Jader Bignamini dirige laVerdi nel tradizionale appuntamento stagionale con il grande classico. Speciali agevolazioni per i nostri “navigatori”

laVerdi

Giovedì 29 (ore 20.30), venerdì 30 ottobre (ore 20) e domenica 1 novembre (ore 16), all’Auditorium di Milano (largo Mahler), il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi diretto da Erina Gambarini e l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Jader Bignamini eseguono il Requiem di Giuseppe Verdi.

Appuntamento, dunque, con quello che è diventato negli anni una “stella fissa” nel calendario delle stagioni de laVerdi: la Messa da Requiem del genio di Busseto, infatti, è stata eseguita in Italia e all’estero oltre 30 volte – tra cui a Vienna, Francoforte, Tokyo, St. Moritz, Budapest, Baku (Azerbaijan) – a cominciare dall’ormai lontana stagione 1996-97 con la Corale di Parma a Brescia e la direzione di Alun Francis; e ancora con il maestro Riccardo Chailly e con il maestro del Coro Romano Gandolfi, poi Ruben Jais, Eugene Kohn, Wayne Marshall, Aldo Ceccato, Zhang Xian, direttore musicale de laVerdi, quindi John Axelrod, direttore principale ospite dell’Orchestra e Jader Bignamini, direttore associato de laVerdi.

«La Messa da requiem è una partitura molto complessa, lunga e articolata – spiega Jader Bignamini -. È un brano dalla connotazione fortemente “italiana”, molto vicino al nostro dna, soprattutto molto vicino ai milanesi, e non solo perché è stato scritto in memoria di Alessandro Manzoni. Per me ogni esecuzione è un’emozione sempre nuova: è un brano che l’Orchestra di Largo Mahler “possiede”, per cui il feeling con i musicisti è totale. Verdi ha la capacità di scrivere in modo impressivo e di sintonizzarsi immediatamente con il pubblico: arriva immediatamente alla nostra anima e si sposa perfettamente con la nostra indole: riesce con due accordi a descrivere altrettanti stati d’animo completamente differenti; da una pagina all’altra riesce a descrivere impeccabilmente atmosfere diverse, e questo il pubblico lo percepisce al volo. In più, ogni pagina è strutturata per valorizzare le voci dei solisti e il loro potenziale espressivo, sia in termini di quantità che di qualità di “colore”».

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