Questo webinar che si è tenuto martedì 12 maggio 2020 come nuovo appuntamento dell'itinerario formativo #oramiformoacasa ha rilanciato l'idea del progetto educativo dell'oratorio, come obiettivo chiave del percorso Oratorio 2020. Nonostante tutto possiamo pensare di rimetterci in cammino nella stesura del progetto con un nuovo strumento in più ora online su www.oramiformo.it


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Qualcuno si potrebbe chiedere: perché parlare di progettazione educativa in questo tempo? Ci sono già tanti aspetti a cui pensare, abbiamo davanti l’estate, tanti dubbi anche sull’inizio del prossimo anno pastorale…
In realtà, l’incontro di martedì 12 maggio, #oraperdomani, accompagna a comprendere meglio la prospettiva per il futuro, per vivere il presente e ripartire, agevolando anche per l’organizzazione dell’attività estiva e la nuova programmazione.

 

«Viviamo un tempo nel quale “si è sempre fatto così” è evidentemente superato» spiega Mauro Bignami, che conduce l’incontro in veste di formatore, insieme a Paolo Bruni. Grazie ad esperienza e competenza, nel corso della serata si sono approfondite in maniera interattiva le tematiche calde della progettazione educativa, anche tramite l’utilizzo di alcuni strumenti utili (presentati precedentemente durante il Webinar di martedì 5 maggio).
«Dobbiamo riprendere in mano l’idea che qualunque cosa la possiamo affrontare bene, se ci pensiamo e la progettiamo – continua Mauro Bignami – ricordandoci che gli aspetti educativi (far crescere integralmente i nostri ragazzi) non possono essere determinati da un virus ma dipenderanno dalla nostra capacità di riuscire a rileggere il contesto e raggiungere comunque gli stessi obiettivi irrinunciabili che avevamo individuato».

 

Ci ricolleghiamo idealmente, ma anche concretamente, all’Assemblea di Brugherio, agli interventi di don Stefano Guidi e don Michele Falabretti, al sussidio Creare e Progettare e al poster con le tappe principali per la stesura di un progetto educativo per il proprio oratorio.

«Qualcuno si lascia prendere dallo sconforto: pensa che questa esperienza della pandemia sia come una sorta di parentesi e non si possa progettare ora, immaginando di poter mettere l’oratorio dentro una “bolla” per settimane, mesi… – commenta don Stefano Guidi – Questa sera vogliamo dire che questo è il tempo ideale per pensare e ripensare il nostro oratorio! È l’opportunità per cogliere il percorso di Oratorio 2020, l’occasione per vivere come comunità educante un discernimento straordinario. Non ci troviamo più a ragionare sull’oratorio come lo pensavamo qualche mese fa: ricordi, nostalgie, vissuti personali, realtà piccole o grandi, vuote o piene. Stiamo vivendo un tempo di grande novità, che ci sta presentando delle questioni talmente nuove che dobbiamo avere la voglia di raccoglierle, insieme. Elementi positivi però magari anche elementi un po’ critici, riflessioni su problemi che l’oratorio già viveva ma che ora, con questa situazione maggiormente sotto sforzo, ci rendiamo conto emergere di più. Non mettiamo nel cassetto questo lavoro, è adesso il momento! Lasciamoci provocare al bene, ripartiamo subito mettendoci all’opera con i consigli dell’oratorio e la comunità educante, genitori, educatori… per cominciare a disegnare oggi quel volto di oratorio che sarà nuovo, non solo perché è andato oltre questa brutta esperienza ma proprio perché l’ha attraversata. Quello che stiamo imparando in questi tempi deve diventare un tesoro e un riferimento per permetterci di disegnare l’oratorio del futuro.
Ecco la forza e la bellezza di una comunità cristiana che non ha paura, che non arretra e non rinuncia, bensì vive il tempo presente e prova ad immaginare come può annunciare il Vangelo in questo tempo. Anche l’oratorio, uno strumento speciale per annunciare il Vangelo ai ragazzi, in questo tempo può essere ripensato!»

