In tanti lo davano per finito, ma lui ha sempre creduto che il giorno della riscossa sarebbe prima o poi arrivato. Ora è atteso in Spagna

di Leo GABBI

MOTO-PRIX-MAS

Forse neppure se qualche scrittore di fantasy si fosse messo d’impegno, avrebbe potuto descrivere la domenica speciale a Misano di Valentino Rossi. “The Doctor” è tornato: lo sapevamo ormai da mesi, perché il campione marchigiano, che ormai comincia ad avere qualche anno sulle spalle, ma ha comunque il piglio dell’eterno ragazzo, macinava pole su pole e aveva anche cominciato a inanellare una serie di podi che potevano far pensare all’ennesimo colpo di coda.

Nel Gp di San Marino, proprio sul circuito dedicato a Marco Simoncelli, Vale ha corso senza risparmiarsi, ricordando a tutti che il mostro sacro del circuito, prima ancora del nuovo fenomeno Marc Marquez, resta sempre lui. Una vittoria meravigliosa, che riconcilia i milioni di tifosi di Vale con i momenti più cupi attraversati negli ultimi anni e culminati con la sfortunata esperienza in Ducati. Ma il bilancio deve necessariamente essere più ampio, con quel ragazzino che nel 1996 aveva cominciato a mangiare l’asfalto a ogni curva e che a soli 17 anni passò per primo al traguardo della 125 di Brno, in sella ad una Aprilia. Da allora sono passati 18 anni, è cambiato il mondo (se si pensa che a quei tempi esisteva ancora la lira…), ma il fuoriclasse marchigiano è rimasto la stella polare degli appassionati di motori italiani, specie quelli delusi da una Ferrari che dopo Schumacher sembra non sappia più vincere.

Anche Rossi, come detto, ha passato momenti delicati, in tanti lo davano per finito già tre anni fa, ma lui ha sempre creduto che, con una moto più vicina al suo moto di guidare, il giorno della riscossa sarebbe prima o poi arrivato. E il fatto che il trionfo sia arrivato proprio nel circuito di casa, con la possibilità per il campione di festeggiare tra la sua gente è la ciliegina sulla torta che rende davvero una favola quello che è successo domenica 14 settembre. Misano infatti dista solo 13 chilometri dalla sua Tavullia, ed è il circuito dedicato al suo indimenticato amico Marco Simoncelli, che per anni ne ha avuto un disegno simbolico sul casco. Correre e vincere qui, in una stagione dominata da quello che tutti definiscono il suo erede, quel Marquez che sembrava imbattibile fino a due Gp fa, è stato qualcosa di magico, che interrompe il digiuno di vittorie che durava da oltre un anno, dal 29 giugno 2013 ad Assen, in Olanda. Così Vale, che di sicuro non è dalla lacrima facile, stavolta ha subito esclamato appena tagliato il traguardo: «Mi sono venuti gli occhi lucidi fermandomi dagli amici e ragazzi dell’Academy e del fan club. Emozionante e commovente. Vincere era l’obiettivo principale della stagione e ce l’ho fatta. Aspettavo con ansia che Marquez commettesse un errore per poterlo sfruttare. Oggi è capitato ed è capitato nel circuito migliore per poter festeggiare con la gente». Ora la curiosità di tutti si sposta già al prossimo Gp in Spagna domenica 28 settembre, per capire se il sogno continua. Intanto però per un giorno i tifosi si sono sentiti più giovani di 18 anni, con un campione che sembra non invecchiare mai quando inforca quella due ruote e un’Italia che almeno sportivamente parlando, ci fa sentire orgogliosi.

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