Dopo le due vittorie consecutive in slalom, il trentenne di Livigno guarda fiducioso a Torino 2006. «Ora è più sicuro», dice Mario Cotelli


Redazione

Il trentenne di Livigno tra i favoriti per Torino 2006.
«Non ha fatto grandi miglioramenti tecnici, però
è diventato più sicuro e deciso – spiega Mario Cotelli -.
Ma il suo tecnico lasci stare la Coppa del Mondo…»

di Mauro Colombo

«Cominciamo col dire che è favorito dalle origini…». Battuta lecita, da parte di un valtellinese doc come Mario Cotelli, direttore tecnico della Valanga Azzurra di Thoeni e Gros, a proposito dei recenti successi di Giorgio Rocca da Livigno: a Beaver Creek (4 dicembre) e Madonna di Campiglio (12 dicembre) il trentenne carabiniere ha centrato due vittorie consecutive in slalom, portando così a otto le sue affermazioni in Coppa del Mondo. A Campiglio Rocca ha rotto il ghiaccio, salendo per la prima volta sul gradino più alto del podio in una gara disputata in Italia. Ora guarda con fiducia alle Olimpiadi di Torino, dove parte tra i favoriti tra i paletti.

Una volta a trent’anni gli sciatori avevano già smesso. Ora invece vanno più forte di prima, come il caso di Rocca dimostra. Perché, Cotelli?
Perché c’è meno concorrenza, mancano i ricambi. Una volta i giovani talenti premevano e finivano per sopravanzare i più anziani. Oggi questo non succede.

Però Rocca ha indubbiamente fatto dei progressi…
Più a livello mentale che tecnico. Ai Mondiali di Bormio, per esempio, era molto atteso e ha finito per pagare quella pressione. Oggi invece sembra più sicuro e deciso.

Le due vittorie, in effetti, sono arrivate entrambe in rimonta, dopo un 2° e un 3° posto nella prima manche: vuol dire che psicologicamente è più forte?
Beh, a Campiglio i primi quattro erano racchiusi in pochi centesimi, praticamente erano alla pari. Lui comunque è uscito proprio nel finale, ha vinto nelle ultime 15 porte.

Il suo tecnico vede in lui qualità polivalenti tali da poter fare un pensierino alla Coppa del Mondo assoluta dell’anno prossimo…
Non modifichi l’impostazione di un’atleta a 30 anni. Prima di fare certe affermazioni, il tecnico di Rocca, che è anche quello della Nazionale, dovrebbe riflettere di più e pensare a far crescere anche gli altri slalomisti azzurri.

Ma per lo slalom di Torino 2006 quali chances ha Rocca?
Sicuramente è tra i favoriti, insieme a Raich, Stangassinger, Palander e al giovane americano Ligety, abbastanza pericoloso.

Una battuta anche su Elena Fanchini, che ha iniziato alla grande la stagione, vincendo la prima discesa femminile?
È una grandissima combattente, questo è sicuro, anche se ha vinto in condizioni climatiche particolari, che favorivano certi sci e non altri. È in un momento cruciale: dopo l’esplosione, confermarsi è difficile. Per riuscirci, occorre limare quelle imperfezioni tecniche che vedo ancora nella sua sciata e che in gara ti possono costare decimi preziosi.

La Valtellina attende il Circo Bianco: il 29 dicembre c’è la discesa maschile a Bormio…
Una grande trovata! Nessuno voleva la Coppa in quel periodo, quando le località sciistiche sono già piene di gente e una gara blocca tutto. Sarebbe stato molto più utile farla prima o dopo Natale: in Valtellina durante le vacanze abbiamo bisogno di lavorare…

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