Un'esperienza formativa del tutto innovativa lanciata dal Gs Bresso 4 in collaborazione con il Csi Milano


Redazione

05/03/2008

Mentre nel “grande sport” basta l’etere per scatenare la violenza verbale di certi pseudo-tifosi (come gli ascoltatori di una radio romana, che hanno riempito di insulti e minacce telefonini e caselle e-mail dei commentatori di Sky), nello sport di base c’è chi scommette sul tifo quale veicolo di relazione tra genitori e figli.

Parliamo di “Tifo in Famiglia”, un’esperienza innovativa lanciata dal Gs Bresso 4 in collaborazione con il Comitato Provinciale del Centro Sportivo Italiano. Si tratta di un corso di formazione che si inserisce nel solco tracciato dal Contratto Etico Sportivo recentemente firmato dalla società: l’obiettivo è quello di utilizzare un argomento coinvolgente come il tifo per approfondire il tema della comunicazione e della relazione tra le persone, affrontando temi quali il senso del limite e la voglia di eccesso, la violenza e il linguaggio, la capacità di essere autoironici e il modo di comunicare in famiglia…

Il progetto vivrà il suo battesimo domenica 9 marzo, alle 18, al Palalido di Milano con la partecipazione in curva “ultras” alla partita di pallavolo maschile A1 tra Sparkling Volley Milano e Corigliano. Una scelta non casuale, dato che la Sparkling Volley Milano – con cui Csi e Bresso 4 collaborano – sta a sua volta svolgendo un progetto etico-sociale e la sua curva è stata premiata nella stagione scorsa quale “curva più corretta”.

Ma perché usare proprio il tifo? «Perché, bene o male, tutti siamo “tifosi”, magari non solamente nello sport – spiega Antonio Zambelli, vicepresidente del Bresso 4 -. È un argomento che permette un percorso formativo divertente e innovativo, svolto attraverso incontri in aula, ma anche con “prove pratiche” sul campo. Ed è anche coinvolgente, stimola tutti a “dire la loro”, facilitando il confronto, anche tra genitori e figli».

Il percorso educativo – seguito dai settori Formazione del Csi e del Bresso 4, e aperto a tutte le famiglie – prevede inizialmente la presenza di una quarantina di persone. Tra aprile e maggio sono in programma tre incontri di approfondimento in aula, differenziati per genitori e figli. Questi gli argomenti: violenza, non violenza, conflitto; sport come benessere per il corpo e la mente; il tifo sano e corretto.

Sempre in maggio, una nuova prova pratica, consistente nel tifare per i ragazzi in del Gs in oratorio con coreografie, accoglienza della squadra ospite e momento conviviale dopo-gara. In conclusione, un incontro comune di confronto sull’esperienza svolta.

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