzione che <strong>non siamo al mondo per caso, ma perch\u00e9 qualcuno ci ha chiamati alla vita<\/strong>\u201d. I nostri genitori ci hanno generato e Dio ci chiama ad essere suoi figli. Questa \u00e8 la primaria vocazione cristiana, a volte caricata di pregiudizi. Vocazione non \u00e8 chiamata ad un destino gi\u00e0 segnato, ma <strong>chiamata ad una avventura nell\u2019Amore di Dio Padre<\/strong>. L\u2019avventura della vocazione consiste nel divenire consapevoli di ci\u00f2, del nostro essere figli amati; questo pu\u00f2 renderci anche pi\u00f9 simpatici a noi stessi, accrescere la fiducia in ci\u00f2 che sogniamo, aiutarci a riconoscerci all\u2019altezza di un amore e di una vita che chiamano alla pienezza. In definitiva, \u00e8 banale immaginarsi la vocazione come predestinazione perch\u00e9 non lascia spazio a quella libert\u00e0 accordataci da Dio; la vocazione \u00e8 la chiamata a divenire \u201cfigli nel Figlio\u201d cio\u00e8 liberi, <strong>liberi di scegliere e di scegliere di lasciar trasfigurare i propri desideri da questo Amore<\/strong>. Da l\u00ec iniziano le vocazioni: dall\u2019ascolto dei propri desideri, di ci\u00f2 che ci piace e si desidera, da verificare poi con l\u2019esperienza, con la concretezza della quotidianit\u00e0, con lo sguardo altrui; poi vedere se quei desideri possono essere cristiani cio\u00e8 <strong>se nel rispondere ad essi compio delle scelte che mi fanno amare come Ges\u00f9 comanda di amare<\/strong>. \u00c8 cos\u00ec che un desiderio diviene cristiano, diviene risposta vocazionale: quando l\u2019amore che lo muove si fa amore di dedizione ed esso viene trasfigurato e portato a compimento.<\/p>\n<p>Lo sguardo si amplia poi alla realt\u00e0 attuale: <strong>come possiamo leggere la situazione che stiamo vivendo nel mondo di oggi, tra violenze, incertezze, contraddizioni?<\/strong> Qui \u00e8 uno solo il riferimento a cui rimanda l\u2019Arcivescovo: la Bibbia, il nostro testo sacro che pu\u00f2 indicarci con quali linguaggi provare a leggere la realt\u00e0. Il primo linguaggio \u00e8 quello della <strong>profezia<\/strong>, \u201cl\u2019invettiva profetica\u201d, la parola semplice e tagliente che con coraggio contesta il male e la perversione che vede, cos\u00ec come i profeti hanno fatto nel passato, gridando e gridando ancora. Il secondo \u00e8 quello della <strong>sapienza benevola<\/strong>, contenuta nei libri sapienziali e nei Proverbi, quale anche \u201cbuonsenso spicciolo\u201d e parola ironica per cogliere sia il bene sia i difetti della condizione umana. Il terzo \u00e8 quello <strong>del canto, della lode, del salmo<\/strong>, forme di poesia, manifestazioni di gioia e gratitudine, che invitano a leggere la storia e la realt\u00e0 anche come luogo di festa, dove incontrarsi e fare comunione e comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Le visioni proposte dall\u2019Arcivescovo vengono infine racchiuse nella cornice delle parabole del <strong>Regno di Dio che viene, gi\u00e0 qui, gi\u00e0 ora<\/strong>, anche nella difficolt\u00e0 che oggi sembra esserci per crescere nella fede e chiarire la propria vocazione. Il Regno che viene \u00e8 quel seme, pi\u00f9 piccolo tra tutti, che germoglia, cresce e diviene grande albero sotto cui riposare. Il Regno che viene \u00e8 in ogni volto che incontriamo e nel quale possiamo riconoscere ogni volta un frammento del volto di Cristo e della sua vicenda, che rileva l\u2019amore del Padre. \u00c8 fondamentale dunque, alla base di tutto, <strong>il rapporto personale di ciascuno con Ges\u00f9<\/strong>, presente nel Vangelo e nell\u2019Eucarestia, negli incontri, nelle esperienze, nelle intuizioni durante la preghiera. <strong>\u201cSenza tale rapporto non vale la pena essere cristiani\u201d<\/strong>. Sotto questa luce bisogna anche vivere la celebrazione eucaristica: che sia un incontro con la Parola che parla e risuona nei momenti di silenzio, con pazienza e passione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Settimana scorsa, nella serata di gioved\u00ec 30 marzo 2023, \u00e8 avvenuto il penultimo incontro delle \u201cSerate Giovani e Vescovo\u201d nel contesto dell\u2019itinerario della Visita pastorale alla citt\u00e0 di Milano, che ha visto il porsi in dialogo tra l\u2019Arcivescovo Mario Delpini e i giovani dell\u2019ampio Decanato Forlanini-Romana Vittoria. 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