"Nella Chiesa e nella società i giovani sono chiamati a raccogliere la sapienza di vita trasmessa dagli anziani e a divenire sempre più consapevolmente testimoni gioiosi del Vangelo tra i loro coetanei, corresponsabili nella costruzione delle comunità cristiane". (Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, "Infonda Dio sapienza nel cuore. Si può evitare di essere stolti", proposta pastorale per l’anno 2020-2021).


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Nel corso dell’anno pastorale 2020-2021 il Servizio per i Giovani e l’Università propone il percorso “Senza indugio”. Fragilità e paura avvertite in questi mesi domandano ai giovani ascolto e responsabilità.

Si tratta di un cammino che, su mandato dell’Arcivescovo, è rivolto ad alcuni giovani in rappresentanza di comunità pastorali e decanati, delle università ma anche dei vari movimenti e associazioni che animano la vita della Chiesa di Milano: il desiderio è che si formino per crescere quali protagonisti nell’annuncio del Vangelo, punti di riferimento nelle loro realtà, “animatori missionari”.

È prevista anche la partecipazione di alcune persone adulte, sempre in rappresentanza delle realtà territoriali ed associative, che accompagneranno i giovani lungo il percorso.

A tal proposito così si esprime il nostro Arcivescovo: “Nella Chiesa e nella società i giovani sono chiamati a raccogliere la sapienza di vita trasmessa dagli anziani e a divenire sempre più consapevolmente testimoni gioiosi del Vangelo tra i loro coetanei, corresponsabili nella costruzione delle comunità cristiane”. (Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, Infonda Dio sapienza nel cuore. Si può evitare di essere stolti, proposta pastorale per l’anno 2020-2021).

L’icona evangelica
Il percorso ruota attorno all’icona evangelica dei discepoli di Emmaus, che “senza indugio” (Lc 24,33) fecero ritorno a Gerusalemme per raccontare a tutti ciò che avevano riconosciuto nello spezzare del pane.

Da dove nasce il percorso?
Ci spronano diversi stimoli ricevuti da Papa Francesco. Il Documento finale del Sinodo dei Vescovi sui giovani (n. 160), ad esempio, invita la comunità cristiana a formare giovani discepoli missionari: “Il cammino sinodale ha insistito sul desiderio crescente di dare spazio e corpo al protagonismo giovanile. È evidente che l’apostolato dei giovani verso altri giovani non può essere improvvisato, ma deve essere frutto di un cammino formativo serio e adeguato: come accompagnare questo processo? Come offrire migliori strumenti ai giovani affinché siano autentici testimoni del Vangelo? […] Per questo il Sinodo propone la valorizzazione delle esperienze di missione giovanile attraverso l’istituzione di centri di formazione per l’evangelizzazione destinati ai giovani e alle giovani coppie attraverso un’esperienza integrale che si concluderà con l’invio in missione. Vi sono già iniziative di questo tipo in vari territori, ma si chiede a ogni Conferenza Episcopale di studiarne la fattibilità nel proprio contesto”.

Inoltre, nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium (n. 20) si legge: «Nella Parola di Dio appare costantemente questo dinamismo di “uscita” che Dio vuole provocare nei credenti. […] Tutti siamo chiamati a questa nuova “uscita” missionaria. Ogni cristiano e ogni comunità discernerà quale sia il cammino che il Signore chiede, però tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo».

E ancora in Christus vivit (nn. 209-210-212) si sottolinea che “la pastorale giovanile comporta due grandi linee d’azione. Una è la ricerca, l’invito, la chiamata che attiri nuovi giovani verso l’esperienza del Signore. L’altra è la crescita, lo sviluppo di un percorso di maturazione di chi ha già vissuto quell’esperienza (n. 209). Per quanto riguarda il primo punto, la ricerca, confido nella capacità dei giovani stessi, che sanno trovare le vie attraenti per invitare (n. 210). Per quanto riguarda la crescita, vorrei dare un avvertimento importante. […] Plachiamo l’ansia di trasmettere una gran quantità di contenuti dottrinali e, soprattutto, cerchiamo di suscitare e radicare le grandi esperienze che sostengono la vita cristiana (n. 212)”.

Gli obiettivi principali del percorso
1) Riprendere e approfondire in maniera collegiale (giovani e adulti insieme) e sapienziale alcune delle indicazioni offerte dall’Esortazione apostolica Christus vivit, dove la missionarietà viene indicata come una delle istanze qualificanti la Pastorale Giovanile;
2) Favorire il protagonismo dei giovani sollecitato dal Sinodo dei Vescovi sui giovani (e anche in seguito) e raccogliere dall’emergenza Covid l’appello ad una maggiore assunzione di responsabilità giovanile nella Chiesa e nella società;
3) Formare dei giovani che siano punti di riferimento, “animatori missionari” nelle proprie realtà ecclesiali (decanati, associazioni, movimenti…).

In sintesi, “Senza indugio” sarà quindi un cammino sinodale e dunque di comunione ecclesiale: giovani e adulti si ascolteranno e confronteranno per condividere una comune appartenenza alla Chiesa e per intuire insieme quali passi compiere in una prospettiva missionaria. Oggi più che mai i giovani stessi sono infatti chiamati a testimoniare la fede ai coetanei e ad essere responsabili delle proprie realtà locali o associative.

Redditio Symboli: l’avvio del percorso “Senza indugio” [vai alla pagina dedicata]

Le tappe del percorso [vai alla pagina dedicata]

Il coinvolgimento dei giovani e degli adulti: le iscrizioni [vai alla pagina dedicata]

Informazioni
Servizio per i Giovani e l’Università
Via S. Carlo, 2 – 20822 Seveso (MB)
Tel. 0362 647500 –E-mail: giovani@diocesi.milano.it

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