{"id":158,"date":"2012-02-27T11:12:00","date_gmt":"2012-02-27T10:12:00","guid":{"rendered":"http:\/\/production-cdm.glauco.it\/papamilano2017\/senza-categoria\/le-due-visite-di-papa-wojtyla-a-milano-158.html\/"},"modified":"2017-04-14T09:50:08","modified_gmt":"2017-04-14T07:50:08","slug":"le-due-visite-di-papa-wojtyla-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/papamilano2017\/news-papa\/le-due-visite-di-papa-wojtyla-a-milano-158.html","title":{"rendered":"Le due visite di papa Wojtyla a Milano"},"content":{"rendered":"<p>\tNella prima met\u00e0 degli anni \u201980 la Diocesi di Milano ha accolto per due volte Giovanni Paolo II. La prima (20-22 maggio 1983) a conclusione del XX Congresso eucaristico nazionale, la seconda (2-4 novembre 1984) in occasione del IV centenario della morte di san Carlo. Se la prima visita ha avuto il suo clou davanti all\u2019Eucaristia, la seconda ebbe la caratteristica del pellegrinaggio sulle orme di San Carlo, il cui nome Papa Wojtyla porta impresso dal giorno del battesimo.<\/p>\n<p>\t<strong>A conclusione del XX Congresso eucaristico nazionale<\/strong><br \/>\tIl primo impatto con la citt\u00e0 avviene in piazza Cinque Giornate, dove il Papa parla di Milano come \u00abcuore pulsante dell\u2019economia nazionale e promotrice generosa di iniziative di beneficenza e di carit\u00e0\u00bb. Ma anche di come in Milano \u00absi riscontrano quei fenomeni negativi che inquinano la societ\u00e0 moderna e che hanno la loro matrice in un riduttivo secolarismo\u00bb. Di qui il messaggio del Papa a \u00abrecuperare la matura coscienza della dignit\u00e0 e della responsabilit\u00e0 dell\u2019uomo\u00bb. Poi l\u2019incontro al Palazzo dello Sport con 15 mila religiose che dal Papa sono invitate \u00aba costruire sull\u2019Eucaristia il centro affettivo e dinamico della vita consacrata\u00bb. La sera del 20 maggio, piazza del Duomo diventa un\u2019immensa casa di preghiera. Il Papa presenta l\u2019Eucaristia come \u00abdono incommensurabile e ineffabile dell\u2019amore della Trinit\u00e0 per l\u2019umanit\u00e0\u00bb e, di conseguenza, la comunit\u00e0 cristiana e il cristiano stesso come caratterizzati dall\u2019esigenza e dal dovere di un perenne atto di ringraziamento. L\u2019indomani ai sacerdoti, nella grande concelebrazione nel seminario di Venegono, il Papa presenta l\u2019Eucaristia come \u00abforza di rinnovamento del mondo contemporaneo\u00bb. Nei giorni di permanenza a Milano, Giovanni Paolo II ha visitato alcuni luoghi significativi (come Desio, patria di Pio XI e Seregno con cui era legato gi\u00e0 dai tempi del suo episcopato a Cracovia) e incontrato diverse categorie di persone. \u00abIo sono in mezzo a voi per parlarvi di Cristo\u00bb, ha detto ai 250 mila giovani radunati nell\u2019autodromo di Monza. \u00abDi fronte a Cristo non potete rimanere indifferenti! Aiutate a costruire una societ\u00e0 nuova!\u00bb. A Sesto S. Giovanni l\u2019incontro con 80 mila lavoratori: \u00abLo so che cosa vuol dire entrare in una fabbrica e starvi tutte le ore utili della giornata, tutti i giorni della settimana, tutte le settimane dell\u2019anno: l\u2019ho appreso nella mia carne; non l\u2019ho imparato dai libri\u00bb. Terzo incontro al Teatro alla Scala per \u00abun atto di presenza nel mondo dell\u2019arte\u00bb. Magistrali i discorsi ai docenti universitari in Cattolica e agli imprenditori (che il Papa incontrava per la prima volta nelle sue visite in Italia) alla Fiera. L\u2019ultimo incontro, prima della celebrazione conclusiva, \u00e8 stato con i malati del Policlinico: \u00abVoi costituite la parte eletta e siete i pi\u00f9 vicini al mio cuore\u00bb. Alla Messa del Gallaratese, che si \u00e8 svolta sotto un nubifragio che ha messo a dura prova la \u201cfede\u201d di 200 mila ambrosiani, era presente anche Madre Teresa di Calcutta. Questa celebrazione si \u00e8 conclusa con un mandato \u201ceucaristico\u201d (\u00abFa\u2019 che noi siamo dovunque ci mandi, come il Padre ha mandato te!