"Attaccante nato" è il libro dell'ex calciatore di Como, Milan, Fiorentina e Nazionale, oggi affetto da Sclerosi laterale amiotrofica. Un messaggio di speranza per tutti i malati -

di Mauro COLOMBO
Redazione

La Sclerosi laterale amiotrofica è un avversario che attacca senza esclusione di colpi. Uno dopo l’altro, pregiudica la coordinazione dei movimenti fino a rendere inabili, distorce le parole fino a ridurre al mutismo, ostacola la deglutizione fino a impedire una normale alimentazione, indebolisce i muscoli fino ad atrofizzarli, paralizza fino a costringere a letto, blocca la respirazione fino a rendere necessaria la ventilazione forzata. Ed è anche un avversario sleale, la Sla, perché non colpisce di fronte, ma alle spalle, senza avvisaglie, quando uno meno se l’aspetta.
Stefano Borgonovo è un attaccante nato, con il gol nel sangue, come si suol dire. L’ha dimostrato in tutte le squadre in cui ha militato: dal Como al Milan, dalla Fiorentina alla Nazionale. Ma davanti alla Sla, inizialmente, anche lui ha dovuto mettersi sulla difensiva. Perché l’insidia è arrivata totalmente imprevista: ancora giovane, una bella famiglia, un incarico gratificante quale istruttore di una Scuola calcio, dove mettere a disposizione dei ragazzi l’esperienza accumulata durante la sua carriera, Borgonovo ha visto il suo organismo progressivamente e subdolamente demolito dalla malattia.
Ma l’istinto l’ha spinto a reagire alla “Stronza” (come la chiama lui). Borgonovo è passato al contrattacco, decidendo di voler comunque vivere e combattere, accendendo i riflettori sulla sua condizione, facendo parlare di sé in ogni occasione possibile, promuovendo una Fondazione per contrastare la Sla e ora scrivendo (con l’ausilio di un sintetizzatore vocale e la collaborazione di Alessandro Alciato, giornalista di Sky Sport) un libro che si intitola Attaccante nato (Rizzoli, 165 pagine, 15 euro; la prefazione è di Silvio Berlusconi).
In queste pagine Borgonovo racconta e si racconta senza nascondere nulla: da alcuni episodi drammatici della sua giovinezza (le avances di un pervertito, l’aggressione di un tossicodipendente) alle fasi più atroci dell’incedere del male (come la progressiva sparizione della lingua). Momenti della sua vita da affetto dal morbo di Gehrig sono accostati – in un parallelo tanto atroce quanto suggestivo – a spezzoni di partita, incontri con personaggi famosi, goliardate tra amici.
È un libro di speranza, Attaccante nato. Lo è nel messaggio d’amore di Borgonovo per sua moglie Chantal, che non lo lascia solo un minuto, e per i suoi quattro figli, che riempiono la sua esistenza ora confinata in quattro mura. Lo è nella difesa orgogliosa del mondo del pallone, che Borgonovo non rinnega e a cui non imputa nulla del suo stato (a fronte di chi mette in relazione la pratica calcistica con l’insorgere della Sla). Lo è nella presentazione della Fondazione che porta il suo nome e con la quale Borgonovo punta, se non a un gol, almeno a un assist per tanti malati come lui. La Sclerosi laterale amiotrofica è un avversario che attacca senza esclusione di colpi. Uno dopo l’altro, pregiudica la coordinazione dei movimenti fino a rendere inabili, distorce le parole fino a ridurre al mutismo, ostacola la deglutizione fino a impedire una normale alimentazione, indebolisce i muscoli fino ad atrofizzarli, paralizza fino a costringere a letto, blocca la respirazione fino a rendere necessaria la ventilazione forzata. Ed è anche un avversario sleale, la Sla, perché non colpisce di fronte, ma alle spalle, senza avvisaglie, quando uno meno se l’aspetta.Stefano Borgonovo è un attaccante nato, con il gol nel sangue, come si suol dire. L’ha dimostrato in tutte le squadre in cui ha militato: dal Como al Milan, dalla Fiorentina alla Nazionale. Ma davanti alla Sla, inizialmente, anche lui ha dovuto mettersi sulla difensiva. Perché l’insidia è arrivata totalmente imprevista: ancora giovane, una bella famiglia, un incarico gratificante quale istruttore di una Scuola calcio, dove mettere a disposizione dei ragazzi l’esperienza accumulata durante la sua carriera, Borgonovo ha visto il suo organismo progressivamente e subdolamente demolito dalla malattia.Ma l’istinto l’ha spinto a reagire alla “Stronza” (come la chiama lui). Borgonovo è passato al contrattacco, decidendo di voler comunque vivere e combattere, accendendo i riflettori sulla sua condizione, facendo parlare di sé in ogni occasione possibile, promuovendo una Fondazione per contrastare la Sla e ora scrivendo (con l’ausilio di un sintetizzatore vocale e la collaborazione di Alessandro Alciato, giornalista di Sky Sport) un libro che si intitola Attaccante nato (Rizzoli, 165 pagine, 15 euro; la prefazione è di Silvio Berlusconi).In queste pagine Borgonovo racconta e si racconta senza nascondere nulla: da alcuni episodi drammatici della sua giovinezza (le avances di un pervertito, l’aggressione di un tossicodipendente) alle fasi più atroci dell’incedere del male (come la progressiva sparizione della lingua). Momenti della sua vita da affetto dal morbo di Gehrig sono accostati – in un parallelo tanto atroce quanto suggestivo – a spezzoni di partita, incontri con personaggi famosi, goliardate tra amici.È un libro di speranza, Attaccante nato. Lo è nel messaggio d’amore di Borgonovo per sua moglie Chantal, che non lo lascia solo un minuto, e per i suoi quattro figli, che riempiono la sua esistenza ora confinata in quattro mura. Lo è nella difesa orgogliosa del mondo del pallone, che Borgonovo non rinnega e a cui non imputa nulla del suo stato (a fronte di chi mette in relazione la pratica calcistica con l’insorgere della Sla). Lo è nella presentazione della Fondazione che porta il suo nome e con la quale Borgonovo punta, se non a un gol, almeno a un assist per tanti malati come lui.

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