Il coraggio dell'ex campione gravemente malato di Sla può aiutare a far luce sulle cause di questo morbo e a cercare di debellarlo


Redazione

16/10/2008

di Leo GABBI

È stato bello rivedere in campo tanti campioni, ma l’occasione non era affatto fausta: Baggio, Gullit e Baresi sono scesi al Comunale di Firenze qualche giorno fa per sostenere l’ex compagno di squadra e amico Stefano Borgonovo, affetto da una malattia che colpisce da tempo molti giocatori: la Sla, la Sclerosi laterale amiotrofica.

Signorini e Lombardi sono state le ultime vittime prima dell’aggravamento delle condizioni di salute dell’ex campione di Milan e Fiorentina, le squadre che hanno dato vita al Franchi alla partita della solidarietà, il cui incasso servirà per finanziare le ricerche sul morbo di Gehrig.

Che questo fenomeno sia in qualche modo legato al doping, non si è mai riuscito a dimostrarlo finora; ma è impressionante e non può essere casuale la lunga sequenza di morti sospette di ex giocatori. Così, per una sera, il pallone si è ricordato di una funzione che dovrebbe sempre caratterizzarlo: aiutare gli amici, essere solidali con i meno fortunati, far capire che uno sport popolare è davvero forte quando riesce a vincere sfide come questa.

È stato toccante vedere Roby Baggio spingere la carrozzina di Borgonovo in campo, fin sotto la curva Fiesole, dove i tifosi viola gli hanno riservato un’accoglienza da brivido. Così come ci ha riconciliato con un certo tipo di calcio vedere Gullit e Baresi non riuscire a trattenere le lacrime nel vedere lo sfortunato compagno di squadra in quelle condizioni. Lui poteva solo muovere gli occhi, ma attraverso quel linguaggio visivo trasmetteva emozioni incredibili, ringraziando il grande cuore di Firenze e il mondo del calcio, che può e deve fare molto contro questa terribile piaga.

E la moglie-coraggio Chantal, sempre accanto al suo Stefano, ha incitato tutti a non abbandonare la speranza «perché la ricerca può arrivare a scoprire le origini di questo male e debellarlo. Per un periodo ho creduto che il doping potesse essere la causa di tutto questo, anche se mio marito ha sempre sostenuto e sostiene che la Sla non ne sia la conseguenza. Poi mi ha convinto e ora dico che per fare chiarezza su questa malattia bisogna collaborare tutti assieme. Forse sono cause genetiche».

Chantal vuole che la ricerca scopra perché il suo Stefano è immobilizzato e vive attaccato alle macchine. Così è nata la Fondazione Borgonovo, mentre c’è chi invita a non abbassare la guardia. «Ci sono altre persone che stanno per aggravarsi a causa di questa terribile malattia»: la denuncia è di Massimo Orlando, ex compagno di Borgonovo.

«Adesso i casi cominciano a essere un po’ troppi. Quando successe a Signorini si pensava a una casualità, ma ora ci sono tanti giocatori colpiti da questa terribile malattia. E a quello che mi risulta, ce ne sono tanti altri che stanno soffrendo. Ho parlato con persone che stanno per ammalarsi e che tra poco verranno fuori». Una denuncia in piena regola prima di un appello al calcio, definito ancora troppo omertoso, mentre Roberto Baggio ha definito Borgonovo un eroe moderno: «Dobbiamo dire grazie al suo coraggio perché non ha nascosto la malattia, anzi l’ha resa pubblica».

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