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Quel giorno a Marituba

La cronaca dell'indimenticabile visita di Giovanni Paolo II nella colonia di lebbrosi che Marcello Candia e monsignor Aristide Pirovano riportarono alla vita

I commenti della gente in piazza Duomo«OGGI A NOI CHIEDE DI AMARE»

I commenti della gente in piazza Duomo «OGGI A NOI CHIEDE DI AMARE» Il cardinale Dionigi Tettamanzi si porta nel cuore tanti ricordi di GiovanniPaolo II. Con un gesto questo Papa gli ha affidato la diocesi più granded'Europa, «ma quella carezza», dice oggi l'Arcivescovo, «non era per me,ma per tutta la Chiesa ambrosiana». di Luisa Bove Al termine della preghiera per il Papa, il cardinale Dionigi Tettamanzi lasciaverso mezzanotte la Cattedrale. Si dice «stupito» e «ammirato» nel «vedereche spontaneamente e in maniera improvvisa il Duomo di Milano si è riempito ditante persone, anche giovani». E commenta: «Hanno sentito che non c'èmodo migliore di affrontare questo momento della vita della Chiesa, dellaperdita di un Padre universale, che rivolgersi al Signore». «Papa Wojtyla», dice ancora l'Arcivescovo, «è un uomo innamorato diCristo, per questo della sua Chiesa e quindi di ogni uomo». Queste manifestazioni di religiosità profonda e di fede autentica sono ladimostrazione che «il Santo Padre riceve dal Signore non soltanto laricompensa delle sue fatiche», ma anche «la gioia che tutto quello che haseminato, soprattutto in certi momenti, anche andando controcorrente, è giàgermogliato e continua a fruttificare». Ma se il Papa andava controcorrenteera sempre «per essere fedele al Vangelo e per essere capace di rispondere alleattese più profonde del cuore umano». Il Duomo di Milano gremito di fedeli «mi pare sia una testimonianza concretadei tanti doni che la Chiesa e l'umanità hanno ricevuto dal ministero, dallavita, dalla passione apostolica e dalla sofferenza di questo grande Papa», hadetto Tettamanzi. È convinto l'Arcivescovo che la Chiesa ambrosiana siastata seguita con «grande attenzione e amore» da parte del Papa. «Innanzitutto»,ha spiegato, «con l'invio tra noi del cardinale Carlo Maria Martini e,in quest'ultimo periodo breve, breve, ma rivoluzionario, nei miei confronti». Tra i tanti ricordi che affollano il cuore dell'Arcivescovo ce n'è unoin particolare. Lo racconterà durante la messa per il Papa che celebrerà inDuomo domenica 3 aprile. In realtà ha già avuto occasione di parlarne, «masento il bisogno di ripeterlo». «È stato lui», dice riferendosi aGiovanni Paolo II, «a incoraggiarmi con grande forza a ritornare nella miadiocesi d'origine per essere Pastore. L'ha fatto con un gesto, non conparole, con il gesto di una carezza. E sono convinto che questa carezza nonera per me, ma per tutta la Chiesa ambrosiana». È mezzanotte passata e il Duomo è ancora aperto, c'è chi prega, chiaccende una candela, chi si allontana lentamente e chi ancora cerca di entrare.Sul sagrato molti si attardano, ricordano, commentano. Shadi, che abitain zona San Siro dice: «Sono venuto apposta ad accendere una candela. Speravoche il Duomo fosse aperto. Il Papa è un simbolo, per cristiani e non, èun simbolo di pace. Anche le persone che sono venute qui questa sera lotestimoniano, come pure quelle che adesso sono in piazza San Pietro». E Francesca, che quando era più piccola ha partecipato alle Giornatemondiali della gioventù, commenta: «Giovanni Paolo II ha toccato i cuori ditutti. È un Papa importante perché ha saputo unire là dove nessuno erariuscito, dal punto di vista umano e religioso. Oltre al fatto che era unPapa straniero, è stato importante per la storia, perché ha saputounificare». Per Enzo questa è una serata «irripetibile». Ha lasciato a casa lamoglie con il figlio di 4 anni per venire a pregare. «Mi ricordo il giorno incui è stato eletto Papa», dice. «Èandato incontro alle persone girando ilmondo, ora noi siamo attratti da lui. Pensando a Giovanni Paolo II mi vienein mente Madre Teresa di Calcutta. Gli occhi del Santo Padre si sono oggichiusi per aprirsi alla verità che in questo istante conosce, a noi chiede ditenerli aperti come ha fatto Madre Teresa, amando il prossimo come noistessi. Amare il prossimo abbandonando ogni tipo di guerra e di ostilità,trasformando ogni gesto in carità, aiutati dal Vangelo che questo Papa hasempre predicato».

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