Redazione

«Si è lottato fino alla fine sia in testa che in coda. Scudetto meritato per la Juventus, piano a condannare il Milan, l’Inter è sulla strada giusta. Grandi exploits per l’Udinese, la Sampdoria, le siciliane e il Livorno. Sorpresa in negativo chi retrocederà tra Parma e Bologna»

di Mauro Colombo

Quello che si è appena concluso è stato un campionato di serie A atipico, il più lungo (20 squadre, 38 partite) da oltre mezzo secolo a questa parte: non capitava dal 1951-’52 e anche allora a vincere, guarda caso, era stata la Juventus.

«Un buon campionato, sul filo dell’equilibrio fino all’ultimo sia in testa che in coda – sottolinea Beppe Bergomi, ex capitano dell’Inter e della Nazionale, oggi commentatore per Sky -. Personalmente, però, lo considero troppo lungo e impegnativo: preferirei che si ritornasse alle 16 squadre».

Alla vigilia si pronosticava un duello Juventus-Milan e così è stato…
Ormai il titolo possono vincerlo in tre, loro due e l’Inter: le società economicamente e tecnicamente più attrezzate. Tuttavia, se penso alle “sette sorelle” di qualche anno fa o agli scudetti più lontani nel tempo di Verona, Napoli o Sampdoria, credo che quelli fossero campionati più avvincenti.

La Juventus si avvicina alla terza stella…
Ha condotto in testa dall’inizio alla fine. Grande merito a Capello e ai suoi uomini.

Il Milan, invece, è rimasto a mani vuote…
Andrei piano a definire negativa la stagione di una squadra che arriva seconda in campionato e in finale di Champions League. Ha lottato su entrambi i fronti e non è stato facile, considerata anche la difficoltà degli scontri europei (Manchester, Inter…). Ha retto finché ha avuto energie fisiche e nervose e fino a quando la difesa – su cui Ancelotti ha basato molto il gioco quest’anno – è stata pressoché insuperabile: poi ha pagato la fatica. Anche se il black-out di Istanbul rimane inspiegabile.

In relazione alle aspettative e al potenziale della squadra, il terzo posto dell’Inter appaga o delude?
Più che altro è fonte di rammarico per non aver mai realmente lottato per il titolo a causa dei troppi punti persi all’inizio, visto che nel girone di ritorno i nerazzurri sono stati all’altezza di Juve e Milan. In ogni caso la rosa è competitiva e dopo gli esperimenti iniziali Mancini ha trovato la formazione giusta: bisogna proseguire su questa strada.

Un ottimo campionato quello di Udinese e Sampdoria…
Non c’è dubbio. L’Udinese era meglio attrezzata e non a caso è arrivata in Champions: merito dei tanti uomini di qualità e del grande lavoro di Spalletti, facilitato anche dall’efficiente organizzazione societaria. In relazione al potenziale tecnico, la Sampdoria ha fatto ancora meglio: ha perso Bazzani, Simone Inzaghi non ha fatto neppure un gol, tutto il peso dell’attacco è gravato su Flachi e Rossini. Bisogna dare atto a Novellino dell’ottima impostazione di gioco e del grande spirito di sacrificio che ha saputo inculcare ai suoi.

Sorprese positive dalle siciliane, negative dalle romane…
Direi soprattutto la Roma, potenzialmente una squadra da quarto posto; per la Lazio si sapeva che sarebbe stato un anno di transizione. Del tutto d’accordo su Palermo e Messina, a cui aggiungerei anche il Livorno.

Equi i verdetti della lotta per la salvezza?
Sostanzialmente sì, anche se mi spiace in modo particolare per l’Atalanta, dato che conosco bene entrambi i suoi tecnici, Mandorlini e Delio Rossi: purtroppo è partita male, ha fatto una grande rimonta, ma non è riuscita a recuperare, così come il Brescia. Vedremo come andrà a finire lo spareggio tra Parma e Bologna: chi retrocederà costituirà comunque una sorpresa.

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