Redazione

Il Giro del duello Cunego-Basso inizia l’ultima settimana con i due protagonisti più attesi tagliati fuori dalla lotta per il primato. Il veronese, “saltato” nella tappa di Zoldo Alto, si avvia a una conclusione nella leale, ma un po’ anonima collaborazione al compagno-capitano Simoni. Il varesino, che proprio a Zoldo Alto ha vestito la maglia rosa e dato l’impressione di essere il padrone della corsa, accusa seri problemi intestinali nella tappa di Ortisei, dove perde il primato pur riuscendo a limitare i danni. Ma il giorno dopo, salendo allo Stelvio, è vittima di una crisi drammatica e giunge a Livigno con oltre 40 minuti di ritardo. Il Giro è perso, ma l’ostinazione di voler comunque tagliare il traguardo gli fa conquistare l’affetto della gente.

Le due tappe di montagna lanciano uno scalatore cui piace fuggire da lontano, il colombiano Ivan Parra, vincitore di entrambe. Intanto Paolo Savoldelli, il Falco bergamasco, plana in picchiata sulla maglia rosa, mostrando di volersi riprendere con gli interessi quello che la sfortuna – sotto forma di incidenti a ripetizione – gli ha tolto negli ultimi anni. Simoni resta in agguato, stupisce Di Luca, che resiste nei quartieri altissimi della classifica.

Dopo le tappe interlocutorie di Lissone (sprint di Petacchi) e Varazze (allungo di Le Mevel), si riprende a salire. Sul Colle di Tenda a trionfare è Basso, tornato in salute e desideroso di mantenere la promessa fatta nel giorno cupo dello Stelvio: «Vincerò a Limone Piemonte». Simoni attacca, ma riesce a guadagnare solo una manciata di secondi sulla maglia rosa. E il giorno dopo, mentre Ivan concede il bis nella crono Chieri-Torino, Savoldelli incrementa il suo vantaggio sul trentino. Ormai è un duello a due, con il “Pollicino” venezuelano Rujano (1,62 per 49 kg e mezzo) a fare da terzo incomodo.

Il penultimo giorno prevede la doppia ascesa al Sestrière, inframmezzata dall’inedito Colle delle Finestre, con gli ultimi chilometri in sterrato. Davanti a una folle impressionante Simoni allunga con Di Luca e Rujano. Quando l’asfalto lascia posto alla terra e ai sassi, il trentino è virtualmente in maglia rosa. Poi, però, Di Luca cede ai crampi, e viene così a mancare il suo generosissimo apporto alla fuga. Savoldelli “sale” regolare e, pur senza coéquipiers, trova collaborazione nei compagni di inseguimento. Il vantaggio di Simoni cala e verso Sestrière Rujano opera lo scatto decisivo. Il venezuelano vince la tappa, Savoldelli il Giro. L’atto conclusivo, a Milano, sancisce le classifiche: Petacchi fa poker di tappe, Savoldelli fa il bis in rosa, Bettini e Rujano festeggiano rispettivamente in ciclamino e in verde.

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