Martedì 3 febbraio al Centro Asteria di Milano un'originale forma di spettacolo per ricordare il centenario della filosofa francese

Carlo ROSSI
Redazione

Martedì 3 febbraio, centenario della nascita della filosofa francese Simone Weil, l’Auditorium del Centro Culturale Asteria (piazzale Francesco Carrara 17) ospita lo spettacolo Abissi e Vette, Simone Weil, con il gruppo di artisti del Laboratorio artistico Eirène del Centro di Ricerche Personaliste di Teramo. Si tratta di un ConcerTheater, un concerto in forma di teatro, che prende le mosse dall’omonimo saggio (Libreria Editrice Vaticana, 2002) scritto a quattro mani da Giulia Paola di Nicola e Attilio Danese, direttori del Centro di Ricerche Personalistiche di Teramo e della rivista culturale Prospettiva Persona e membri dell’Accademia Internazionale Intams di Bruxelles.
Simone Weil era una donna “filosofa che si interessa all’umanità”, appassionatasi per tutta l’esistenza alla ricerca della verità del pensiero e della vita. Con una grande libertà di intelligenza, senza legarsi ad alcuna politica e ad alcuna istituzione, con il cuore aperto all’Universo, sembrava portare nel suo essere tutte le sofferenze dell’umanità. Si affacciò a molte finestre: sull’umano e sull’infinito, sempre attenta alla sofferenza dei più deboli e oppressi, impegnata anche concretamente sulle frontiere maggiormente significative: ora docente, ora operaia, sindacalista, politica militante, sempre coerente alla logica dell’amore, «disposta a cambiare di parte per seguire la giustizia, questa eterna fuggiasca dal campo dei vincitori».
Lo spettacolo ripercorre l’itinerario intellettuale, umano e spirituale della Weil, a partire dal suo amore per la l’arte e la bellezza, facendo via via emergere sintonie, dissapori, scelte di campo e correzioni di rotta del suo percorso, ma particolarmente con le esperienze profonde dell’anima: dagli abissi più oscuri, alle vette più luminose. Affida il messaggio di una donna inquietante che ha risposte di infinito per il nostro tempo di contraddizioni. In “prima” a Milano nel dicembre 2002, può contare sulla direzione musicale del maestro Giacomo Maria Danese (anche al pianoforte) e sul testo e la regia di Maffino Redi Maghenzani; in scena Samuele Danese alla viola, il soprano Sandra Buongrazio e gli attori Maria Rosaria Olori e Angelo Petrone. Martedì 3 febbraio, centenario della nascita della filosofa francese Simone Weil, l’Auditorium del Centro Culturale Asteria (piazzale Francesco Carrara 17) ospita lo spettacolo Abissi e Vette, Simone Weil, con il gruppo di artisti del Laboratorio artistico Eirène del Centro di Ricerche Personaliste di Teramo. Si tratta di un ConcerTheater, un concerto in forma di teatro, che prende le mosse dall’omonimo saggio (Libreria Editrice Vaticana, 2002) scritto a quattro mani da Giulia Paola di Nicola e Attilio Danese, direttori del Centro di Ricerche Personalistiche di Teramo e della rivista culturale Prospettiva Persona e membri dell’Accademia Internazionale Intams di Bruxelles.Simone Weil era una donna “filosofa che si interessa all’umanità”, appassionatasi per tutta l’esistenza alla ricerca della verità del pensiero e della vita. Con una grande libertà di intelligenza, senza legarsi ad alcuna politica e ad alcuna istituzione, con il cuore aperto all’Universo, sembrava portare nel suo essere tutte le sofferenze dell’umanità. Si affacciò a molte finestre: sull’umano e sull’infinito, sempre attenta alla sofferenza dei più deboli e oppressi, impegnata anche concretamente sulle frontiere maggiormente significative: ora docente, ora operaia, sindacalista, politica militante, sempre coerente alla logica dell’amore, «disposta a cambiare di parte per seguire la giustizia, questa eterna fuggiasca dal campo dei vincitori».Lo spettacolo ripercorre l’itinerario intellettuale, umano e spirituale della Weil, a partire dal suo amore per la l’arte e la bellezza, facendo via via emergere sintonie, dissapori, scelte di campo e correzioni di rotta del suo percorso, ma particolarmente con le esperienze profonde dell’anima: dagli abissi più oscuri, alle vette più luminose. Affida il messaggio di una donna inquietante che ha risposte di infinito per il nostro tempo di contraddizioni. In “prima” a Milano nel dicembre 2002, può contare sulla direzione musicale del maestro Giacomo Maria Danese (anche al pianoforte) e sul testo e la regia di Maffino Redi Maghenzani; in scena Samuele Danese alla viola, il soprano Sandra Buongrazio e gli attori Maria Rosaria Olori e Angelo Petrone. Notizie utili – Biglietto: 15 euroScuole: 10 euroIngresso gratuito per docenti accompagnatori (info: tel. 02.8460919 – cultura@centroasteria.it – www.centroasteria.it) –

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