Nell'ambito della III edizione di "Giocando con i Re". Grande favorito il sacerdote napoletano don Valerio Piro. Testimonial d'eccezione Neri Marcorè


Redazione

L’idea è partita da don Stefano Vassallo, prete genovese appassionato di scacchi. Nel panorama scacchistico nazionale (e internazionale) mancava una manifestazione riservata agli uomini di Chiesa: eppure tra preti e sacerdoti sono molti gli appassionati.
Mancava forse anche per i difficili rapporti in passato tra la Chiesa e il “Nobil Giuoco”, messo al bando su richiesta di San Pier Damiani nel 1061, condannato formalmente da due Concili nel XIII secolo, osteggiato fino alla fine del Quattrocento e rivalutato solo grazie a Leone X, tanto appassionato da farsi ricordare per questo nella Storia dei papi del Pastor. Poi, grazie a Santa Teresa d’Avila e San Francesco di Sales, la “condanna” venne tolta permettendo a molti ecclesiastici di misurarsi in competizioni anche di alto livello: basti pensare a Ruy Lopez de Segura, celebre sacerdote spagnolo considerato il più forte giocatore al mondo del Cinquecento, oppure a padre William Lombardy, campione degli Stati Uniti e “secondo” di Bobby Fischer nella famosa sfida iridata contro Boris Spassky del 1972.
Ora, nell’ambito della terza edizione di “Giocando con i Re”, manifestazione agonistico-culturale in programma in novembre a Carugate (Mi), la lacuna sarà colmata con l’organizzazione del primo campionato italiano riservato ai religiosi (preti, frati, suore, ecc).
L’idea, partita da don Stefano, è stata fatta propria dal patròn di “Giocando con i Re” Giuseppe Sgrò (psicologo realizzatore di ricerche/ pubblicazioni scientifiche sul gioco degli scacchi presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino e membro della Commissione Medico-Scientifica della Fsi), che per l’occasione ha trovato un testimonial d’eccezione nell’attore Neri Marcorè, appassionato scacchista, che premierà personalmente i partecipanti.
«Il primo Campionato di scacchi per sacerdoti e religiosi – spiega Sgrò – accresce il già ampio programma della terza edizione di “Giocando con i Re”. Del resto nel gioco degli scacchi si realizza simbolicamente un ricongiungimento tra cielo e terra, di cui parleremo in una specifica conferenza dedicata al tema “Scacchi e Chiesa”».
L’appuntamento di Carugate – aperto a tutti, dai principianti a coloro che già hanno una esperienza agonistica – è per il 12 e 13 novembre. La competizione, sostenuta e approvata dalla Cei e dal Csi, si svolgerà sotto l’egida della Federazione Scacchistica Italiana. Grande favorito il sacerdote napoletano don Valerio Piro, che nello scorso marzo ha partecipato con ottime prestazioni al Campionato europeo individuale a Fiume, in Croazia.
Info: www.giocandoconire.it L’idea è partita da don Stefano Vassallo, prete genovese appassionato di scacchi. Nel panorama scacchistico nazionale (e internazionale) mancava una manifestazione riservata agli uomini di Chiesa: eppure tra preti e sacerdoti sono molti gli appassionati.Mancava forse anche per i difficili rapporti in passato tra la Chiesa e il “Nobil Giuoco”, messo al bando su richiesta di San Pier Damiani nel 1061, condannato formalmente da due Concili nel XIII secolo, osteggiato fino alla fine del Quattrocento e rivalutato solo grazie a Leone X, tanto appassionato da farsi ricordare per questo nella Storia dei papi del Pastor. Poi, grazie a Santa Teresa d’Avila e San Francesco di Sales, la “condanna” venne tolta permettendo a molti ecclesiastici di misurarsi in competizioni anche di alto livello: basti pensare a Ruy Lopez de Segura, celebre sacerdote spagnolo considerato il più forte giocatore al mondo del Cinquecento, oppure a padre William Lombardy, campione degli Stati Uniti e “secondo” di Bobby Fischer nella famosa sfida iridata contro Boris Spassky del 1972.Ora, nell’ambito della terza edizione di “Giocando con i Re”, manifestazione agonistico-culturale in programma in novembre a Carugate (Mi), la lacuna sarà colmata con l’organizzazione del primo campionato italiano riservato ai religiosi (preti, frati, suore, ecc).L’idea, partita da don Stefano, è stata fatta propria dal patròn di “Giocando con i Re” Giuseppe Sgrò (psicologo realizzatore di ricerche/ pubblicazioni scientifiche sul gioco degli scacchi presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino e membro della Commissione Medico-Scientifica della Fsi), che per l’occasione ha trovato un testimonial d’eccezione nell’attore Neri Marcorè, appassionato scacchista, che premierà personalmente i partecipanti.«Il primo Campionato di scacchi per sacerdoti e religiosi – spiega Sgrò – accresce il già ampio programma della terza edizione di “Giocando con i Re”. Del resto nel gioco degli scacchi si realizza simbolicamente un ricongiungimento tra cielo e terra, di cui parleremo in una specifica conferenza dedicata al tema “Scacchi e Chiesa”».L’appuntamento di Carugate – aperto a tutti, dai principianti a coloro che già hanno una esperienza agonistica – è per il 12 e 13 novembre. La competizione, sostenuta e approvata dalla Cei e dal Csi, si svolgerà sotto l’egida della Federazione Scacchistica Italiana. Grande favorito il sacerdote napoletano don Valerio Piro, che nello scorso marzo ha partecipato con ottime prestazioni al Campionato europeo individuale a Fiume, in Croazia.Info: www.giocandoconire.it

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