La missione della rock band cristiana procede senza battute d’arresto.
A colloquio con Francesco Lorenzi, leader del gruppo

di Cristina MARINONI

the sun

«Prima di ogni concerto, ci riuniamo in preghiera insieme agli amici sacerdoti e suore che poi staranno tra il pubblico. Affidiamo al Signore noi stessi, con le debolezze e le mancanze che ci appartengono, e il lavoro nel quale siamo impegnati. Affinché serva al Suo progetto, non al nostro». A parlare è Francesco Lorenzi, 31 anni, leader della band veneta “The Sun”. Leader in studio e sul palco – è la voce e l’autore dei testi – ma, soprattutto, lontano dal microfono: è stato lui a condurre i suoi compagni d’avventura Gianluca Menegozzo (chitarra), Matteo Reghelin (basso) e Riccardo Rossi (batteria) sul nuovo cammino della fede, cinque anni fa.

Una benedetta crisi

Il percorso musicale del quartetto nato a Thiene, in provincia di Vicenza, ha origine nel 1997. I ragazzi si chiamano “Sun Eats Hours” e l’album di debutto “Don’t waste time” li trasforma in un raro fenomeno da esportazione. Supporter nelle tappe italiane dei tour di “The Cure”, “Muse” e “Offspring”, sono catapultati in mezzo mondo, dalla Gran Bretagna al Giappone, tra show soldout e cd in classifica. Quando la band è all’apice della fama, la macchina del successo si inceppa: dall’esterno, il progetto appare nella sua massima realizzazione; dall’interno, è evidente l’inizio della sua disgregazione. Spiega Francesco: «Il nostro legame fraterno durato 10 anni stava andando in frantumi sotto i colpi di eccessi e vizi, tra alcol, droga, ragazze. Io non riuscivo a scrivere e sono entrato in crisi. Una benedetta crisi, che mi ha spronato ad ascoltare il cuore. E ad aprire le porte della chiesa parrocchiale, nella quale non mettevo piede da tempo. La famiglia era rimasta l’unico punto fermo. Non a caso, la proposta che mi ha cambiato la vita è arrivata da mia madre: seguire un corso di evangelizzazione. Rientrato a casa dall’incontro, ho avvertito la necessità di pregare, riallacciare il dialogo con il trascendente e ho ripreso in mano il Vangelo».

Il grande disegno

Francesco intraprende un vero itinerario di fede «sull’esempio dei coetanei appena conosciuti: avevano una marcia in più rispetto a me, altro che persone insulse: nella loro semplice quotidianità, ben lontana dai riflettori del mio mondo così eccitante, trasmettevano armonia, gioia, soddisfazione. Al contrario di me», aggiunge. Il passo definitivo avviene attraverso l’adorazione eucaristica: Francesco accetta di vegliare un’ora a settimana, di notte, il Santissimo: «Quei martedì sono stati una Grazia immensa, perché mi sono reso conto che Cristo non è in croce ma sta accanto alle persone che si presentano al suo cospetto. Era l’inizio del 2008 e, per merito delle nuove abitudini e dell’atteggiamento positivo, stavo trovando la mia direzione e l’ispirazione. In italiano, però: l’inglese limitava le emozioni forti e i pensieri di quel momento», racconta. Per la band si preannunciava un suicidio discografico: il mercato estero non sarebbe stato interessato a un disco in italiano. «Eppure sapevo – dice il leader – che sarebbe stata la decisione giusta da prendere. L’esigenza di essere sincero e seguire il mio talento ha costretto me e i miei compagni a sopravvivere in mancanza di lavoro. Una Quaresima lunga un anno, al termine della quale ho spiegato a Riccardo, Matteo e Gianluca la strada che avevo imboccato. È stato allora che abbiamo compreso il grande disegno per il quale, poi, ci siamo fusi di nuovo in un’anima unica. Dio solo sa quanto ho pregato affinché i miei amici condividessero la mia esperienza».

Una vocazione più profonda

La rivoluzione si compie: la band prende il nome di “The Sun” e, nel 2010, pubblica l’album “Spiriti del sole”. Il riscontro è inaspettato e i quattro ragazzi girano l’Italia, chiamati a esibirsi da insegnanti, preti, associazioni, ospedali: il messaggio cristiano, potente e immediato, è una calamita capace di attirare giovani e adulti. Dopo un viaggio in Terra Santa che lascia il segno, esce “Luce” e l’entusiasmo si moltiplica. Continua Francesco: «La luce che dà il titolo all’album è l’esplosione positiva che ci abbaglia da un anno e mezzo. Siamo in tour da giugno 2012 e le date si aggiungono di continuo. Le persone ci aspettano a fine serata per dirci che si rivedono nelle canzoni e di trovare spunti di riflessione. Del resto, i testi interpretano frammenti di realtà, come “Outsider”, in cui canto: “La salvezza personale non mi basta più, ho scelto un Credo essenziale”. È proprio questo il nostro intento: la musica intrattiene, certo, ma racchiude una vocazione più profonda, ricoprire un ruolo di utilità sociale, e noi siamo al suo servizio, secondo l’insegnamento di Cristo».

La missione dei “The Sun” procede senza battute d’arresto. Presenti all’Incontro mondiale delle famiglie a Milano nel 2012 e alla Gmg di Rio 2013, hanno conosciuto Papa Benedetto XVI e Papa Francesco; a febbraio hanno accolto l’invito del cardinale Gianfranco Ravasi di portare la loro testimonianza sulla questione giovanile all’assemblea plenaria del Consiglio della cultura. Tra l’altro, il pellegrinaggio in Terra Santa che hanno organizzato per aprile 2014 ha già raccolto oltre 200 iscrizioni.

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