Terza edizione dell’iniziativa che coinvolge circa 10 mila ragazzi tra i 10 e i 13 anni

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Circa 10 mila ragazzi di età compresa tra i 10 e i 13 anni, sette Province lombarde coinvolte, Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, Coni, le squadre di calcio Milan, Inter, Brescia, Monza e Lecco, oltre a Olimpia Milano (basket), Hockey Milano, Gabeca Monza (pallavolo). Sono i protagonisti di “Io tifo positivo – Nel segno di Candido Cannavò”.

L’iniziativa, presentata oggi e giunta alla sua terza edizione, prevede incontri formativi nelle scuole alla presenza di testimonial delle squadre che hanno aderito al progetto, eventi sportivi e di gioco arricchiti da un tifo “positivo”, con la ferma condanna degli episodi di violenza, purtroppo ancora troppo frequenti sugli spalti degli stadi di calcio, soprattutto.

Le parole chiave di “Io tifo positivo”, la cui realizzazione è affidata a Comunità Nuova onlus, di cui è presidente don Gino Rigoldi, sono rispetto, tolleranza, educazione, impegno, sana competizione, divertimento, lealtà e accettazione della sconfitta.  I giovani coinvolti in questa iniziativa dovranno mettersi alla prova e dimostrare di aver appreso il gusto di tifare per lo sport e contro ogni forma di violenza e discriminazione.

«Anche quest’anno – – ha sottolineato l’assessore regionale allo Sport e Giovani Monica Rizzi – si rinnova il sodalizio tra istituzioni, associazioni, territorio e mondo sportivo. Una sinergia vincente, all’insegna della promozione dei valori positivi dello sport e di una cultura della sportività». Rivolgendosi a una rappresentativa delle scolaresche intervenuta alla  presentazione, l’assessore Rizzi ha insistito sulla necessità di un cambio di cultura per contrastare i fenomeni di violenza che si verificano nei luoghi in cui si pratica sport: «Vogliamo lavorare insieme ai voi – ha detto ai ragazzi – e non su di voi, per crescere insieme a voi».

All’incontro di presentazione hanno partecipato il consigliere regionale Giorgio Puricelli, l’assessore provinciale allo Sport Cristina Stancari, l’assessore comunale allo Sport Chiara Bisconti, Alessandro Cannavò (figlio di Candido, a cui l’iniziativa è intitolata) e rappresentanti delle società sportive coinvolte nel progetto.

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