Nella Basilica di Sant’Eustorgio la rassegna musicale “Segni di Bellezza” ospita il tenore che a 21 anni ha deciso di seguire Francesco d'Assisi nell'Ordine dei Frati Minori

Frate Alessandro

Dopo l’anteprima della nuova stagione a ottobre – alla quale ha partecipato l’Orchestra Sinfonica di Sanremo – “Segni di Bellezza” non vuole perdere l’appuntamento musicale col Natale, offrendo un concerto sabato 11 dicembre alle 21, nella Basilica di Sant’Eustorgio, con la partecipazione straordinaria di frate Alessandro Giacomo Brustenghi, accompagnato dall’Orchestra Sinfonica Carlo Coccia e dal coro de “Le voci bianche di Novara”. Direttore artistico e musicale della serata e della stagione, il maestro Michele Brescia.

Organizzato a tre giorni dall’apertura del Giubileo straordinario, il concerto vuole essere un momento autentico e vivace per sperimentare, attraverso il canto e la musica, la Misericordia di Dio, che è per tutti, nessuno escluso.

Nel corso della serata, frate Alessandro terrà una breve testimonianza sulla missione che il suo ordine porta avanti dal 1209 e cioè la povertà, vissuta come essenza della vita evangelica. «La povertà è quella virtù celeste per la quale viene calpestato tutto ciò che è terreno e transitorio; è quella virtù per cui vengono tolti gli impedimenti, affinché lo spirito umano si possa unire liberamente con l’eterno Iddio», diceva San Francesco d’Assisi, mostrando con la propria vita quanto nella privazione si apprezzi particolarmente la ricchezza e la pienezza dell’annuncio del Vangelo.

Prima e dopo il cantante e religioso incanterà il pubblico con il suo repertorio natalizio, molto conosciuto e apprezzato. Francescano per vocazione, appassionato di musica e canto, Alessandro ha ottenuto uno straordinario successo, nazionale e internazionale, conquistando le vette delle classifiche grazie alle sue doti vocali da tenore. Il voto di povertà dei francescani fa sì che tutto il ricavato della sua attività concertistica sia destinato alle missioni nel mondo, sostenute dall’Ordine dei Frati Minori.

«Dio ha creato il mondo con la sua Parola: cantare vuol dire percepire l’eco di quella voce meravigliosa. Ama il canto, ama la Parola, ama Dio! L’amore è tutto ciò che conta. Soli Deo Gloria», dice frate Alessandro, sottolineando come la musica sia il suono della voce di Dio. È Lui che crea e ricrea, è Lui che fa nuove tutte le cose e la bellezza della Sua voce può certo penetrare nei cuori di molte persone, anche quelle più ostili all’annuncio della fede. Il cantante è in perfetta sintonia con la stagione musicale, ovvero la ricerca del “sacro” attraverso la bellezza dell’arte, del canto e della musica, che tocca il cuore dell’ascoltatore e suscita in lui il desiderio di allargare gli orizzonti, per cogliere prospettive di vita più ampie.

Continua il frate: «Conosco le Cellule parrocchiali di evangelizzazione e lodo il Signore per aver ispirato nella Chiesa questo movimento; viviamo di certo un periodo della storia molto difficile, per questo non è il momento di nascondersi, e le cellule sono veri segni visibili della fede ancora viva», conclude, riferendosi al metodo di evangelizzazione nato nel 1987 in Sant’Eustorgio e diffuso in tutto il mondo, ed evocando le parole che Giovanni Paolo II pronunciò nel 1983 a proposito di una nuova evangelizzazione per il mondo intero: «Nuova nel suo ardore, nei suoi metodi, nella sua espressione». Oltre alla preghiera, punto nodale per il cattolicesimo, dunque, anche il canto e la musica rientrano nei mezzi autentici per una diffusione efficace della buona novella.

Dopo l’11 dicembre “Segni di Bellezza” proseguirà il suo cammino con altri quattro concerti nel 2016, tutti dedicati a momenti importanti dell’anno liturgico: il 5 gennaio, serata destinata alla festa dell’Epifania, il 27 febbraio alla Quaresima, il 12 marzo alla Settimana Santa e il 30 aprile all’Evangelizzazione.

I cinque concerti sono a ingresso libero, proprio per permettere al maggior numero di persone di accostarsi alla musica, alla fede, alla misericordia, a Dio.

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