Redazione

«Fate spazio a Gesù anche negli ambienti sportivi»: questo l’appello che il cardinale Tettamanzi ha rivolto ai partecipanti al Natale degli Sportivi 2005. A tutti, grandi e piccoli, ai campioni e a quelli che lo diventeranno, perché «qui, stasera, siamo tutti campioni».

Nel suo intervento l’Arcivescovo ha confessato di essere stato colpito dal passaggio di una canzone ascoltata poco prima: “Non è mai subito”. «Questo è vero per tutti, ma soprattutto per chi fa sport – ha sottolineato -. Qualcuno ci vuole illudere che basti pagare, per ottenere risultati. In realtà, ci vogliono pazienza, coraggio, forza di saper aspettare, applicazione tecnica. Le difficoltà si superano solo facendo un passo dopo l’altro». Per questo «lo sport è uno straordinario strumento per l’educazione di una persona e per far crescere dentro e attorno a noi l’umanità».

Qui il Cardinale ha voluto porre un parallelo: «Anche per Gesù “non è mai stato subito”». «Ci ama pazzescamente, al punto che è diventato uno di noi – ha rilevato -. Eppure, quando è nato, per lui non c’era posto. Ancora in fasce ha rischiato di essere ucciso. Poi è stato contestato, rifiutato, mandato a morire sulla croce: è andato fino in fondo per donare il suo amore anche a chi lo bestemmiava e lo tradiva. E noi abbiamo la gioia di essere stati salvati da lui».

Ne è nato un interrogativo, che Tettamanzi ha posto a sé e a tutti: «Siamo pronti ad accogliere un Dio che ci ama così?». Seguendo l’esempio di San Francesco a Greppio, «se immaginassimo dei presepi negli stadi, nei palazzetti, sulle piste della prossima Olimpiade, sulle pagine dei quotidiani sportivi, ci sarebbe posto per Gesù?». La risposta è affermativa: «Chi coltiva e pratica i valori dello sport ha lo spazio per accogliere degnamente Gesù».

E quindi l’invito: «Vivete la fede anche nei vostri ambienti sportivi, magari nell’intimo della vostra coscienza», anche al di là di gesti esteriori come il segno della croce al momento di scendere in campo, talvolta più scaramantico che sincero. L’Arcivescovo ha concluso con una frase di Benedetto XVI a Colonia: «Lasciate a Dio il diritto di parlarvi. E io aggiungo: lasciate a Dio il diritto di amarvi».

Al termine, dopo gli interventi dei tecnici, il Cardinale – salutato come «il mister della serata» – ha voluto simpaticamente puntualizzare: «Anche l’Arcivescovo è un allenatore, allena la Chiesa ambrosiana: spero di essere sempre all’altezza di questo compito difficile, ma molto bello». [m.c.]

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