Dopo l'incontro Gelmini-Petrucci parte un progetto-pilota per inserire l'attività motoria fin dalle elementari

Mauro COLOMBO
Redazione

Prima ancora che inimitabile direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò è stato un puntiglioso cronista dello sport in tutte le sue sfaccettature. E in questa veste ha spesso bacchettato le istituzioni – politiche e sportive – per il grave ritardo accumulato dall’Italia nel rapporto tra sport e scuola. A parole tutti riconoscevano come l’attività fisica rientrasse a pieno titolo nella formazione della persona. Nei fatti, la limitazione negli orari, l’inadeguatezza delle strutture, la mancata qualificazione professionale dei docenti hanno sempre costituito altrettanti limiti al riconoscimento della effettiva cittadinanza dell’educazione fisica nel novero delle materie scolastiche. Come Cannavò, altri imputavano (e imputano) proprio a questo gap anche quel deficit italico di cultura sportiva, che poi si traduce in polemiche, violenze verbali e fisiche, violazioni delle regole (leggi: doping): in una parola, la negazione dell’abc dei valori sportivi.
Il 19 giugno scorso il presidente del Coni Gianni Petrucci (da poco rieletto) ha diffuso una lettera aperta nella quale, tra l’altro, scriveva: «La partita dello sport nella scuola non solo non si è vinta, ma non si è riusciti neanche a giocarla…». Comunicazione alla quale era seguito il (fragoroso) silenzio del ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, che non lasciava intendere nulla di buono.
Nei giorni scorsi, invece, auspici il segretario del Coni Lello Pagnozzi e l’ex regina delle nevi Manuela Di Centa (oggi parlamentare Pdl), la Gelmini e Petrucci si sono incontrati. Al di là della reciproca soddisfazione manifestata al termine del colloquio, un primo risultato concreto è il varo di un progetto-pilota per inserire l’attività motoria fin dalle scuole elementari: progetto al quale il Coni contribuirà con tecnici e mezzi. La prossima settimana, poi, il Ministero convocherà un tavolo tecnico congiunto per studiare le fasi successive.
È la volta buona? È presto per dirlo. Sport e scuola sono rimasti già vittime di troppe “false partenze”. In questo caso, però, si sono visti, si sono incontrati, hanno parlato faccia e faccia e non attraverso i giornali. È già qualcosa. Prima ancora che inimitabile direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò è stato un puntiglioso cronista dello sport in tutte le sue sfaccettature. E in questa veste ha spesso bacchettato le istituzioni – politiche e sportive – per il grave ritardo accumulato dall’Italia nel rapporto tra sport e scuola. A parole tutti riconoscevano come l’attività fisica rientrasse a pieno titolo nella formazione della persona. Nei fatti, la limitazione negli orari, l’inadeguatezza delle strutture, la mancata qualificazione professionale dei docenti hanno sempre costituito altrettanti limiti al riconoscimento della effettiva cittadinanza dell’educazione fisica nel novero delle materie scolastiche. Come Cannavò, altri imputavano (e imputano) proprio a questo gap anche quel deficit italico di cultura sportiva, che poi si traduce in polemiche, violenze verbali e fisiche, violazioni delle regole (leggi: doping): in una parola, la negazione dell’abc dei valori sportivi.Il 19 giugno scorso il presidente del Coni Gianni Petrucci (da poco rieletto) ha diffuso una lettera aperta nella quale, tra l’altro, scriveva: «La partita dello sport nella scuola non solo non si è vinta, ma non si è riusciti neanche a giocarla…». Comunicazione alla quale era seguito il (fragoroso) silenzio del ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, che non lasciava intendere nulla di buono.Nei giorni scorsi, invece, auspici il segretario del Coni Lello Pagnozzi e l’ex regina delle nevi Manuela Di Centa (oggi parlamentare Pdl), la Gelmini e Petrucci si sono incontrati. Al di là della reciproca soddisfazione manifestata al termine del colloquio, un primo risultato concreto è il varo di un progetto-pilota per inserire l’attività motoria fin dalle scuole elementari: progetto al quale il Coni contribuirà con tecnici e mezzi. La prossima settimana, poi, il Ministero convocherà un tavolo tecnico congiunto per studiare le fasi successive.È la volta buona? È presto per dirlo. Sport e scuola sono rimasti già vittime di troppe “false partenze”. In questo caso, però, si sono visti, si sono incontrati, hanno parlato faccia e faccia e non attraverso i giornali. È già qualcosa.

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