In questo slancio verso il futuro, per “un sogno educativo con delle scadenze”, affrontiamo gli aspetti principali della progettazione educativa. Accompagniamo gli oratori in questo percorso, rendendolo comprensibile e attuabile facilmente, ripercorrendo insieme le tappe e gli strumenti a disposizione per la scrittura del progetto, recuperando la passione educativa che non ha mai fermato i nostri oratori e vuole ora condurli a progettare, fare ordine e darsi obiettivi.

A partire dall’icona biblica di riferimento, da definire per il proprio oratorio.
Potrebbe essere anche una conseguenza di un’analisi dei bisogni o degli obiettivi che siamo andati a identificare; ogni oratorio, magari implicitamente, ha una sua icona biblica di riferimento, da esplicitare: esistono oratori più missionari, altri con particolare attenzione caritativa, altri ancora molto attenti al protagonismo dei ragazzi ecc.

Abbiamo proposto un Padlet, una sorta di “muro” che permette l’espressione in diretta: può essere uno strumento utile da utilizzare anche con il gruppo di lavoro per raccogliere voci diverse e trovare una sintesi comune. Durante la serata, ognuno dei partecipanti ha avuto la possibilità di scrivere una sollecitazione riguardo al tema dell’icona biblica: il versetto specifico o la prospettiva, a partire dalla Parola.

Qualcosa che dobbiamo assolutamente scrivere per compiere un passo in avanti per la progettazione educativa? Gli aspetti irrinunciabili dell’oratorio; è importante che questi siano compresi e definiti insieme al gruppo di lavoro e al consiglio dell’oratorio, per poterli includere in un progetto e così fissarli. Essi vanno oltre il momento e la situazione nella quale ci troviamo. Saranno lo sguardo e il punto di riferimento per chiederci: di fronte a questi aspetti irrinunciabili, cosa possiamo fare durante l’attività estiva e nel prossimo anno pastorale, nonostante tutto?

Per capire meglio quali possano essere gli aspetti irrinunciabili, durante l’incontro vengono mostrate alcune immagini tra cui: una mongolfiera come simbolo di sogno, puntare in alto, per il nostro oratorio; la parola “open” per un oratorio sempre aperto, in un’accoglienza incondizionata; le mani, simbolo di un oratorio fraterno, dove le persone si aiutano vicendevolmente; le matite, rappresentanti persone che nella loro diversità convergono verso un unico obiettivo; alcune lettere di diversa grandezza, segno di un oratorio in grado di guardare non solo alle cose grandi ma anche ai particolari, capace di lavorare nella cura educativa; un pallone, in quanto il gioco è un elemento fondamentale dell’oratorio; due piedini appoggiati su due piedi più grandi per simboleggiare l’importanza del grande che aiuta il più piccolo; un puzzle, che evidenzia quanto tutti siano importanti in oratorio.

Per condividere in diretta e far esprimere le tante persone collegate al momento formativo online, viene utilizzato un altro strumento: Answergarden. Il link dà la possibilità ai partecipanti di scrivere singole parole secondo l’incarico di indicare gli aspetti irrinunciabili del proprio oratorio. Si forma così una wordcloud (nuvola di parole), che evidenzia in automatico le parole scritte da un maggior numero di persone ingrandendole rispetto alle altre.

 

Prima di andare a definire gli obiettivi, il prossimo passo da affrontare è l’analisi della propria realtà e dei bisogni educativi dei ragazzi. Viene proposto, a livello indicativo, un sondaggio (uno degli strumenti della piattaforma Zoom) a risposta multipla, riguardante l’analisi della realtà e dei bisogni. I risultati del sondaggio, puramente indicativo, riportano, tra le opzioni maggiormente scelte: una comunità educante senza grammatica educativa condivisa, difficoltà nella gestione e nel coinvolgimento degli adolescenti, gruppi dell’oratorio che non comunicano tra loro, mancanza di proposte inclusive.

