Nell’Anno della Fede torna la rassegna nazionale promossa dall’Associazione Cattolica Esercenti Cinema col Servizio nazionale per il Progetto Culturale e il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Italiana della Cei

locandina Il senso della fede

L’Acec – Associazione Cattolica Esercenti Cinema – in collaborazione col Servizio nazionale per il Progetto Culturale e il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Italiana della Cei – segnala l’avvio della rassegna nazionale “Il senso della fede. Cinema, teatro, cultura”, il cui tema trae spunto dalla proclamazione dell’Anno della Fede.

La manifestazione coinvolgerà, fino al 15 giugno, una cinquantina di sale della comunità in tutta Italia – molte delle quali digitalizzate – con un cartellone di film, spettacoli teatrali, concerti e tavole rotonde per scoprire come la produzione artistica contemporanea affronti un tema tanto complesso e ricco di domande esistenziali – anche laiche – come quello della fede. Gli spettacoli, cinematografici e non, prenderanno spunto dal volume pubblicato dall’Acec La fede nel cinema di oggi – Inquietudini e speranze in 14 film, che avvicina titoli recenti, forti, diversi per stile e temi, ma accomunati dalla ricerca di un significato nella vita: Corpo celeste di Alice Rohrwacher, Maternity blues di Fabrizio Cattani, Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi, Uomini di Dio di Xavier Beauvois, Lourdes di Jessica Hausner, Tutti i santi giorni di Paolo Virzì, Monsieur Lazhar di Philippe Falardeau, Il cammino per Santiago di Emilio Estevez, Pietà di Kim Ki-duk, La guerra è dichiarata di Valérie Donzelli, Le nevi del Kilimangiaro di Robert Guédiguian, La sposa promessa di Rama Burshtein, Bella addormentata di Marco Bellocchio e infine L’Amore Inatteso di Anne Giafferi, con Eric Caravaca, Arly Jover, Benjamin Biolay- distribuito in esclusiva nazionale il 21 marzo da Microcinema nelle sale Acec – in cui il tema della spiritualità viene affrontato con la leggerezza e l’ironia della vita di tutti i giorni. «È un film – afferma la regista – che gioca con i cliché e i pregiudizi di cui la Chiesa cattolica è spesso oggetto. Si ride garbatamente dei credenti, ma anche di chi ha pregiudizi riguardo alla religione. Certo, il film parla di spiritualità, di ricerca del senso della vita, ma questi temi sono trattati con leggerezza, ironia e senza proselitismo».

Per il nono anno consecutivo Acec e Cei si impegnano a offrire uno spunto di riflessione sui grandi temi della vita attraverso  l’intrattenimento culturale. Dopo aver ragionato, nelle precedenti stagioni, sull’importanza dell’infanzia, della multiculturalità, della festa, dell’ecologia, del viaggio come cammino, della ricerca dell’Assoluto, dell’educazione culturale, sulla figura di Gesù, l’attenzione va ora alle grandi domande sull’esistenza e sulla fede nell’arte contemporanea. Citando l’introduzione del presidente dell’Acec Roberto Busti al libro La fede nel cinema di oggi – Inquietudini e speranze in 14 film: «“Il bisogno di credere è un bisogno pre-politico e pre-religioso, sul quale poggia il desiderio di sapere.  Riconoscendo l’importanza di tale bisogno, noi atei possiamo favorire il dialogo tra credenti e non credenti….” Così si esprimeva, recentemente, la filosofa francese  Julia Kristeva. Molti film sono stati inseriti nel presente volume proprio partendo da questa considerazione. Anche quelli che apparentemente sembrano muoversi su territori lontani dalla fede, ne sono talvolta profondamente vicini. I valori cristiani semi nati a larghe mani nella lunga storia di duemila anni, improvvisamente emergono quasi carsicamente nella letteratura, nel teatro e nel cinema che, tra tutte le forme d’arte, è forse quella che riesce a metabolizzare meglio il credo cristiano in chiave contemporanea».

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