All’educatore gesuita sarà intitolato un tratto di strada confinante col Centro Schuster a Lambrate, da lui fondato e diretto per oltre cinquant’anni

Padre Lodovico Morell

Domenica 8 maggio, con una cerimonia a partire dalle 10.30 a Lambrate, il Comune di Milano ricorderà e indicherà a riferimento per i giovani il gesuita padre Lodovico Morell, educatore e fondatore del Centro Giovanile Cardinal Schuster, dedicandogli il tratto di strada confinante con l’istituzione da lui fondata e diretta per oltre cinquant’anni.
Nato a Osnago (Lecco) il 29 luglio 1913, Morell lavorò fino a 17 anni in tipografia. Poi la vocazione, che lo portò a essere ordinato sacerdote diocesano nella parrocchia di Gorla. Dopo un’esperienza come prete operaio alla Fonderia Magrini di Bergamo, si avvicinò alla Compagna di Gesù e ne divenne membro. Mentre si ricostruiva la chiesa di San Fedele a Milano venne chiamato ad assumersi la responsabilità degli Oratori di S. Fedele. Da qui l’impegno educativo, teso, secondo il modello ignaziano, ad aiutare i giovani mettendosi al loro fianco, a scoprire il senso dell’esistenza, a risvegliare in loro il coraggio delle decisioni definitive e a divenire “uomini per gli altri”.
Vivendo tra giovani costretti a socializzare tra le macerie causate dal bombardamento del 1943 e a esprimere la loro voglia di vivere tra i ruderi delle vie Catena, Agnello e Sala, ne attivò l’accoglienza, sostenendoli mediante l’esperienza oratoriana nell’ambito della Congregazione Mariana “Mater Divinae Gratiae” e dei campeggi tra i monti, a contatto con la natura e lo splendore del creato, proponendo motivazioni e valori esistenziali, tra cui l’impegno ad approfondire il senso religioso e a coltivare la fede. Motivazioni e valori che portarono molti di quei giovani a un impegno culturale e sociale nella più ampia comunità ecclesiale e civile, facendo tesoro di quanto ricevuto in quegli anni difficili.
Successivamente padre Morell maturò anche l’idea di allargare gli spazi nel tentativo di aiutare i ragazzi a vivere la loro età con gioia e allegria in ambiti territoriali che sostenessero la loro crescita umana e cristiana. Un luogo ampio dove raccoglierli per aiutarli a crescere anche attraverso la pratica del gioco e secondo valori condivisi. Da qui la realizzazione nel 1954 – con il sostegno del cardinale Schuster, la condivisione dei suoi superiori (padre Pozzi, padre Santi, padre Gonfalonieri…) e la disponibilità di amici professionisti (Vismara, Sala, Garbagnati, Passani, Giudici…) – del Centro Giovanile Cardinal Schuster, facendo del tempo libero e della pratica sportiva uno strumento formativo.
Con il Centro Schuster – del quale fu perno insostituibile e riferimento prezioso – l’impegno educativo di padre Morell ha aiutato, tra l’altro, a recuperare – già in tempi difficili e confusi come gli anni Cinquanta – la dimensione interparrocchiale e zonale della grande istituzione “oratoriana” di Don Bosco e la capacità di proporre l’attività fisico-sportiva come momento di crescita e mezzo di formazione; a coinvolgere nel mondo esclusivo dello sport l’impegno ideale, economico e operativo dei genitori e delle famiglie; a capire il cambiamento esistenziale in atto fra i giovani e ad anticipare un discorso di “coeducazione” nel difficile contesto ecclesiale e sociale dell’immediato dopoguerra; a sollecitare e influenzare con la propria presenza enti e persone in ordine alle problematiche educative e formative dei giovani e alla valenza educativa dello sport.
Un impegno educativo e formativo a tutto campo, che ha incontrato anche difficoltà e incomprensioni, ma che ha evidenziato una testimonianza forte e una dedizione totale. Ora il Comune di Milano la ricorda annoverando padre Lodovico tra quanti hanno costituito il grande patrimonio di educatori veri che con passione hanno insegnato cose in cui hanno creduto per davvero e alle quali hanno dedicato l’intera loro vita.

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