Il 29 settembre il grande campione compirà 70 anni. In programma una serata in diretta Rai, la partenza da Bergamo del Giro di Lombardia e la Gimondibike a Iseo

Felice Gimondi

Tre giorni di festa per rendere omaggio a Felice Gimondi, uno dei più grandi campioni della storia del ciclismo, che sabato 29 settembre compirà 70 anni.

I festeggiamenti cominceranno venerdì 28 settembre con una manifestazione a inviti al Centro Congressi di Bergamo. Attesi, tra gli altri, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Raymond Poulidor. Non mancherà Enrico Ruggeri, che canterà la sua canzone dedicata a Gimondi. L’evento sarà trasmesso in diretta tra le 21 e le 23 dalla Rai: Auro Bulbarelli, Alessandra De Stefano e Beppe Conti animeranno la conduzione, alternando interviste in diretta alla proiezione di numerosi filmati, custoditi nelle teche Rai, illustranti i momenti salienti della carriera di Gimondi: le vittorie al Tour, al Giro, alla Vuelta, al Mondiale, i trionfi nelle grandi classiche. Si proseguirà sabato 29 con la partenza da Bergamo del Giro di Lombardia e si concluderà domenica 30 con la Gimondibike, classica del fuoristrada, in programma a Iseo.

La tre-giorni “Felice Gimondi – 70° tappa: buon compleanno, campione!” è stata presentata ieri nella sede della Provincia di Bergamo. «Un esempio straordinario per i valori sportivi e umani che ha saputo offrirci e di cui oggi è ancora valido testimone: in un epoca in cui la società, dallo sport alla politica, presentano forti segni di decadimento e inquinamento morale, figure come Felice Gimondi restano baluardi a cui aggrapparci e riferimenti indispensabili per continuare a guardare avanti con fiducia», ha sottolineato nell’occasione il vicepresidente del Consiglio regionale Carlo Saffioti. Alla conferenza stampa, oltre allo stesso Gimondi, hanno partecipato il sindaco di Bergamo Franco Tentorio, il presidente della Provincia Ettore Pirovano, Stefano Allocchio di Rcs e Giovanni Bettineschi di Promoeventi. Commosso il campione di Sedrina, che ha voluto dedicare la festa alla sua famiglia e in particolare alla moglie: «Ha cresciuto da sola le nostre figlie dopo che l’ho portata via dal mare per andare a vivere in un paesino di montagna, il 50% del merito per le mie vittorie è suo».

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