Martedì 19 maggio si è tenuto il penultimo appuntamento con la formazione online per gli oratori, #oramiformoacasa. Prima di avviare la formazione dedicata alla prossima estate e di dare uno sguardo alla nuova pastorale dei preadolescenti, abbiamo puntato l'attenzione sugli adolescenti riscoprendo insieme che cosa li muove e quale sia il modo per accompagnarli come educatori.


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Come gli adolescenti vedono gli adolescenti e come, invece, gli adulti vedono gli adolescenti?

Occorre rendersi conto, interagendo con un adolescente, che la prospettiva è differente: è determinata da tanti fattori ed è strettamente condizionata dal momento di vita che si sta vivendo.

Far memoria della propria adolescenza, anche da parte degli educatori, diventa l’occasione di un punto di vista privilegiato per mettersi nei “loro panni”, comprendere ed accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita e di fede. Allo stesso modo ci si concentra anche sul punto di vista dei nostri adolescenti: da tener sempre presente e fondamentale in questo periodo particolarmente difficile.
Da questi presupposti prende il via l’incontro formativo che si è svolto martedì 19 maggio 2020 #orapergliado del percorso #oramiformoacasa, che, attraverso il webinar di Zoom, raggiunge centinaia di educatori adolescenti, coordinatori e responsabili dei nostri oratori.

Le attenzioni da maturare ed esercitare, per un educatore degli adolescenti, vengono spiegate da Matteo e Chiara (al servizio per la formazione in FOM) a partire dai contenuti dei testi di alcuni studiosi, i risultati di ricerche e recenti questionari, attraverso il confronto e la condivisione sugli schermi dei partecipanti.

Per lo studioso Daniel Siegel l’adolescenza può essere chiamata “adolessenza”, in quanto rappresenta «quella meravigliosa fase della vita dove la persona acquista la sua essenza» ed evidenzia tre importanti caratteristiche: la socialità intensa, l’effervescenza emotiva e l’esplorazione creativa.

La socialità intensa, considerata come il coinvolgimento sociale, è un’esplosione di “voglia di stare con gli altri” e rappresenta una caratteristica fondamentale per l’adolescente che tocca soprattutto la parte dei legami, percepiti intensamente: le relazioni più cercate, a quell’età, non sono solo parentali, ma soprattutto amicali e sentimentali.

L’effervescenza emotiva: l’adolescente in questa particolare fase della sua vita è contraddistinto da una emotività “spumeggiante”, che non sa controllare ma che desiderebbe poterlo fare; se impara a riconoscere le sue emozioni e a dargli un nome, sarà poi in grado di rapportarsi in maniera matura ed efficace con le persone adulte che ha vicino.

L’esplorazione creativa, per cui l’adolescente si sente chiamato, risiede nella sua indole; è quel desiderio che lo spinge a vivere delle esperienze nuove, ad essere protagonista della sua vita, e a cercare di capire il proprio spazio nel mondo, com’è e a provarlo sulla sua pelle.

Quando si desidera approfondire la tematica dell’adolescenza, capita di dimenticarsi di prendere in considerazione il punto di vista stesso dell’adolescente. Per “ascoltare” i loro sentimenti e le loro fatiche in questo tempo che stiamo vivendo, abbiamo proposto un questionario anonimo agli adolescenti della nostra Diocesi; tramite gli educatori siamo riusciti a ricevere più di 1.000 adesioni all’iniziativa, durante l’ultimo mese.
Sono emersi molti aspetti interessanti grazie ai dati raccolti; la prima domanda posta era «Quale immagine rappresenta di più la tua quarantena?». Gli adolescenti interpellati hanno risposto in questo modo: il 75% di loro ha scelto “una rete che collega”, seguita da “noia” e “divano”. Alla domanda «Come trascorri il tuo tempo libero?» avendo la possibilità di selezionare più opzioni di risposta, il 77% ha affermato di “sentire gli amici”, seguono poi “videogiochi”, “cucinare” e “guardare video”, ma anche “giocare con la famiglia” (che si colloca sorprendentemente al 32%). Un terzo interrogativo recitava «In questo periodo come percepisci i tuoi amici e le persone care?»: se gli insegnanti vengono sentiti per lo più come “lontani” (la DAD non aiuta nella relazione), i genitori sono “vicini” e “molto vicini” e gli educatori dell’oratorio “vicini” per tantissimi ragazzi. Il sondaggio si conclude con la domanda «L’oratorio ti ha fatto proposte di incontro in questo periodo?»: il 90% dei ragazzi rispondono “sì” e il 76,5% di chi ha preso parte ad attività proposta dagli educatori le descrive “un modo per trascorrere del tempo con gli amici”, “aiutano a vivere meglio il momento”, “perché invitato dagli educatori” – segno della vitalità dei nostri oratori, nonostante la fatica.

