{"id":157,"date":"2012-03-12T10:15:00","date_gmt":"2012-03-12T09:15:00","guid":{"rendered":"http:\/\/production-cdm.glauco.it\/papamilano2017\/senza-categoria\/quando-martino-v-arrivo-su-una-mula-157.html\/"},"modified":"2017-04-14T09:50:08","modified_gmt":"2017-04-14T07:50:08","slug":"quando-martino-v-arrivo-su-una-mula","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/papamilano2017\/news-papa\/quando-martino-v-arrivo-su-una-mula-157.html","title":{"rendered":"Quando Martino V arriv\u00f2 su una mula"},"content":{"rendered":"<p>\tTre giorni di un Papa a Milano: non solo un evento attesissimo, nel suo profilo ecclesiale, religioso, come pure civile e sociale, ma anche una presenza che, per molti motivi, si pu\u00f2 a ragione definire \u201cstorica\u201d.<\/p>\n<p>\tAnzitutto per i 28 anni che ormai ci separano da quel 1984, quando fu l\u2019oggi beato Giovanni Paolo II a vedere da vicino il Duomo, poi, per la durata della visita di Benedetto XVI dal pomeriggio di venerd\u00ec primo giugno alle 17.30 di domenica 3, che come ha detto annunciandola, il cardinale Scola, testimonia il \u00abgrande affetto del santo Padre e la sua speciale predilezione per la nostra Chiesa ambrosiana\u00bb. E, ancora, perch\u00e9 la presenza del Papa in una diocesi italiana \u00e8, solitamente, pi\u00f9 breve (qualche ora o un giorno). Ma, infine, perch\u00e9 Milano &#8211; e qui, appunto si entra nella storia &#8211; non ha visto nei secoli molti pontefici \u201csolcare\u201d, come si diceva un tempo, le vie della citt\u00e0.<\/p>\n<p>\tSe notissime sono, naturalmente, le visite del 1983 e dell\u2019anno successivo di Papa Wojtyla &#8211; la prima in occasione del XX Congresso eucaristico nazionale e la seconda per il IV centenario della morte di san Carlo -, non cos\u00ec \u00e8 per il penultimo Papa che arriv\u00f2 a Milano. Infatti, pochi sanno che occorre andare indietro nel tempo di secoli: per l\u2019esattezza di oltre mezzo millennio, 566 anni, fino al 1418, quando Ottone Colonna, 206\u00b0 successore di Pietro, varc\u00f2 le porte del Ducato di Milano, governato allora dal tetro e misterioso Filippo Maria Visconti.<\/p>\n<p>\tMilano, d\u2019altra parte, per Papa Martino era solo la tappa di un lungo e lento viaggio verso Roma, dove arriv\u00f2 nel settembre 1420, dopo aver lasciato Costanza nel maggio del 1418, alla chiusura del famoso Concilio. Una sorta di \u201cgiro d\u2019Italia\u201d (se si pu\u00f2 dire cos\u00ec) che vedr\u00e0 la corte papale toccare Torino, Pavia, appunto Milano, Mantova, Ferrara, Ravenna, Forl\u00ec, Firenze. In questo contesto, possiamo forse immaginare che la sosta milanese non fosse stata voluta per una particolare amicizia o vicinanza alla citt\u00e0 in quanto tale (ben altro legame era quello del Colonna con il signore di Mantova Gianfrancesco Gonzaga o l\u2019accoglienza che trov\u00f2 a Firenze), tanto pi\u00f9 che l\u2019equilibrato e saggio Martino giunse nel Ducato Visconteo il 12 ottobre 1418, a un mese esatto dalla notte nella quale Filippo si era macchiato dell\u2019infame tortura e decapitazione della moglie Beatrice, accusata a torto di adulterio, solo per liberarsene.<\/p>\n<p>\tE, inoltre, anche il Papa veniva da momenti non facili, dopo essere stato eletto pontefice &#8211; proprio il giorno di San Martino del 1417 &#8211; da 23 cardinali e 30 delegati al Concilio di Costanza convocato per risolvere lo scisma che aveva visto regnare contemporaneamente addirittura tre Papi. Comunque sia, le cronache narrano dell\u2019ingresso di Martino su una mula bianca, affiancato da Filippo Maria, cui facevano seguito, ben 12 cardinali, magistrati, dignitari, nobili arrivati dall\u2019intero Ducato e, &quot;folla immensa&quot;, giunta dal contado.<\/p>\n<p>\tLa prima tappa &#8211; e non poteva forse essere altrimenti &#8211; fu il Duomo, dove il Pontefice sost\u00f2 in preghiera all\u2019altare dell\u2019antica basilica di santa Maria Maggiore, concedendo \u00absette anni e sette quarantene di indulgenza al popolo\u00bb. E, difatti, la figura di Martino V, per la nostra citt\u00e0, \u00e8 legata indissolubilmente alla \u00abcasa di tutti i milanesi\u00bb. In ventiquattro ore, secondo Andrea Biglia, o in due giorni, secondo il Corio, dal 14 al 16 ottobre, presente Martino a Milano, per ordine del Duca (con una decisione fulminea, cui non era estranea una certa voglia di stupire il potente rappresentante della famiglia dei Colonna&#8230;) si demoliscono l\u2019abside e la volta della vecchia basilica, spostando l\u2019altare nel nuovo Duomo. Invitato a consacrare la Mensa eucaristica, cerimonia che equivaleva alla consacrazione del nuovo tempio, fu, come \u00e8 ovvio, il Papa nella terza domenica di ottobre, festa della Dedicazione della Cattedrale, che cadeva in quel 1418, il giorno 16.<\/p>\n<p>\tA memoria dell\u2019evento e della sua visita rimane la bella statua gotico-lombarda datata 1424 di Jacopino da Tradate, che rappresenta Martino V benedicente, infissa nel retrocoro del Duomo, accanto all\u2019ingresso della Sacrestia Capitolare. Mentre sita accanto alla Sacrestia Aquilonare, dalla parte opposta, dunque, del retrocoro, si trova, quella magnifica e modernissima di Paolo VI del Bodini, che da Milano a Roma, and\u00f2 anche lui, da arcivescovo ambrosiano, divenendo sommo Pontefice.<\/p>\n<p>\tE proprio di Papa Montini si disse che avrebbe fatto visita a Milano, per l\u2019inaugurazione del Seminario di Corso Venezia restaurato, all\u2019inizio degli Anni Settanta, cosa che per\u00f2 non accadde per motivi di sicurezza. Cos\u00ec come non torn\u00f2 mai nell\u2019amatissima citt\u00e0, un altro ambrosiano di nascita che da successore sulla Cattedra di Ambrogio e Carlo, fu poi successore di Pietro, Achille Ratti, Pio XI. Davvero, lungo i secoli, <em>Ubi Petrus, ibi ecclesia mediolanensis<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tre giorni di un Papa a Milano: non solo un evento attesissimo, nel suo profilo ecclesiale, religioso, come pure civile e sociale, ma anche una presenza che, per molti motivi, si pu\u00f2 a ragione definire \u201cstorica\u201d. 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