È iniziata ieri l'edizione 2009 del torneo di calcio per sacerdoti e seminaristi promosso dal Csi: vi prendono parte 16 formazioni. Ai partecipanti anche l'augurio del presidente Uefa�Michel Platini -

Rita SALERNO
Redazione

Sedici formazioni in campo, trecentottantasei atleti di settanta nazionalità, tutti rigorosamente sacerdoti e seminaristi. È l’edizione 2009 della Clericus Cup, il torneo di calcio riservato ai professionisti del pulpito, promosso dal Centro Sportivo Italiano con il patrocinio del Coni, della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport e del Pontificio Consiglio per i Laici, che ha preso il via ieri e che in questo week-end completa la prima giornata.
La prima partita ha visto il successo dei campioni in carica del Mater Ecclesiae sugli sfidanti del Collegio Brasiliano. A dirigere l’incontro è stato l’arbitro internazionale Stefano Farina che, per la prima volta in carriera, ha avuto modo di sperimentare l’efficacia del celebre cartellino azzurro, equivalente a un’espulsione di cinque minuti.
Messi da parte temporaneamente tonache e breviari, i religiosi indossano dunque scarpini, magliette e calzoncini. Al torneo prendono parte, tra gli altri, i sudamericani del Collegio messicano, i Guanelliani, dell’Almo Pio (sodalizio calcistico tra il Collegio Capranica e il Collegio Pio Latino Americano) e del Collegio Polacco. Dopo la partecipazione alla prima edizione, torna in campo anche la Pontificia Università Gregoriana. La formula è classica: regular season con sedici squadre divise in due gironi, fino al 5 aprile. Dopo la pausa per la Pasqua, il 25 aprile si giocheranno i quarti di finale, il 16 maggio le semifinali, il 23 maggio la finalissima all’Oratorio San Pietro. Sedici formazioni in campo, trecentottantasei atleti di settanta nazionalità, tutti rigorosamente sacerdoti e seminaristi. È l’edizione 2009 della Clericus Cup, il torneo di calcio riservato ai professionisti del pulpito, promosso dal Centro Sportivo Italiano con il patrocinio del Coni, della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport e del Pontificio Consiglio per i Laici, che ha preso il via ieri e che in questo week-end completa la prima giornata.La prima partita ha visto il successo dei campioni in carica del Mater Ecclesiae sugli sfidanti del Collegio Brasiliano. A dirigere l’incontro è stato l’arbitro internazionale Stefano Farina che, per la prima volta in carriera, ha avuto modo di sperimentare l’efficacia del celebre cartellino azzurro, equivalente a un’espulsione di cinque minuti.Messi da parte temporaneamente tonache e breviari, i religiosi indossano dunque scarpini, magliette e calzoncini. Al torneo prendono parte, tra gli altri, i sudamericani del Collegio messicano, i Guanelliani, dell’Almo Pio (sodalizio calcistico tra il Collegio Capranica e il Collegio Pio Latino Americano) e del Collegio Polacco. Dopo la partecipazione alla prima edizione, torna in campo anche la Pontificia Università Gregoriana. La formula è classica: regular season con sedici squadre divise in due gironi, fino al 5 aprile. Dopo la pausa per la Pasqua, il 25 aprile si giocheranno i quarti di finale, il 16 maggio le semifinali, il 23 maggio la finalissima all’Oratorio San Pietro. Unità di intenti tra Csi e Coni Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti, tra gli altri, il presidente nazionale del Csi Massimo Achini, il vice presidente del Coni Luca Pancalli e il presidente della Figc Giancarlo Abete. Achini, nelle vesti di padrone di casa, ha sottolineato nel suo discorso il significato della Clericus Cup: «Con questo torneo vogliamo far vivere oggi un’esperienza ai seminaristi affinché possano portare lo sport e il suo messaggio nelle esperienze pastorali che li attendono». Totale condivisione d’intenti è stata espressa da Pancalli, che considera lo sport «uno strumento eccezionale di educazione per i giovani e per i ragazzi».Al Csi ha inviato un messaggio di saluto anche il presidente dell’Uefa Michel Platini: «Il calcio è uno straordinario strumento di aggregazione e di promozione di valori di grande significato e di importanza per la nostra società. Sono lieto che il Csi, che si adopera quotidianamente per esprimere la forte valenza educativa dello sport nei confronti dei giovani».

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