 

Tantissimi gli oratori che, senza mai fermarsi, si sono attivati per reinventarsi ed essere vicini ai ragazzi durante questo periodo – anche se a distanza. Ad esempio, la Comunità pastorale di Magenta, come raccontato dall’educatrice Camilla, ha subito cercato gli strumenti più adatti per l’interazione e il coinvolgimento degli adolescenti: sono stati invitati a creare mini-video con messaggi positivi da condividere con le famiglie della comunità o attivandoli in animazioni degli Oratori estivi passati. Sono stati riadattati gli incontri in presenza per l’online e si sono utilizzati mezzi come i social, in particolare Instagram, per stimolarli: rilanciando storie a tema e con le divertenti challenge che hanno avuto una grandissima risposta. La sfida: utilizzare le modalità comunicative e i canali usati quotidianamente dai ragazzi per entrare in contatto con loro. «Rendersi conto di avere ancora molto da imparare e da scoprire, coscienti dell’importanza del lavoro di équipe e di sintonizzarsi sui canali e le modalità preferite dagli ado».

Allora, come entrare in relazione con questa “adolessenza” in divenire? Tantissimi gli strumenti, ma concentriamoci su due passaggi: l’empatia e l’ascolto attivo.

L’empatia è un aspetto innato che ci porta a comprendere gli stati emotivi e cognitivi dell’altra persona. Un educatore deve imparare ad allenare l’empatia, trasformando questa capacità innata in competenza, per stare con i ragazzi, senza farsi bloccare dai pregiudizi o lasciarsi schiacciare dalla situazione dell’altra persona (di conseguenza senza riuscire ad aiutarla). È necessario praticare la sospensione del giudizio: riflettere sulla situazione generale prima di dare un giudizio, ovvero provare a capire e a sentire il mondo di una persona come se fosse il nostro.

Il secondo passaggio è l’ascolto attivo: sapere ascoltare l’altro. C’è una grande differenza tra sentire e ascoltare: l’ascolto richiede una predisposizione totale, anche attraverso il silenzio che osserva e interroga. Un’azione volontaria per porsi nell’atteggiamento di ascoltare tutto: le parole, le emozioni, le sensazioni, come esprime ciò che l’altra persona sta dicendo con il corpo. Anche in questo periodo complesso di incontri online cerchiamo di fare in modo che ogni ragazzo si senta ascoltato, guardato negli occhi, e possa esprimere liberamente la sua opinione: possa capire che c’è uno spazio in cui essere accolto.

L’empatia e l’ascolto attivo sono due attenzioni da tenere a mente, che valgono sia per l’online di questo periodo sia per l’offline, sempre!

Inoltre, bisogna ricordarsi che l’educatore per l’adolescente non è mai l’amico: è testimone con la sua vita. L’adolescente cerca figure adulte da imitare. Quando si comprende di essere stati aiutati in un tratto di strada della vita, di aver sentito vicino e di aver avuto una figura importante di riferimento, ci si impegna a rappresentare lo stesso per altri, diventando a propria volta testimoni.

“Solo Dio può fare l’impossibile ma tu puoi fare il possibile”, pregano insieme i partecipanti. «Chiediamo anche a voi di fare tutto il possibile, nella realtà in cui siete, come educatori del vostro oratorio!»

L’incontro di formazione ha permesso di cogliere le attenzioni necessarie da imparare, come educatori adolescenti, elementi fondamentali da tenere a mente anche per affrontare correttamente le graduali riaperture, continuando a intercettare i ragazzi, accompagnandoli e chiedendo loro di mettersi in gioco.

Tutti i materiali messi in rete sono stati pubblicati sulla piattaforma OraMIFormo al link corrispondente al webinar utilizzato per le iscrizioni. Vai su www.oramiformo.it

Accesso diretto ai materiali: clicca qui

Il prossimo appuntamento #oraandiamo, di stasera martedì 26 maggio, chiude la formazione #oramiformoacasa (iscriviti direttamente qui). Sarà una serata speciale: dopo un lungo lavoro di revisione della commissione diocesana dell’itinerario diocesano dedicato ai preado, siamo pronti a presentare le linee guida della nuova pastorale preadolescenti. Il sussidio di riferimento, dal titolo «Ora andiamo!» (ed. Centro ambrosiano) è già disponibile per gli ordini online o acquistabile anche presso la libreria il Cortile di via S. Antonio 5 a Milano – nel rispetto di tutte le norme di sicurezza – aperta nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00.

Non sarà però l’ultimo momento formativo: ci impegniamo infatti ad accompagnare le prossime settimana con una formazione specifica online dedicata all’estate (leggi il comunicato di Odielle).

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