Durante un’analisi della realtà e dei bisogni, finalizzata a definire gli obiettivi del progetto, c’è un ulteriore aspetto particolare su cui è necessario soffermarsi adeguatamente: è necessario pensare a una progettazione educativa in base alle risorse umane di cui si dispone in oratorio. Immaginiamo allora una sorta di pannello con post-it su cui indicare persone e realtà che si desiderano coinvolgere nel progetto (persone che ruotano in qualche modo attorno all’oratorio, realtà teritoriali, agenzie educative, gruppi) e cerchiamo, durante lo sviluppo della progettazione, di connettere tutti.
«La grande sfida è immaginare, quando andiamo a fare progettazione educativa, che non sia per pochi ma sia davvero capace di coinvolgere tutte le persone che possono dare un contributo rispetto all’oratorio».

 

È il momento di scegliere qualche obiettivo. Anche in questo caso, viene proposto un semplice sondaggio a risposta chiusa tra le seguenti: nuova alleanza fra sport e oratorio, migliorare la comunicazione, l’oratorio inclusivo, un oratorio in uscita, un oratorio in rete, l’oratorio per i giovani, adolescenti non solo animatori, una stessa comunità educante per uno stesso stile educativo, l’oratorio multiculturale, riscoprire l’animazione in oratorio, non solo catechesi. È importante un collegamento tra la dinamica emersa dall’analisi della realtà e dei bisogni educativi e gli obiettivi che desideriamo sviluppare; questi hanno bisogno di una traduzione concreta, di uno sviluppo nel corso del tempo e una pianificazione nell’orizzonte massimo di 2/3 anni, non ha senso immaginare un progetto educativo che duri 10 anni poichè le nuove generazioni e il contesto stesso nel quale viviamo sono in continuo mutamento.
Sosteniamo inoltre la possibilità di integrare il progetto educativo dell’oratorio con l’obiettivo del progetto educativo della società sportiva (se presente).

 

Il passaggio successivo riguarda la formazione. «In queste settimane abbiamo scoperto come la formazione online sia possibile e soprattutto valida, se fatta con gli strumenti più opportuni, arrivando facilmente a tutti. – sottolinea don Stefano Guidi – Allo stesso tempo, abbiamo notato anche l’importanza di una grammatica educativa condivisa all’interno della comunità educante. Dobbiamo superare qualche reticenza, qualche lentezza e qualche fatica o fraintendimento degli adulti. Come quando si pensa che la formazione pedagogica o pastorale si contrapponga all’annuncio del Vangelo: non basta dirlo per annunciarlo, implica capire la modalità, conoscere il destinatario, parlare con un linguaggio comprensibile all’altro. La questione formativa è essenziale per la comunità educante, un processo di crescita per far vivere l’oratorio e trasmettere con una testimonianza cristiana la bellezza del Vangelo».

I partecipanti vengono quindi invitati a scrivere in chat suggerimenti per “quale formazione servirebbe alla propria comunità educante”.

La novità di questa situazione ha permesso di riscoprire ulteriori occasioni e, da settembre, il sito www.oramiformo.it (con la quale si accede e ci si iscrive ai corsi di OraMIformoacasa) avrà una sezione gratuita dedicata alla formazione di tutti gli operatori pastorali, con aspetti utili anche riguaranti la formazione a distanza, per crescere come educatori e come comunità educante.

 

La progettazione educativa richiede altresì di valutare il progetto, definendo degli indicatori per verificare, nel corso degli anni, come procede lo sviluppo dei nostri obiettivi; occorre scrivere i cambiamenti attesi, eventuali dati numerici, ipotizzando quali potrebbero essere i risultati di una progettazione educativa.

Risulta molto importante anche concepire un metodo per fare la valutazione del processo, immaginando in che modo avverrà il monitoraggio del progetto educativo per esempio: definire gli strumenti, calendarizzare riunioni periodiche, stendere report, possibilità di tenere traccia per apportare eventuali modifiche. Il gruppo di lavoro deve produrre una bozza del progetto, che possa essere condivisa, il più possibile, in un confronto con la comunità ed il territorio, prima di rendere lo scritto definitivo.

