Redazione

Damiano il Fenomeno contro Ivan il Tranquillo. Alla vigilia della partenza il Giro 2005 sembra vivere tutto sulla contrapposizione tra Damiano Cunego e Ivan Basso, i due principali favoriti, accomunati da reciproca stima, ma quanto mai diversi per carattere, immagine e genesi ciclistica.

Cunego (23 anni) è estroverso e brillante tanto quanto Basso (28 anni) è schivo e riservato. Il veronese e’ salito alla ribalta del grande ciclismo con il fragore dei suoi amati Doors, il varesino si è conquistato spazio e considerazione giorno dopo giorno. Damiano è esploso al Giro d’Italia dello scorso anno, Ivan si è definitivamente consacrato all’ultimo Tour de France.

Anche le vicende famigliari dei due, negli ultimi mesi, hanno preso pieghe opposte. Di gioia assoluta per Cunego, che da pochi giorni ha rivelato che la compagna Margherita in agosto darà alla luce Ludovica. Di grande dolore per Basso, che poche settimane fa ha perso la madre, cui era legatissimo.

Pure limitando l’attenzione all’ambito agonistico, si può notare come l’approccio dei due al Giro sia stato estremamente diverso. Spavaldo quello di Cunego, atteso alla conferma, talvolta più difficile della rivelazione, dopo i trionfi del Giro 2004. A digiuno di vittorie dal Lombardia, il Piccolo Principe è progressivamente cresciuto di condizione, arrivando a disputare una buona Liegi-Bastogne-Liegi.

Ma è stato al Giro di Romandia che Cunego ha gettato il suo vero guanto di sfida: una vittoria di tappa, un giorno da leader della classifica e il secondo posto finale. Soprattutto, evidenti miglioramenti nelle prove contro il tempo, che hanno sorpreso lui stesso e lo hanno confortato sul lavoro specifico svolto durante l’inverno.

Basso, invece, si è preparato al Giro “nascondendosi” più del rivale. Ha cominciato con un mese di ritardo rispetto agli altri, preferendo l’allenamento alle gare, perché punta alla doppietta Giro-Tour. Ivan è convinto che questo possa essere l’anno buono per balzare dal terzo al primo gradino del podio di Parigi; ma per il momento pensa a fare bene al Giro.

Sicuro di partire da Reggio Calabria con una buona condizione generale, con la giusta cattiveria agonistica non esita a candidarsi alla vittoria finale: «Sento che il Giro lo vincerà un italiano, e forse inizia per B…».

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