Il nuovo spettacolo nato dalla riflessione e da un lavoro in itinere, condotto nel corso dell’anno dalla compagnia di e.s.t.i.a.

Che ne resta di noi?

Dal 26 al 29 novembre, alla II Casa di Reclusione di Milano – Bollate (via Cristina Belgioioso 120, Milano), va in scena Che ne resta di noi?, il nuovo, suggestivo spettacolo nato dalla riflessione e da un lavoro in itinere, condotto nel corso dell’anno dalla compagnia di e.s.t.i.a.

In questo spettacolo senza parole c’è una domanda che incombe sul pubblico e sugli attori, sei figure umane in perenne, inquieto movimento su una scalinata che non porta, in alto, ad alcun cielo. Che ne resta di loro, una volta sottratti la fame di sesso e potere, la solitudine che si riflette nella ripetizione ossessiva dei gesti, l’attaccamento disperato ad abitudini e oggetti? Che ne resta di noi che li osserviamo, quando si dissolve la presunzione di essere diversi da loro, migliori?

Che ne resta di noi?cerca una risposta attraverso i corpi, mettendo in scena una partitura fisica maturata durante un lungo processo di improvvisazioni del gruppo di lavoro guidato, oltre che dalla regista Michelina Capato, dalla coreografa Claudia Casolaro e dall’allenatrice del “senso teatrale” Matilde Facheris. La drammaturgia, che non segue un filo narrativo, ma procede per associazioni poetico/musicali, è curata da Michelina Capato con la collaborazione di Renato Gabrielli. I costumi sono di Lapi Lou e la scenografia di Maddalena Ferraresi.

Info: tel. 02.23168216; 331.5672144; fax 02.84541313; estiacultura@cooperativaestia.org; www.cooperativaestia.org

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