Redazione

Come accade ormai da tempo, intitolazioni, premi e riconoscimenti specifici ricorderanno durante il Giro suoi protagonisti antichi e moderni, le cui gesta sono riproposte ogni anno all’attenzione del pubblico.

“Cima Coppi” è l’indicazione con la quale dal 1965 si designa la vetta più alta del Giro, a cui è abbinato il nome del Campionissimo, scalatore-principe: quest’anno tocca al Colle dell’Agnello, con i suoi 2744 metri. E al vincitore della frazione che comprende la Cima Coppi – in questo caso la Scalenghe-Briancon – è destinato il Trofeo “Vincenzo Torriani”, riconoscimento legato al grande patròn, che sposa virtù atletiche e ardimento: doti che nel ciclismo Torriani vedeva felicemente sintetizzate.

Il giorno seguente si disputerà la cronoscalata da Biella a Oropa: quest’ultima salita fu teatro di una delle più esaltanti imprese di Marco Pantani. Sarà proprio quella la “Montagna Pantani” del Giro 2007, come stabilito dalla Gazzetta e dalla Rcs Sport, che così commemorano la figura del campione di Cesenatico.

A Gino Bartali il Giro dedica ogni anno una tappa con arrivo o partenza in Toscana: quest’anno toccherà alla frazione che si concluderà a Lido di Camaiore. A un altro campione toscano, Gastone Nencini (che vinse il Giro esattamente cinquant’anni fa), sarà invece dedicata la Spoleto-Scarperia.

Al corridore protagonista dell’impresa più bella del Giro, infine, andrà il trofeo intitolato ad Alberto Bonacossa, uno dei padri dell’olimpismo e della Gazzetta, e al figlio Cesare, che ne proseguì l’opera. (m.c.)

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