L'olimpionico discute la tesi di laurea in Scienze motorie alla Cattolica


Redazione

È un campione di fama mondiale. Eppure l’olimpionico Igor Cassina ha trovato il tempo di laurearsi al triennio in Scienze motorie e dello sport. Titolo della tesi, L’esperienza sportiva come occasione di crescita per la persona, un lavoro che prende in esame non solo l’aspetto tecnico-professionale dell’atleta, ma anche la sua valenza formativa, il suo carattere e le sue relazioni sociali. Per Cassina lo sport è, dunque, oltre che un trampolino di lancio nella vita professionale soprattutto un’occasione di crescita umana.
La discussione della tesi avverrà in Università Cattolica lunedì 29 marzo, alle 16, nell’aula Pio XI di largo Gemelli, 1 a Milano. A presiedere la commissione di laurea sarà il professor Michele Lenoci, preside della facoltà di Scienze della formazione. Relatore della tesi è il professor Francesco Casolo e correlatore la professoressa Anna Ajani.
Scrive lo stesso Cassina nella sua tesi: «… Il benessere che migliora la qualità della vita è certamente una delle motivazioni che spingono molti a praticare lo sport. Perciò questa attività è in fondo un diritto per tutti i cittadini, perché, a qualsiasi livello venga praticata, consente l’incontro e il rapporto amichevole tra le persone: la vittoria e la sconfitta fanno parte della vita di ciascuno, e dunque saper vincere senza arroganza e perdere senza rancore sono qualità preziose nei rapporti sociali… Nella vita quotidiana si seguono costantemente delle regole e proprio queste, sono alla base dello sport: seguirle vuol dire avere consapevolezza di quello che stiamo facendo, diventare più adulti nel carattere, non mollare nonostante le avversità e i momenti più difficili. In questi casi l’impegno e la costanza non devono mancare, e con buone probabilità supereremo gli ostacoli e saremo soddisfatti del nostro operato, anche non strettamente sportivo… Impegnando sia la mente sia il corpo, lo sport evidenzia assoluto rispetto di se stessi, delle proprie potenzialità e dei propri limiti. Sarà così più semplice trasferire questo sentimento anche alle persone che ci stanno di fianco, siano esse compagni di squadra, o avversari sul campo, o amici nel cammino della vita». È un campione di fama mondiale. Eppure l’olimpionico Igor Cassina ha trovato il tempo di laurearsi al triennio in Scienze motorie e dello sport. Titolo della tesi, L’esperienza sportiva come occasione di crescita per la persona, un lavoro che prende in esame non solo l’aspetto tecnico-professionale dell’atleta, ma anche la sua valenza formativa, il suo carattere e le sue relazioni sociali. Per Cassina lo sport è, dunque, oltre che un trampolino di lancio nella vita professionale soprattutto un’occasione di crescita umana.La discussione della tesi avverrà in Università Cattolica lunedì 29 marzo, alle 16, nell’aula Pio XI di largo Gemelli, 1 a Milano. A presiedere la commissione di laurea sarà il professor Michele Lenoci, preside della facoltà di Scienze della formazione. Relatore della tesi è il professor Francesco Casolo e correlatore la professoressa Anna Ajani.Scrive lo stesso Cassina nella sua tesi: «… Il benessere che migliora la qualità della vita è certamente una delle motivazioni che spingono molti a praticare lo sport. Perciò questa attività è in fondo un diritto per tutti i cittadini, perché, a qualsiasi livello venga praticata, consente l’incontro e il rapporto amichevole tra le persone: la vittoria e la sconfitta fanno parte della vita di ciascuno, e dunque saper vincere senza arroganza e perdere senza rancore sono qualità preziose nei rapporti sociali… Nella vita quotidiana si seguono costantemente delle regole e proprio queste, sono alla base dello sport: seguirle vuol dire avere consapevolezza di quello che stiamo facendo, diventare più adulti nel carattere, non mollare nonostante le avversità e i momenti più difficili. In questi casi l’impegno e la costanza non devono mancare, e con buone probabilità supereremo gli ostacoli e saremo soddisfatti del nostro operato, anche non strettamente sportivo… Impegnando sia la mente sia il corpo, lo sport evidenzia assoluto rispetto di se stessi, delle proprie potenzialità e dei propri limiti. Sarà così più semplice trasferire questo sentimento anche alle persone che ci stanno di fianco, siano esse compagni di squadra, o avversari sul campo, o amici nel cammino della vita».

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