Questa estate abbiamo fatto il pieno di emozioni! E il cuore è tornato ad accelerare, trovando il ritmo giusto e motivazioni vere per cui battere! Per i nostri oratori è stata l’estate che assomigliava di più al 2019 eppure per qualcuno è stata “ancora meglio”. Abbiamo incontrato, in alcune visite agli Oratori estivi, educatori, responsabili, sacerdoti e consacrate capaci di accompagnare i più piccoli ad ascoltare le loro emozioni e ad esprimerle, volontari capaci di mettersi a servizio per quello che c’era bisogno, e poi gli animatori, il vero motore del cuore dei nostri oratori. Qualcuno dei responsabili incontrati ha provato a descriverci cosa ha significato questa estate da Batticuore.


IMG_2306

Basta appoggiare la mano sul petto per sentire il battito, regolare e continuo, del cuore.

Ma tutti noi abbiamo sperimentato come alcune volte il suo ritmo cambia, diventa irregolare, sembra rallentare o ancora aumentare improvvisamente. No, non serve un esame cardiaco: è già stato verificato ed è qualcosa di naturale eppure di potente scoprire che in questa sequenza di battiti c’entrano anche le emozioni.

Questa estate abbiamo fatto il pieno di emozioni! E il cuore è tornato ad accelerare, trovando il ritmo giusto e motivazioni vere per cui battere! Come è bello scoprirsi vivi quando il cuore chiede attenzione perché qualcosa l’ha colpito e batte più forte e sembra quasi allargarsi, per contenere la meraviglia, l’amore e la dolcezza di qualcosa che stiamo vivendo, e poi, nel pulsare ancora, sembra quasi possibile liberare, amplificare, condividere questa emozione, aiutando altri cuori, magari un po’ spenti dalla noia a e dalla tristezza, a ripartire…

Per i nostri oratori è stata l’estate che assomigliava di più al 2019 eppure per qualcuno è stata “ancora meglio”. Forse era l’attesa, l’avvicinarsi al rivivere l’emozione di giocare, pregare, vivere laboratori, gite e attività tutti insieme, ma è stato un vero Batticuore e lo è stato perché abbiamo messo nelle mani del Signore le nostre emozioni, nei giorni più belli e in quelli più faticosi, aiutandoci e supportandoci l’un l’altro, così come è nello stile che si impara nei nostri oratori.

 

Abbiamo incontrato, in alcune visite agli Oratori estivi, educatori, responsabili, sacerdoti e consacrate capaci di accompagnare i più piccoli ad ascoltare le loro emozioni e ad esprimerle, volontari capaci di mettersi a servizio per quello che c’era bisogno, e poi gli animatori, il vero motore del cuore dei nostri oratori, dare l’impulso vitale e l’entusiasmo che trascina e alimenta le emozioni più belle, allentando tensioni e aiutando e gestire le situazioni, mettendosi in gioco in prima persona per trasmettere come affrontare le paure, cantando e ballando la gioia insieme ai bambini e ragazzi! Qualcuno dei responsabili incontrati ha provato a descriverci cosa ha significato questa estate da Batticuore: forse possiamo ritrovarci nelle parole che abbiamo da loro raccolto, ma può anche essere l’occasione per tutti coloro che hanno contribuito a questa meravigliosa avventura di riflettere sulle sfumature vissute e ridonarle al Signore come “attimi di luce” da non dimenticare, perché è sempre l’amore che il mondo salverà!

 

Come ci testimonia don Riccardo Cagliani, all’Oratorio San Giuseppe di Cantù: Che estate da Batticuore! Che bello, dopo due anni di restrizioni, poter tornare ad abitare i nostri ambienti oratoriani! Nonostante tutte le storture possibili e i suoi difetti, anche questa estate è stata una piccola pagina che mostra come, pur con tutti i suoi limiti, quando serve, la Chiesa c’è. A volte, ingenuamente ottimista. Altre, ai limiti dell’anacronismo. Eppure, se non si stancherà di indicare agli uomini la via del Cielo, rimarrà utile come una fontana ai lati di una strada assolata: non potrà offrire altro che acqua fresca, a chiunque si avvicini. L’unica cosa necessaria, per chi ha sete.

 

In questa calda, torrida, estate abbiamo riscoperto, con il cuore pieno di gioia, un Gesù che come tutti noi prova emozioni, e attraverso l’ascolto della sua Parola, ci ha aiutato ad incanalarle nella nostra vita di tutti i giorni affidandoci a Lui e vivendo quei valori che il Vangelo ci ha proposto in questo Oratorio estivo – aggiunge suor Enrica Marcandalli, all’Oratorio Sacro Volto e Santa Maria alla Fontana di Milano.

