Redazione

Che cosa ha detto la prima settimana del Giro?

Spettacolo. Le previsioni della vigilia parlavano di un percorso impegnativo, in grado di stimolare i “girini” e, di conseguenza, vivacizzare la corsa anche in frazioni altrimenti considerate facili. Finora è andata proprio così: battaglia tutti i giorni, medie sostenute, vittorie di tappa contese sino all’ultimo. A tutto beneficio dello spettacolo e dell’ audience.

Promesse mantenute. Sono stati di parola. Paolo Bettini e Danilo Di Luca avevano garantito che sarebbero stati in prima linea a caccia di tappe e della maglia rosa. Ebbene, l’olimpionico ha vinto la frazione di Tropea e ha perso per squalifica quella di Frosinone; ha vestito la maglia, se l’è tolta, se l’è rimessa, l’ha ripersa (dopo aver sfogato la rabbia per la squalifica in una fuga d’altri tempi) e l’ha ripresa nuovamente. L’abruzzese, dal canto suo, ha preceduto tutti a Giffoni Valle Piana con uno sprint-capolavoro e ha concesso il bis a L’Aquila, conquistando il simbolo del primato proprio davanti ai suoi tifosi. Applausi a entrambi.

Petacchi a secco. Se cinque delle prime sei tappe erano considerate sulla carta pianeggianti, il fatto che Alessandro Petacchi (9 successi nel Giro 2004) sia ancora a digiuno – complice una caduta nella sesta frazione – fa senz’altro notizia. Il suo carniere appare ancora più vuoto se si aggiunge che lo spezzino aveva fatto l’occhiolino anche al prologo (un lungo sprint più che una cronometro), mancandolo in effetti per meno di un secondo. Sgradevole, poi, e non in linea con lo stile del velocista-gentiluomo la polemica relativa a un presunto complotto ai suoi danni da parte delle ruote veloci del gruppo.

Canguri sugli scudi. La presenza straniera si sta rivelando consistente non solo numericamente (145 corridori su 197 partenti, 17 squadre su 22). Con ogni probabilità la maglia rosa alla fine resterà in Italia, ma intanto è già stata indossata dagli australiani Lancaster (vincitore del cronoprologo) e McEwen (primo nella seconda e nella sesta tappa), mentre il connazionale Cooke è stato indiretto protagonista del declassamento di Bettini a Frosinone.

Favoriti alla finestra. Numero 1 sul pettorale, Damiano Cunego è parso intenzionato a chiarire da subito la sua leadership, soprattutto in casa Lampre. A Tropea si è impegnato per precedere Simoni in volata, a Giffoni si è arreso solo a Di Luca, lanciando poi qualche frecciata ai compagni di squadra. Più nascosto e tranquillo Basso, che comunque non è lontano in classifica.

Allarme incidenti. Nella seconda tappa il basco Lopez de Munain è caduto e ha rischiato la vita: solo il casco e il pronto intervento della Giroclinica hanno risolto una situazione che all’inizio ha fatto temere il peggio. Nella terza frazione si è rischiata una maxi-caduta per l’imprevista invasione della sede stradale da parte di due persone che manifestavano contro l’apertura di una discarica. E nella quarta Bettini e Cooke sono entrati in rotta di collisione durante la volata, a vantaggio di Mazzanti. I big del gruppo hanno già più volte lamentato la pericolosità di certi arrivi.

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