Redazione

«I corridori che non puntano alla vittoria finale si sono dati subito battaglia, dando vita a una corsa molto combattuta e quindi spettacolare – è il parere di Gianni Bugno, due volte campione del mondo e vincitore del Giro nel 1990 -. Ma sin qui, comunque, sono state solo scaramucce. La prossima settimana si comincerà a fare sul serio e chi punta alla vittoria finale – da Cunego a Basso, da Simoni a Garzelli – non potrà più nascondersi».

Quelli che non si sono nascosti, sicuramente, sono stati Bettini e Di Luca…
Sono certamente stati i protagonisti assoluti di questa prima settimana. Il continuo passaggio della maglia rosa tra loro è stato avvincente.

La sorprende il digiuno di vittorie di Petacchi?
Mah, in realtà non è che abbia avuto sin qui molte occasioni, perché in diverse occasioni lo sprint a ranghi compatti è stato anticipato da qualcuno. È stato anche sfortunato. Se fossi in lui, in ogni caso, non mi preoccuperei: quest’anno ha già dimostrato il suo valore vincendo la Milano-Sanremo e diverse altre corse.

Un avvio contrassegnato anche dalle polemiche: Petacchi ha parlato di un complotto ai suoi danni, Bettini ha minacciato il ritiro dopo la squalifica di Frosinone, il gruppo si è lamentato per la pericolosità di certi arrivi, all’origine di alcuni incidenti…
Sono cose che fanno parte del Giro e del ciclismo in generale. L’importante è metterci sempre tanta grinta, senza mollare mai.

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