 

È difficile trovare una realtà che riesca ancora ad attrarre così tanto gli adolescenti – riflette Davide Forte, coordinatore all’Oratorio Pier Giorgio Frassati di MonzaLi immaginiamo sempre irraggiungibili, così diversi nei loro linguaggi, nei modi di leggere la vita, nelle modalità così controverse di esprimere il loro posto nel mondo. Invece, in questa incredibile estate, ci hanno dimostrato che non è così: sono arrivati in tanti, diversi hanno superato con coraggio l’isolamento, la solitudine, la tentazione di scegliere la soluzione più semplice e comoda e restare da soli chiusi in casa. Alcuni si sono presentati ai nostri cancelli a estate ormai iniziata, con il passaparola dei loro compagni e amici. Hanno capito che l’esperienza dell’Oratorio estivo poteva essere per loro un’occasione di rinascita, di riscatto, un modo per trovare un senso, spendersi per gli altri per capire chi si è veramente. Sono i nostri animatori: hanno passato giornate intere su campi assolati a 40 gradi con la grande responsabilità di incontrare e regalare qualcosa di loro stessi a centinaia di bambini, non si sono fermati un minuto, hanno speso tutte le loro energie perché ci credevano. Altro che adolescenti dispersi! Ci sono ragazzi e ragazze che dopo poche settimane di Oratorio estivo tornano a casa trasformati, con una luce nuova negli occhi, con il sorriso sulle labbra di chi ha trovato una strada nuova che porta ad un nuovo sorprendente orizzonte pieno di possibilità.

 

Non posso tenere nel cuore quello che ora ho dentro – fa eco Carmen Longoni, responsabile presso l’Oratorio San Lorenzo a Trezzano sul NaviglioSono rimasta veramente commossa dai bambini che davanti al loro ultimo giorno di oratorio erano dispiaciuti e piangevano! Questo è tutto merito degli animatori. Anche se con alcune pecche e stanchezze sono stati capaci di passare la cosa più importante: la relazione di bene tra loro e i ragazzi! Per questo i bambini li porteranno sempre nel cuore! Continuiamo ad essere sempre più uomini e donne di relazioni positive!

 

L’oratorio è un luogo per scoprire di avere 1, 5, 10 talenti. Che farne? Un Batticuore di emozioni che diventano tesoro da custodire e donare – per suor Rosanna Villa, all’Oratorio San Luigi a Pozzuolo Martesana e Don Bosco a Trecella E senza saperlo ci si ritrova ad avere 2, 10, 20 talenti e una vita piena e donata!

 

L’Oratorio estivo è tornato. L’Oratorio estivo è tornato ad essere se stesso. L’Oratorio estivo è tornato a riempirsi di vita. L’Oratorio estivo 2022 dà slancio definitivo alle emozioni dell’intera comunità cristiana. Arriviamo al termine di queste settimane stanchi, ma estremamente felici e soddisfatti per l’esplosione di emozioni in cui siamo immersi – sintetizza Matteo Fuggetta, responsabile dell’Oratorio San Luigi di Vedano al Lambro Grazie a tutti bambini e ragazzi per la gioia contagiosa che li ha resi i protagonisti indiscussi di queste settimane.

Grazie a tutti i volontari per la loro costanza nell’impegnarsi in tutti quei servizi essenziali di segreteria, della mensa, della portineria, del bar, dei laboratori, dell’infermeria che sostengono ogni giornata in oratorio.

Grazie ai responsabili e soprattutto agli animatori, che con le loro forti scelte di amore per la comunità sono stati instancabili testimoni di quell’amore autentico che viene da Dio, di quel desiderio di gioia che li lega in modo inossidabile ai ragazzi, di quella splendida capacità di mettersi in gioco fino all’ultima goccia di energia. Quante emozioni uniche e pazzesche vissute questa estate, la meraviglia di essere testimoni del Signore è tornata a riempire i nostri cuori di felicità autentica!

 

Il cuore a mille lo proviamo proprio così, quando riceviamo amore e lo doniamo a nostra volta. Così mettiamo in circolo quello che c’è di più prezioso e insieme possiamo davvero dire: “Gioia piena alla tua presenza”. Grati.