\u00bb) e l\u2019arrivederci all\u2019anno successivo.<\/p>\n<p>\t<strong>Sulle orme di san Carlo<\/strong><br \/>\t\u00abEccomi nuovamente fra voi, carissimi milanesi, a poco pi\u00f9 di un anno dalla mia precedente visita. Oggi a guidare i miei passi verso di voi \u00e8 il ricordo di un santo, che grande traccia di s\u00e9 ha lasciato nella vostra terra e non in essa soltanto: san Carlo Borromeo\u00bb. Sono stati tre giorni intensissimi. La prima giornata, 2 novembre, inizia con la salita a piedi lungo le cappelle del Sacro Monte di Varese e si conclude a Milano nel cimitero di Musocco con una preghiera per i defunti. L\u2019indomani si reca a Pavia: breve saluto agli operai della Necchi, incontra studenti e docenti dell\u2019Universit\u00e0 Statale, poi visita il Collegio Borromeo e viene accolto dai fedeli in piazza della Vittoria. Dal pomeriggio di sabato fino a mezzogiorno di domenica 4 novembre il Papa \u00e8 pellegrino in terra novarese: prima a Varallo nella collegiata e poi su su &#8211; iniziando un suggestivo quanto raccolto <em>itinerarium crucis<\/em> &#8211; fino al Sacro Monte, dove passa la notte nella stanza in cui san Carlo era solito ritirarsi in preghiera. Domenica mattina tappa ad Arona, citt\u00e0 natale del Borromeo, saluto alla citt\u00e0 sul lungolago, visita al collegio De Filippi e Messa con Angelus ai piedi della statua del \u201cSan Carlone\u201d. Poi in elicottero da Arona a Milano: l\u2019incontro con la citt\u00e0 avviene in piazza Castello; da qui raggiunge piazza del Duomo per la Messa conclusiva del pellegrinaggio. In questo suo pellegrinare tra le Chiese di Milano, Pavia e Novara il Papa ha voluto seguire anche fisicamente le orme di San Carlo: \u00abHo sentito la necessit\u00e0 di compiere questo pellegrinaggio straordinario sia per onorare san Carlo, vero gigante della storia della Chiesa, sia per ritornare alle fonti della sua vita e del suo insegnamento, termine di confronto valido per la vita cristiana di oggi\u00bb. E al termine del viaggio: \u00abHo conosciuto i luoghi meravigliosi della sua vita. Ho potuto conoscerne cos\u00ec meglio la spiritualit\u00e0&#8230; Quest\u2019anno mi \u00e8 stato dato di celebrare in modo eccezionale la solennit\u00e0 di san Carlo, che \u00e8 anche mio patrono\u00bb. In ogni luogo dove il grande Borromeo \u00e8 vissuto, il Papa si \u00e8 soffermato in ascolto del Santo. Soprattutto sul Sacro Monte di Varallo: \u00abSento vibrare qui lo spirito del grande Pastore della Chiesa ambrosiana in quello che fu e rimane l\u2019aspetto centrale della sua spiritualit\u00e0 e del suo ministero: il culto per la Passione e per la Morte del Signore\u00bb. Ma come san Carlo giunse a questo centro della propria spiritualit\u00e0? Che cosa impar\u00f2 per la propria vita? Quali le linee portanti della sua azione pastorale? E infine: che cosa suggerisce oggi per la nostra vita spirituale? Che cosa, sul piano pastorale? A queste domande rispondono i 17 discorsi del Pontefice. \u00abAlcuni brevi &#8211; scrisse il cardinale Martini -, altri pi\u00f9 estesi, tutti legati a un tema di fondo: spiegare alla gente le motivazioni religiose del viaggio e le conseguenze da trarre dal ricordo di san Carlo, per la fede, per il culto e per la vita della Chiesa e della societ\u00e0\u00bb. La cifra di questo pellegrinaggio la troviamo anche nell\u2019immagine che ritrae Papa Wojtyla in ginocchio, nella cripta del Duomo, mentre accarezza l\u2019urna con il corpo di san Carlo. Questa fotografia sar\u00e0 ripresa pi\u00f9 volte negli anni a testimonianza del profondo legame spirituale tra il beato Karol e il suo patrono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nella prima met\u00e0 degli anni \u201980 la Diocesi di Milano ha accolto per due volte Giovanni Paolo II. 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