 

L’ultimo passaggio riguarda dove scrivere il progetto educativo dell’oratorio.
Sul sito www.oramiformo.it si è invitati a riportare, in sintesi, il progetto educativo: importante per raccogliere idee e possibilità e capire il contesto del territorio con cui il progetto educativo dell’oratorio va a interagire; utile anche alla Fondazione Oratori Milanesi per migliorare le proprie iniziative ed essere sempre più a servizio dei nostri oratori. È possibile entrare nella sezione dedicata cliccando sul tasto Progetto educativo con il logo di Oratorio2020. Con il tasto Richiedi account è possibile munirsi di un account utilizzabile per accedere alla piattaforma. Gli account personali non sono validi per la sezione del progetto educativo; i responsabili degli oratori che ne fanno richiesta, compilando i campi necessari e seguendo la procedura, creeranno l’account istituzionale del proprio oratorio per l’inserimento del progetto educativo. In caso di problemi tecnici, di inserimento del progetto o a supporto della stesura è possibile contattare contattare il tutor; con il tasto Progetti educativi sarà possibile creare il proprio progetto, visualizzarlo e vedere i progetti educativi caricati dagli altri oratori. Inoltre, sono disponibili testi e materiali utili e scaricabili per la stesura del progetto educativo: è possibile crearlo, visualizzarlo e modificarlo, salvandolo in una sorta di “bozza”, prima di completarlo per pubblicarlo e condividerlo con tutti. Sarà molto interessante avere la possibilità di condividere il progetto all’interno della piattaforma di “OraMIformo” e poter leggere i progetti educativi degli oratori vicini, magari dello stesso decanato: un significativo passaggio qualitativo.

 

 «Avevamo detto che avremmo presentato i progetti tra settembre/ottobre 2020, consegnandoli all’Arcivescovo – aggiorna don Stefano Guidi, in conclusione – chiaramente la data va un po’ a slittare ma non prendiamolo come alibi per non continuare la riflessione e il lavoro di Oratorio 2020: è questo il tempo opportuno, i nostri progetti possono essere arricchiti dall’esperienza che stiamo vivendo.
Entro l’anno pastorale vogliamo consegnare i progetti, prepariamoci!
Ogni oratorio abbia il suo progetto educativo ma un suggerimento fortissimo che vi diamo è quello di condividere con gli oratori vicini il processo di elaborazione del proprio scritto. Uniamo le forze tra oratori dello stesso territorio, comunità pastorale e decanato: scopriremo tante potenzialità se sapremo essere oratori che decidono di fare rete, insieme, tra di loro».

 

I materiali utili e le slide dell’incontro specifico di martedì 12 maggio sono disponibili sul sito OraMIiformo, sul quale è ancora possibile iscriversi per gli ultimi due appuntamenti di OraMIformoacasa. Per martedì 19 maggio è previsto #orapergliado, incontro dedicato agli educatori adolescenti, pensando alla cura degli educandi nel periodo estivo e la riapertura a settembre; martedì 26 maggio #oraandiamo appuntamente durante il quale saranno presentate le nuove linee guida per il percorso diocesano preadolescenti; i materiali sono già acquistabili sul sito della Libreria Il Cortile ma il punto vendita “Il Cortile” riaprirà da lunedì 18 maggio: in tutta sicurezza è possibile venire ad acquistare in via S. Antonio 5 a Milano.

 

Per quanto riguarda l’estate, aggiorneremo in maniera puntuale e precisa appena avremo novità chiare: daremo dettagli su come prepararci con momenti formativi adeguati per l’estate. Ci stiamo impegnando per organizzare e promuovere una formazione che possa abilitare gli operatori pastorali, i volontari, i giovani, gli adulti, affinché possano farsi carico delle prossime iniziative estive, con una programmazione che segua il rispetto delle regole, al servizio delle famiglie e per il bene dei nostri ragazzi.

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