 

 

Anche il nostro Arcivescovo si è “emozionato” nelle visite ai nostri oratori

Nelle visite agli Oratori della città di Segrate, al decanato di Luino o di Legnano, anche il nostro Arcivescovo si è lasciato interrogare dal Batticuore di questa estate, rispondendo volentieri alle domande dei nostri ragazzi sul tema delle emozioni.

Riportiamo le risposte dell’Arcivescovo Mario Delpini, in occasione dell’incontro con i bambini e i ragazzi all’Oratorio S. Vincenzo De Paoli di Dumenza.

 

La rabbia serve a qualcosa?

So che un giorno Gesù è andato al tempio di Gerusalemme perché voleva pregare e ha visto che lì la gente era intorno al tempio e vendeva, comprava, faceva il cambio delle monete ecc. e si è arrabbiato. Secondo me la rabbia serve quando dimostra che una cosa è troppo importante per affrontarla semplicemente con le buone maniere, perciò si dice nel Vangelo che ha cacciato i mercanti e ha detto che qui si viene a pregare, non a vendere e comprare. Gesù si è arrabbiato perché la casa di Dio era diventata come un mercato invece che la casa della preghiera. Poi si è arrabbiato anche in qualche altra occasione. Per esempio, a un certo punto si è messo a gridare, spaventando tutta la gente. Si era arrabbiato perché i ragazzi, i bambini, gli uomini e le donne vanno rispettati. I “motivi di rabbia” autorizzati sono quelli per aiutare la gente a mantenere la Chiesa come luogo di preghiera e a custodire i più piccoli.

 

Perché si diventa tristi?

Ci sono due ragioni, una buona e una non tanto buona. La ragione buona è che si vorrebbe vedere gli altri contenti e quando li vediamo tristi diventiamo tristi anche noi, così come si vorrebbe vedere il mondo pulito e quando lo vediamo sporco diventiamo tristi…. Ecco, la prima tristezza, quella buona, è il dispiacere nel vedere che invece del bene c’è il male. C’è una frase che dice: “L’unica tristezza vera è quella di non essere santi!”: invece di fare tutto il bene che posso sono un po’ mediocre e penso a me stesso. La buona ragione, quella giusta, per essere tristi è quella di chi vede invece del bene che c’è il male (la guerra che rende tristi tutti: gente che vuole andare a scuola, al parco, a teatro e invece deve stare nascosta, per evitare le bombe). E c’è un’altra tristezza, non tanto buona: quando uno dice “sono triste perché non sono il primo, c’è qualcuno più bravo di me”, quando uno si piange addosso… è triste per se stesso, non vede realizzati i suoi desideri o capricci o fantasie. Non essere triste per te stesso, se ti capita di essere triste sia perché ti dispiace che il mondo invece di andar bene va male, che la terra è rovinata da egoismo o cattiveria.

 

Quali sono state le paure di Gesù?

Nel Vangelo Gesù ha vissuto una notte di grande paura. La notte prima del suo arresto, era nell’orto chiamato del Getsemani, pieno di ulivi, vicino a Gerusalemme. Ha pregato perché aveva paura, pensando a chissà che cosa gli sarebbe successo, cosa avrebbero tramato contro di lui. Gridava, piangeva, supplicava, ha avuto tanta paura, era alla vigilia di un giorno drammatico in cui l’avrebbero arrestato, torturato, condannato a morte. Di fronte alle grandi prove della vita è giusto anche aver paura.

C’è anche la paura che uno prova e diventa educativa. Quando si è piccoli non si sa niente della vita. Come quando si vede la fiamma, ci si avvicina ma ci si scotta, e si capisce che non va toccata. La paura può avvertire che c’è un pericolo e insegnare a non essere imprudenti.

 

Qual è la gioia più grande nel fare l’Arcivescovo?

La più grande gioia per l’Arcivescovo è quando ordina i preti, quando in Duomo ci sono giovani che dicono “io voglio aiutare la Chiesa” e si dichiarano disponibili a collaborare per la vita degli oratori, delle parrocchie, delle scuole, degli ospedali…

…ma anche quando incontra i ragazzi dei nostri oratori e può confrontarsi ed emozionarsi insieme a loro!

 

 

Ora la maggior parte dei ragazzi dei nostri oratori sta vivendo i turni di vacanze e campi estivi, per le diverse fasce d’età, mentre qualcuno ancora continua con la sesta settimana. Dopo la pausa estiva, molti hanno già organizzato una ripresa delle emozioni con una o due settimane di attività di Oratorio estivo a settembre! Prima di riprendere il cammino con un nuovo anno oratoriano, tutto da vivere.

Ti potrebbero interessare anche: